“Naufragio con spettatore” apre a Catania il Festival d’Infezione Creativa della Compagnia Zappalà Danza

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“Naufragio con spettatore” apre a Catania il Festival d’Infezione Creativa della Compagnia Zappalà Danza

di Giuseppe Condorelli 20-05-2019

CATANIA – Lo spazio – il Mediterraneo – è una chiazza blu intenso di colore dove due uomini – Fernando Roldán Ferrer e Roberto Provenzano – annaspano – in danza – tra i flutti. Sono i due protagonisti di “Naufragio con spettatore” – coreografie e regia di Roberto Zappalà, drammaturgia di Nello Calabrò – che ha inaugurato a Scenario Pubblico, la seconda edizione del “Focolaio d’Infezione Creativa”, il festival organizzato dalla Compagnia Zappalà Danza. Le note di un pianoforte – in apparente e stridente contrasto – a spargere, dalle mani di Luca Ballerini, il “Clavicembalo ben temperato” bachiano e sull’onda di quella melodia irresistibile e perfetta si snoda e si compie il destino tragico dei due: il loro naufragio.

L’evento fondante del viaggio come allegoria dell’esistenza, (che Zappalà avrebbe poi aggrumato nei successivi spettacoli in Odisseo, la sua figura per eccellenza), si coagula dalla celebre immagine di Lucrezio del “naufragio con spettatore” e dalla rilettura per opera di Blumemberg, in funzione di una approfondita e originale riflessione sull’emergenza migranti. Il “Naufragio con spettatore” di Zappalà e Calabrò è una sorta di atipico docufilm in e per la danza in cui è elusa ogni spettacolarizzazione della tragedia, ogni enfasi. Tutti i gesti dei due danzatori sono ricondotti agli elementi primordiali dell’esistenza e della sopravvivenza: perciò si mordono le carni – affamati – perciò si sfiorano e si abbracciano – vorrebbero amare ed essere amati – perciò fremono: perché vorrebbero vivere. Ancora.Fuori, da loro – nel mondo, il nostro – la musica continua serena, indifferente, sublime.  Chissà quali melodie sognano i due danzatori-naufraghi per tentare di sfuggire all’angoscia che li opprime: forse quell’”Ave Maria” di Gounod, che la soprano Marianna Cappellani innalza su quei corpi maltrattati dalla Storia, degna lamentazione funebre alla loro probabile morte. Da questo spettacolo emerge già forte l‘idea-chiave del “naufragio” che la Compagnia Zappalà Danza ha posto al centro ideale di molte performance. Zappalà e Calabrò tengono costantemente conto di essere alla deriva: non è più tempo di viaggi o di semplice rotta. Il naufragio ha perduto – ci ricorda Blumemberg – la sua azione-quadro. Non è più il dolce “naufragar” di Leopardi ma la tragedia reale di Gericault e della sua “Zattera di Medusa” cui lo spettacolo fa ovvio riferimento. E stavolta è lo sguardo di Roberto Zappalà a pietrificarci, poichè rifiuta la condizione di spettatore cinico e razionale. Sebbene la storia della filosofia e della letteratura sia piena di naufragi – anche l’illuminista Candido deve passare attraverso il proprio a Lisbona; deve vedere il “giusto anabattista” sprofondar in mare e il turpe marinaio sopravvivere – Zappalà è invece uno spettatore etico: e quelli che danzano sono dunque corpi “etici”.  In questa vertiginosa trasfigurazione, il chiasmo fame/sete, morte/salvezza si definisce all’interno di uno spettacolo che guarda in faccia la tragedia e indica una sua redenzione e in cui ogni sequenza è una sorta di “verifica incerta”, che abbraccia e racchiude nella Storia quelle molteplici e tragiche dei suoi protagonisti e di noi tutti.

Naufragio con spettatore”

coreografia e regia: Roberto Zappalà | musiche: J. S. Bach, C. Gounod | drammaturgia: Nello Calabrò e Roberto Zappalà | danzatori: Fernando Roldán Ferrer, Roberto Provenzano; pianoforte: Luca Ballerini | soprano: Marianna Cappellani | Una produzione: Scenario Pubblico/CZD | in collaborazione con: Teatro Stabile di Catania, ArtEZ Arnhem (NL), uva grapes Catania contemporary dance festival, AME Associazione Musicale Etnea | con il sostegno di: MiBAC e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo

 

Autore: Giuseppe Condorelli

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