Finale di stagione folgorante, esce il 6 giugno ‘Destroyer’, crime drama interpretato da una febbrile Nicole Kidman

  

Finale di stagione folgorante, esce il 6 giugno ‘Destroyer’, crime drama interpretato da una febbrile Nicole Kidman

Presentato in anteprima a Telluride, Destroyer è il nuovo film di Karyn Kusama (Girlfight, The Invitation). Hard-boiled metropolitano e losangelino, è interpretato da una Nicole Kidman mimetica e volutamente sgualcita, nei panni di una detective alla deriva dell’LAPD, Erin Bell.

Il film si apre e si chiude sui suoi occhi cerchiati da notti insonni, alcool, una vita sbandata e un incubo del passato che torna a farle visita. Diciassette anni prima, giovane vice sceriffo si era infiltrata con un agente dell’FBI, Chris, in una banda di rapinatori di banche. Oggi si ritrova con un cadavere riverso in un parco e dei dollari segnati di viola che sembrano riportarla indietro nel tempo.

Destroyer si muove su un doppio registro temporale. Frammentando il racconto Kusama cerca di raffreddare un materiale incandescente, in favore della costruzione progressiva di un personaggio del tutto inconsueto, un’agente segnata dalla vita, costretta a fare i conti con i suoi fantasmi.

Se nel presente Erin sembra sbandare paurosamente, in preda a un’ansia esistenziale che diventa fisica, alle prese con una figlia adolescente, un ex marito che la sopporta a stento e una serie di colleghi che la considerano un pessimo soggetto, nel passato il film ricostruisce frammento dopo frammento il rapporto tra Erin e Chris, i due agenti sotto copertura, sempre più coinvolti nelle imprese criminali e sopraffatti dalla doppia identità che rende di giorno in giorno più labile il confine tra realtà e rappresentazione.

Rintracciando uno dopo l’altro i membri della vecchia banda, Erin insegue verità e vendetta, senza arrestarsi di fronte a nulla. Masturba un malato terminale, rapisce una donna mettendola nel bagagliaio della sua auto, picchia un avvocato corrotto, mente ai suoi colleghi. Nello stato ipnotico e febbrile in cui sembra muoversi, mentre l’alcool appare l’unico strumento per soffocare il dolore, Erin si aggira dentro le notti di Los Angeles e nelle sue strade pericolose, spinta da una determinazione ossessiva. Si sentono echi del cattivo tenente di Ferrara e del cinema amorale di Friedkin, nelle gesta di Erin Bell, solo che lo scarto è paradossalmente ancora maggiore, proprio perchè la protagonista questa volta è una donna.

Quello di Kusama è un crime drama viscerale, bruciante, che lascia sul campo solo sconfitti, incapaci di uscire dal ruolo che il destino ha previsto per loro. Destroyer è in fondo anche un racconto sull’impossibile elaborazione del lutto, sulla persistenza del trauma, che non ci abbandona mai, che non riesce a trovare una pacificazione.

Vestita con jeans e giacca di pelle, il volto devastato da lentiggini e occhiaie, i capelli grigi e arruffati, la Kidman è quasi irriconoscibile dietro il trucco che Kusama ha scelto per lei: quella di Erin è una discesa all’inferno che non prevede redenzione. L’attrice australiana si carica il film sulle spalle e ne sopporta il peso con temperamento stoico. Un’altra prova maiuscola, che da sola vale il prezzo del biglietto, in un film che gioca con il genere senza concedere niente agli spettatori, rimanendo sempre disturbante, poco rassicurante, infedele.

Autore: Redazionale

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