“Focolaio d’Infezione Creativa”. Il Festival della Compagnia Zappalà Danza a Catania tra danza, arte, letteratura e musica

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“Focolaio d’Infezione Creativa”. Il Festival della Compagnia Zappalà Danza a Catania: tra danza, arte, letteratura e musica

Il Centro di Produzione Nazionale della Danza Scenario Pubblico Compagnia Zappalà Danza, con sede nel capoluogo etneo, porta sul territorio la seconda edizione del FIC Fest Focolaio d’Infezione Creativa, festival dedicato ai linguaggi dell’arte visiva, performativa e letteraria. Il tema cruciale e quanto mai attuale di questa edizione 2019 sono le possibilità di dialogo fra Mediterraneo e Europa. Ad aprire il festival sabato 18 maggio è stato proprio lo spettacolo del coreografo e padrone di casa Roberto Zappalà ‘Naufragio con spettatore’.

Una performance che porta sulla scena l’idea di naufragio attraverso espressioni di fame e sete, di morte e anelito alla salvezza, di assenza di spazio, di riferimenti ad Ulisse in quanto naufrago e inevitabilmente ai fatti di cronaca che riguardano i disperati attraversamenti dei migranti e i conseguenti tragici naufragi. Spunti emotivi e inviti alla riflessione amplificati dalla musica dal vivo di Luca Ballerini al pianoforte e dal soprano Marianna Cappellani. Una danza fra notte e aurora interpretata magnificamente dai danzatori Roberto Provenzano e Fernando Roldán Ferrer. Prima dello spettacolo, l’artista Federico Baronello, ha presentato e aperto la sua mostra ‘Indigenation’. Un lavoro di ricerca che indaga i luoghi della Sicilia come snodo per il traffico di materie prime e di esseri umani del Mediterraneo. Fra i luoghi fotografati da Baronello infatti, Lampedusa e il Cara di Mineo, due luoghi ormai simbolici. Nella stessa serata, il giornalista e critico Aldo Premoli, co-fondatore della Onlus Mediterraneo Sicilia Europa ha introdotto e presentato la video Installazione, ‘Liquid Traces’ degli artisti Charles Heller e Lorenzo Pezzani. Un’opera video che offre un’analisi critica sulla trasformazione del Mediterraneo in un confine militarizzato e sulla violenza esercitata sui migranti, che sarà possibile visitare negli spazi di Scenario Pubblico durante tutti i giorni del festival fino alla chiusura di sabato 25 maggio. Domenica 19 maggio è stato il turno di Viagrande Studios: partner di Scenario Pubblico durante tutta la stagione trascorsa e luogo cardine di molte attività del FIC Fest. L’inaugurazione ha previsto l’apertura delle due installazioni ‘The Risico Screening’ (rassegna multischermo della danza in video a cura di Coorpi e Cro.me.) e MindBox, installazione interattiva a cura dell’artista berlinese Christian Graupner e Roberto Zappalà. Due mostre che saranno fruibili per tutta la durata del festival. Nella stessa serata lo spettacolo della Compagnia Giovanna Velardi ‘Flexing Heart’, creazione che affronta la polarità tra omologazione e diversità. Lunedì 20 maggio il FIC Fest si è spostato a casa del partner Officine Culturali, all’interno del Monastero dei Benedettini, che in occasione de ‘Il maggio dei libri’ ha ospitato la presentazione del libro ‘Lampedusa, corpi, immagini e narrazioni dell’immigrazione’ del professore Guido Nicolosi. Un momento di riflessione lucida e critica sui più recenti fenomeni migratori e sulla relativa percezione sociale. Il FIC Fest è anche un’occasione per il pubblico del territorio di confronto con artisti e coreografi di tutto il mondo sui linguaggi del corpo: proprio ai non professionisti sono stati infatti dedicati i due laboratori di danza urbana, a cura di Seifeddine Manai (Tunisia) e della compagnia milanese Fattoria Vittadini. Due laboratori che stanno coinvolgendo la città e luoghi come il Convitto Mario Cutelli, l’Accademia Vincenzo Bellini, alcune stazioni metropolitane e luoghi simbolici del centro storico quali Villa Bellini, San Berillo e il Monastero dei Benedettini. Entrambi i laboratori avranno una restituzione finale, il primo conquisterà il centro storico di Viagrande sabato 25 e il secondo, venerdì 24, attraverserà Catania con un corteo danzante partendo dalla stazione metropolitana Giovanni XXIII, passando per la stazione Stesicoro e arrivando fino al Monastero dei Benedettini. Il FIC Fest è continuato con la prima assoluta di ‘Gold’ ultima creazione di Giovanni Scarcella e del musicista Gianni Gebbia, anch’esso in scena con la musica dal vivo. A seguire il 23 maggio, la Compagnia Zappalà Danza apre le porte delle prove della nuova creazione di Roberto Zappalà ‘La Giara’ che debutterà al Teatro Regio di Torino il prossimo 12 giugno. Un’occasione unica per prendere parte al processo creativo della storica compagnia siciliana, composta in questo caso da 11 danzatori uomini. Il 24 maggio anche la compagnia Fattoria Vittadini apre le porte del suo processo creativo al pubblico con l’open door della performance ‘A distance to the sun’, indagine sugli stati di trance nei contesti cerimoniali e sull’impatto socioculturale nelle due culture di riferimento degli autori, rispettivamente Marocco e Italia. Lo stesso giorno, a seguire, la giovane compagnia zappalà danza MoDem CZD con la prima assoluta della creazione ‘Untitled’ dei coreografi Daniela Bendini e Moritz Ostruschnjak insieme ad un’anteprima della creazione ‘Etre’ di Maud de la Purification, che debutterà in prima assoluta il prossimo settembre a MilanOltre Festival. Il festival i chiuderà sabato 25 maggio a Viagrande Studios con lo spettacolo M.A.K.T.O.U.B. del coreografo tunisino Seifeddine Manai, con la prima assoluta del cortometraggio ‘The 3 of us’ e con il FIC Dance Party e il DJ Francesco Samperi, una festa per chiudere in allegria il festival e la stagione di ScenarioDanza appena terminata, ma anche per lanciare un buon auspicio in vista della nuova stagione di Scenario Pubblico.

Autore: Redazionale

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