“Monsieur Lazhar” apre con successo la rassegna del Teatro Nazionale di Genova

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“Monsieur Lazhar” apre con successo la rassegna del Teatro Nazionale di Genova

di Furio Fossati (cura redazionale di Lucia Tempestini) 04-06-2019

GENOVA – Primo dei cinque spettacoli compresi nella XXIV edizione della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea, fiore all’occhiello del Teatro Nazionale di Genova nell’ambito della proposta di nuove tendenze nel teatro, Bashir Lazhar è una commedia scritta da Evelyne de la Chenelière nel 2002 quando aveva 27 anni. Attrice, commediografa, scrittrice di origine canadese ma di formazione artistica francese, ha inserito in questo testo, con grande lievità, situazioni a dir poco drammatiche che riguardano personaggi poco inclini al vittimismo, determinati ad affrontare senza timori le prove cui la vita li sottopone.

Nel 2011 la commedia ispirò il film Monsieur Lazhar, diretto da Philippe Falardeau e interpretato dal comico algerino Mohamed Saïd Fellag, che venne scelto per rappresentare il Canada agli Oscar. Utilizzando la forma del soliloquio, l’attore si rivolge a vari personaggi ‘invisibili’ (in particolare la preside, una professoressa e un gruppo di studenti delle elementari), e questa scelta contribuisce a uno sviluppo narrativo coerente, piacevole, dal ritmo calibrato. Da piccoli episodi, apparentemente senza importanza, prende avvio una storia complessa in cui il tema dei migranti, di coloro che aspirano ad essere considerati rifugiati politici, svela un certo razzismo del Québec apparentemente liberale. La provenienza e l’aspetto di Lazhar mettono a disagio chi identifica i fedeli islamici con i fondamentalisti attivi nelle cellule dell’Isis e di altri gruppi di fanatici e violenti.

Monsieur Lazhar – così ama essere chiamato – si presenta in una scuola elementare dopo aver appreso del suicidio di una docente. Ha bisogno di lavorare, così si presenta alla Preside che per risolvere il vuoto di organico lo assume frettolosamente fino al termine dell’anno scolastico.  Il suo metodo, in apparenza semplice, è basato sulla necessità di far capire ai bambini il senso delle materie insegnate e le ragioni per cui impegno e attenzione sono elementi essenziali per costruire la loro vita futura. Ben presto diventa il punto di riferimento dell’intera classe, che lo adotta nonostante sia ancora scossa dall’evento luttuoso di pochi giorni prima. Lazhar, sensibile al trauma dei piccoli, cerca di farli sfogare, di allentare la tensione accumulata in seguito a una morte difficile da prevedere ed accettare. La psicologa è disponibile  soltanto 15 minuti alla settimana, troppo pochi per potere essere realmente utile. Monsieur Lazhar chiede agli alunni di scrivere un tema in cui tentino di esprimere questo dolore e Alice, la più ricettiva e matura, rivela la sofferenza profonda e la confusione provati da ciascuno degli studenti. L’uomo è emozionato, vorrebbe far affiggere lo scritto nella scuola ma riceve il rifiuto della Preside. Un finale forse prevedibile, che tuttavia non è lecito svelare chiude la vicenda con sommessa umanità.

Fabrizio Matteini regge bene il peso di un testo non facile. Vent’anni di carriera tra teatro e televisione, Cardinale Mosca nel colossal americano I Medici (2016), ma anche tra gli interpreti, seppure in un ruolo minore, in The Souvenir (2019) prodotto da Martin Scorsese e presentato al Sundance Festival. Si è formato nel teatro di ricerca, nelle atmosfere dei Teatri Stabili e in compagnie private, dal teatro per ragazzi, al teatro d’ombre, al musical, al cabaret, persino la lirica; è anche autore e regista. Qui ad un certo punto deve ballare, eseguendo i movimenti coreografici con leggerezza. Diplomato alla scuola del Teatro Stabile di Genova, ha sempre dimostrato riconoscenza per quanto imparato, pur se, Nemo propheta acceptus est in patria sua, vive da anni a Londra. Questo ritorno a Genova si può interpretare come un possibile nuovo rapporto artistico con lo Stabile. Sara Thaiz Bozano, attivissima nel teatro sperimentale e assistente alla regia nel video Shchukin, Matisse, Dance and Music (2016) diretto da Peter Greenaway, ha saputo costruire una messa in scena essenziale negli elementi scenografici ma ricchissima nella struttura narrativa, servendosi delle luci per evocare i vari ambienti in cui Matteini si muove e si confronta con gli interlocutori invisibili. Bastano una sedia e un banco di scuola per suggerire la classe, o una luce più forte per dare rilievo ai dialoghi con la Preside.

Bashir Lazhar

di Evelyne de la Chenelière

versione italiana: Fabio Regattin

interprete Fabrizio Matteini

regia Sara Thaiz Bozano

assistente alla regia Valentina Favella

scenografia e costumi Anna Varaldo

progetto musicale Federico Pitto con le voci di Sonia Convertini, Mirko Iurlaro, Marco Rivolta

Produzione Teatro Nazionale di Genova

 

Autore: Furio Fossati

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