Cannes 2019 | Colpisce a fondo la spada di Tilda Swinton in ‘The Dead don’t Die’, primo film in concorso

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Cannes 2019 | Colpisce a fondo la spada di Tilda Swinton in ‘The Dead don’t Die’, primo film in concorso

Si è aperta sotto un cielo che prometteva pioggia la 72a edizione del Festival di Cannes 2019, e lo ha fatto in grande stile, con il ritorno di Jim Jarmusch in concorso sulla Croisette.

Un clima grigio intonato ai colori plumbei della zombie comedy hipster del regista americano, maestro della new wave newyorkese.

Ironico e surreale nel mostrare i limiti dell’american way of life, The Dead don’t Die si discosta in ogni passaggio dagli stereotipi e dal citazionismo fine a se stesso, preferendo i toni divertiti e favolistici a una critica politica esplicita, del resto non congeniale all’autore di Coffee and cigarettes e Only Lovers Left Alive.

Tilda Swinton in The Dead don’t Die

La struttura narrativa è costruita intorno ai luoghi canonici delle cittadine americane (in questo caso l’immaginaria e metaforica Centerville): dal motel alle pompe funebri, dal diner alla stazione di polizia. Proprio tre poliziotti – Bill Murray, il laconico Adam Driver e l’impressionabile Chloë Sevigny – si troveranno ad affrontare, fra sovvertimenti premonitori della Natura, i non-morti che inizieranno a uscire dalle tombe affamati di carne umana.

I tre antieroi verranno affiancati nell’impresa da un vagabondo che si nasconde nei boschi, da un agricoltore razzista e, soprattutto, dall’algida titolare delle pompe funebri dedita alle arti marziali (una Tilda Swinton in equilibrio fra la gothic novel romantica e l’immaginario nipponico).

Autore: Redazionale

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