Novità Carbonio Editore: Jens Peter Jacobsen – ‘Marie Grubbe’ in libreria dal 16 maggio

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In libreria dal 16 maggio 2019

Jens Peter Jacobsen

MARIE GRUBBE
(collana Origine, traduzione di Bruno Berni, pp. 232 – € 16, disponibile anche in e-Book)

 

Volevo che la vita mi prendesse con tanta forza da esserne piegata o elevata, cosicché nella mia anima non vi fosse spazio per pensare ad altro se non a ciò che mi elevava o a ciò che mi piegava. Volevo sciogliermi nelle mie pene o ardere nella mia gioia.

«Mezzo secolo prima de L’amante di Lady Chatterley Jacobsen esplora i sentimenti della sua eroina e difende le sue scelte. Persino Sigmund Freud ne fu affascinato.»

Tribune

«Marie Grubbe avrebbe voluto essere, come dice il sottotitolo, una ricostruzione realistico-obiettiva di un “Intérieur del diciassettesimo secolo”, ma si risolve in una finissima indagine – epica, lirica e psicologica – della frantumazione dell’io e delle ambivalenze della sessualità.»

Claudio Magris

«In Jacobsen abbiamo l’esempio più nobile di un autore che unisce una potente immaginazione a una natura malinconicamente tenera con tutta la finezza del più avanzato realismo. Uno dei migliori libri che abbia mai letto.»

Hermann Hesse

Scritto nel 1876, ma ambientato un secolo prima, Marie Grubbe è considerato il capolavoro dello scrittore danese Jens Peter Jacobsen.
Il romanzo racconta la vita di una nobildonna realmente esistita, libera e anticonformista, che molto ha influenzato la storia culturale del suo Paese quale esempio di indipendenza e femminismo ante litteram.
Sposata con Ulrik Christian Gyldenløve, figlio illegittimo di Federico III di Danimarca, Marie Grubbe scelse il divorzio, ribellandosi a un legame insoddisfacente e cercando fino in fondo un amore all’altezza delle sue aspettative, al di là di ogni convenzione.

La disperazione e il coraggio, la passione e i tormenti reconditi di questa Emma Bovary danese si intrecciano al vivido ritratto della società del tempo, dalle corti di Copenaghen alle fattorie dello Jutland, sullo sfondo della guerra tra Danimarca e Svezia e gli intrighi politici del tardo XVII secolo.

Primo romanzo danese che si misura con la figura femminile considerandone le pulsioni sessuali e la volontà di autodeterminarsi, l’opera di Jacobsen segna uno stacco sorprendente rispetto alla gran parte della letteratura coeva, ponendosi come modello ispirativo per la somma introspezione di August Strindberg e James Joyce e anticipando temi di E.M. Forster e T.H. Lawrence, sublimi indagatori di sentimenti attraverso la lente delle differenze di classe.

Marie Grubbe è figura profondamente e visceralmente moderna nell’incarnazione di un contrasto irriducibile: la volontà di vivere coerentemente al proprio sé  in un contesto sociale ostile a qualunque deviazione.

Jacobsen crea una felice armonia tra i sommovimenti interiori della sua protagonista e l’esterno, ammantando tutto di suggestiva verosimiglianza. La sua Marie è viva, mentre passeggia nel verde, si reca a convegni d’amore clandestini, si ritrova coinvolta in accesi diverbi nelle locande. La lingua di Jacobsen ricalca con sapienza le differenze di provenienza e di classe, destreggiandosi tra accenti, lingue e registri diversi, inseguendo le manie, i tormenti e i destini dei personaggi, in un portentoso arazzo in movimento. «Jacobsen – così Bruno Berni nell’introduzione – crea una serie di quadri che riconducono a un universo autonomo caratterizzato da uno stile assolutamente personale».

Un romanzo di modernità abbagliante, ripresentato nella traduzione di Bruno Berni, tra i massimi esperti di letteratura nordica, grazie al quale Marie Grubbe ‒ narrata con meravigliosa partigianeria da Jacobsen ‒ ritrova il suo ruolo di seducente e inquieta paladina romantica.

Jens Peter Jacobsen (1847-1885) è annoverato tra i massimi scrittori della letteratura danese. Nato a Thisted nello Jutland settentrionale, si trasferì a Copenaghen, dove studiò filosofia e botanica. Traduttore e divulgatore di alcune opere di Darwin (tra cui L’origine delle specie), iniziò a metà degli anni Settanta l’attività di scrittore. La sua produzione comprende Marie Grubbe (1876), Niels Lyhne (1880), Mogens e altre novelle (1882), considerato il manifesto del naturalismo danese, e alcune raccolte di poesie. I suoi scritti esercitarono un fascino enorme su autori come Stefan George, Rainer Maria Rilke, Sigmund Freud, Thomas Mann, James Joyce.

Bruno Berni (Roma, 1959), traduttore e studioso di letterature nordiche, dal 1993 è direttore della biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici a Roma. Ha pubblicato numerose traduzioni di autori classici e moderni prevalentemente danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedeschi, oltre a volumi e saggi. Tra i premi ricevuti, il Premio Hans Christian Andersen (2004), il Premio danese per la traduzione (2009) e il Premio nazionale per la traduzione del Ministero per i beni e le attività culturali (2013).

Autore: Redazionale

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