“Chappaquiddick. Ted Kennedy e lo scandalo che cambiò la Storia”, ad Altrevie (Roma) il 7 giugno ore 21, un incontro ideato e condotto da Ugo G. Caruso

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“CHAPPAQUIDDICK, TED KENNEDY E LO SCANDALO CHE CAMBIÒ LA STORIA” È IL TITOLO DEL “SAMOVAR DI UGO G. CARUSO” CHE VENERDÌ 7 GIUGNO ALLE ORE 21 CHIUDE IDEALMENTE LA STAGIONE DEL CINECLUB ZIC PRESSO “ALTREVIE” (V. DEL CAFFARO, 10) A ROMA.

L’incontro, una sorta di capitolo conclusivo della “trilogia kennediana” curata da Ugo G. Caruso, è un evento speciale, una sorta di bonus di fine stagione che prolunga di un’altra settimana la programmazione normale del cineclub conclusasi in maggio e sarà introdotto come sempre da Francesco Castracane.

Come alcuni ricorderanno, anni fa Caruso aveva già dedicato uno dei suoi “samovar” all’omicidio di John F. Kennedy presentando insieme ad altri ospiti il libro “Il complotto”, un dossier sulla colossale cospirazione che portò con l’attentato del 22 novembre 1963 a Dallas ad un colpo di stato mascherato, una sorta di best seller underground nella left americana,  firmato con uno pseudonimo da un autore rimasto anonimo.

Storico di formazione, americanista per passione, lo stesso Caruso l’anno scorso, esattamente il 6 giugno, nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell’omicidio di Robert Kennedy, realizzò una nuova serata ad Altrevie, in cui oltre ad avere riproposto materiali documentari e di finzione sulla notte di mezzo secolo prima all’Hotel Ambassador, sede della Convention democratica e dell’agguato mortale, confutò in modo puntuale la ricostruzione ufficiale delle autorità che ribadiva la teoria folle solitario e pur tenendosi distante dalle tante teorie complottistiche, fantasiose quanto effettistiche, dimostrò con l’ausilio di interessanti filmati che anche stavolta si era trattato di una sofisticata macchinazione.

Ma oltre alla ricostruzione dell’accaduto, Caruso ha rievocato la figura di Bob Kennedy, il contesto storico in cui maturò la sua candidatura alla Casa Bianca e i motivi che portarono alla sua drastica eliminazione da parte di un potente  comitato rimasto nell’ombra, probabilmente lo stesso che cinque anni prima aveva pianificato l’attentato di Dallas.

A completare l’ideale trittico kennediano, ma soprattutto a rifocalizzare un momento preciso della storia americana, c’è ora la serata di venerdì 7 in cui Caruso rievocherà il controverso episodio di Chappaquiddick che costò la vita a Mary Jo Kopechne e le ambizioni presidenziali ad Edward Kennedy, ultimo rampollo della dinastia. 

Un fatto accidentale di cui a lungo si discusse per le importanti ripercussioni che avrebbe avuto in seguito, quando la sbiadita figura di Jimmy Carter, cui le ombre che ancora avvolgevano la figura di Ted Kennedy aprirono la strada alla presidenza americana, quattro anni dopo non seppe reggere il confronto con Ronald Reagan, la cui leadership impresse un cambiamento al mondo intero di cui è figlio diretto il nostro presente. 

Dopo l’intervento di Caruso, sarà pertanto presentato il film “Chappaquiddick”  (USA 2018), diretto da John Curran ed interpretato tra gli altri da Jason Clarke (Ted Kennedy), Kate Mara (Mary Jo Kopechne), Ed Helms (Joe Gargan) e Bruce Dern (Joe Kennedy), inedito nelle sale italiane. 

Il film oltre ad offrire un ricostruzione fedele ed accurata dell’incidente automobilistico avvenuto nell’isoletta di Chappaquiddick, a seguito del quale, come si ricorderà, l’auto del senatore finì in uno stagno provocando la morte per annegamento della giovane assistente, offre uno spaccato vivido di quell’America che solo due giorni dopo – siamo nel 18 luglio del 1969 –  si apprestava in sincrono ed in sintonia con il mondo intero a festeggiare il primo leggendario allunaggio dell’Apollo 11. Proprio l’eccezionale euforia che seguì quell’evento unico nella storia dell’umanità, aiutò Ted Kennedy a distogliere l’opinione pubblica dalle sue responsabilità nell’incidente ed il suo staff ad enfatizzare quella storica conquista come il coronamento della corsa allo spazio fortemente voluta dal fratello presidente e di cui ora era Nixon a raccogliere la gloria. 

Un appuntamento, come si sarà intuito, molto stimolante non solo perché offrirà l’occasione per  riesaminare un momento nodale per la politica e la società americana, le cui ripercussioni avrebbero come sempre avuto un effetto planetario, ma anche per la rievocazione di un momento irripetibile nella storia dell’umanità, quello dell’estate del 1969, contrassegnata dall’impresa spaziale come pure dall’oceanico raduno di Woodstock in cui si diede convegno “l’altra America”, quella alternativa  all’establishment e poi da tutta una serie di eventi straordinari.

Autore: Redazionale

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