‘Suspense’ (The Innocents, UK 1961), da ‘Giro di vite’ di H. James, al Cinema Santa Chiara di Rende lunedì 20 maggio ore 21

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“SUSPENSE” (“THE INNOCENTS” – UK 1961), UN CLASSICO DEL CINEMA GOTICO DI SEMPRE, TRATTO DAL ROMANZO “GIRO DI VITE” DI HENRY JAMES E DIRETTO DA JACK CLAYTON, È IN PROGRAMMA AL CINEMA SANTA CHIARA DI RENDE LUNEDÌ 20 MAGGIO ALLE ORE 21 PER LA RASSEGNA “L’ORA DEL LUPO”, CURATA DA UGO G. CARUSO E ORAZIO GAROFALO

Un capolavoro di tensione che anche oggi, a distanza di tanti anni, tiene inchiodati alla poltrona e lascia ammutoliti, perfetto per essere riproposto nel ciclo “L’ora del lupo”.

La proiezione sarà introdotta da un intervento preregistrato dello storico del cinema, Ugo G. Caruso.

Sceneggiato tra gli altri da Truman Capote, magnificamente fotografato da Freddie Francis con taglio espressionista, il film ebbe tra i tanti meriti quello di essersi avvalso per primo di effetti sonori elettronici. Il regista inglese, Jack Clayton ha al suo attivo una filmografia non proprio copiosa ma di grande pregio (La strada dei quartieri alti, Il grande Gatsby)

Il plot segue fedelmente la traccia del romanzo di James rendendone tutta l’ambiguità che lo tiene sospeso tra il racconto di una possessione demoniaca e le allucinazioni puritane di un’istitutrice nubile in piena era vittoriana, anche grazie alla prodigiosa performance di Deborah Kerr, di volta in volta amorevole, terrorizzata, invasata ella stessa.

Miss Giddens (Deborah Kerr) è felice di essere stata assunta come istitutrice da un ricco uomo d’affari (Michael Redgrave). Dovrà occuparsi dei suoi nipoti, Flora e Miles, orfani di entrambi i genitori. Giunta nella villa di campagna del gentiluomo londinese scoprirà, però, che due dipendenti morti da non molto in circostanze poco chiare, il giardiniere Peter Quint e la giovane istitutrice Miss Jessel, avevano intrecciato una relazione in cui purtroppo avevano coinvolto anche i bimbi. La donna arriva anche a pensare che i fratellini, particolarmente Miles, siano posseduti dalla coppia defunta poiché il bambino è stato addirittura espulso dal collegio in cui si trovava proprio a causa della sua condotta negativa, benché lui naturalmente si ostini nel negarlo. L’istitutrice tenterà in ogni modo di liberarli da queste presenze anche con il prezioso aiuto di Mrs. Grose, l’anziana governante.

Il film, dicevamo, ha saputo ricreare l’ambiguità della pagina di Henry James trasportandola in un palpabile cinematografico altrettanto inquietante, dove le parole servono a creare suggestione, i fotogrammi fanno la differenza e si impongono nell’immaginario onirico e tangibile dello spettatore, che immerso nella trama, non sa più distinguere quali immagini siano proiezioni immaginarie e quali allucinanti verità.

Clayton rifugge dai cliché del genere, tra rumori sospetti e “mostri” che compaiono all’improvviso e crea una incredibile tensione in crescendo lungo tutta la pellicola. Ancora oggi i visi dei due bambini fanno il loro effetto angosciante.

Per la sua straordinaria fotografia, Freddie Francis che ha firmato pure come regista molte pellicole, principalmente di genere horror, utilizzò particolari filtri per produrre una specie di luce vacante in certe inquadrature e ricorse ad una profondità di campo congeniale all’evocazione di presenze tenebrose ed inquietanti che conferiscono al film il suo splendore agghiacciante.

Come si sarà compreso, Suspense che avrà due remake, Improvvisamente un uomo nella notte del ’72, con Marlon Brando e Presenze del 1992, è la matrice riconoscibile di un filone che da The others in poi conterà molti epigoni, soprattutto negli ultimi anni.

Tra i migliori film inglesi di sempre, al di là dei generi, Suspense è il classico titolo che smentisce la regola secondo la quale un film è condannato a priori a perdere il confronto con l’opera leteraria da cui è tratto, specie se, come nel caso in questione, si tratta di un grande scrittore come Henry James.

Autore: Redazionale

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