Pirandello secondo Carlo Cecchi in mostra al Valle di Roma dal 16 maggio + Colazione con Mauro Covacich

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Luigi Pirandello in mostra al Teatro Valle con Sei personaggi in cerca d’autore

Dal 16 al 19 maggio in esposizione il quinto allestimento della mostra MANICOMIO! MANICOMIO!

dedicato alla versione rigenerativa e straniante dei Sei personaggi in cerca d’autore di Carlo Cecchi.

CARLO CECCHI

Sei personaggi in cerca d’autore

La mostra è realizzata dal Teatro di Roma

in collaborazione con Biblioteca Museo Teatrale Siae, Centro Teatrale Santa Cristina, Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo (Università di Roma Sapienza), Studio di Luigi Pirandello-Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo, Istituto per i Beni Sonori e Audiovisivi, MARCHE TEATRO, Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, Ormete, Rai Teche, Sartoria Farani, e con la collaborazione di Margherita Dellantonio, Paolo Ferrari, Ernani Paterra, Paolo Petroni, Viviana Raciti, Luchino Masetti si ringraziano Cecilia Carponi, Alessandro Genesi, Donatella Orecchia, Nuccio Siano gli allievi della Scuola del Teatro di Roma Alessandro Burzotta, Emanuela Cappello, Francesca Fedeli

Il 16 maggio l’esposizione è introdotta da un incontro con il giornalista e critico teatrale Gianfranco Capitta e l’attrice Antonia Truppo, nel ruolo della Figliastra nello spettacolo del 2003.

Segue la proiezione del filmato video dell’allestimento.

Dal 16 al 19 maggio al Teatro Valle inaugura la quinta sessione espositiva della mostra MANICOMIO! MANICOMIO! SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE DI LUIGI PIRANDELLO, dedicata ai Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello nella versione rigenerativa e straniante del 2003 con la regia di Carlo Cecchi, spettacolo di immenso successo che fece il giro d’Italia toccando 77 città e coinvolgendo 280.000 spettatori nell’arco di 295 repliche, per approdare in teatri internazionali come Berliner Ensemble fondato da Bertold Brecht, dove nelle due sere in scena furono contati 11 minuti di applausi e 12 uscite per i saluti e chiudere poi i 4 anni di tournée a Parigi all’Athénée_Théâtre Louis-Jouvet.

Il 16 maggio (ore 17) introduce l’esposizione un incontro pubblico con il giornalista e critico teatrale Gianfranco Capitta e l’attrice Antonia Truppo, interprete nello spettacolo nel ruolo della Figliastra. Segue la proiezione di un filmato video dell’allestimento di Cecchi, che verrà poi riproposto nei giorni successivi (a partire dalle ore 17 nel foyer) per tutta la durata dell’apertura della mostra.

Applaudito da Peter Stein a Dacia Maraini, fino agli eredi di Pirandello che si complimentarono con Carlo Cecchi, lo spettacolo attrasse intellettuali, letterati, registi, politici, lasciando una diffusa sensazione di aver assistito ad uno spettacolo innovativo e destinato a rivoluzionare la scena italiana del Novecento. Si trattava infatti di una lettura ironica, intellettuale, straniante. Una lettura stringata, veloce, sorprendente per lo sberleffo ironico, per l’esaltazione dell’aspetto farsesco del vieto dramma borghese della famiglia di “personaggi” che irrompono su un palcoscenico, tra attori che stanno provando un loro spettacolo, pretendendo di poter vivere la propria storia. Le scene e i costumi di Titina Maselli differenziavano nettamente i due gruppi (Attori e Personaggi) in contrasto, uno colorato e l’altro in grigio e nero, all’interno di uno spazio quasi nudo. Sul piano della recitazione, alla tragica passione vera dei Personaggi si contrapponeva, a esaltarne il gioco e l’esemplificazione filosofica, il cinismo, lo sberleffo, l’ottusità, l’incredulità degli Attori, con in testa il regista, un Cecchi strepitoso e gigione assieme, insinuante. Con lui sul palco, nell’anno del debutto, erano Paolo Graziosi, grande e verissimo padre (premio miglior attore agli Olimpici 2005), la madre Luisa De Santis, la figliastra Antonia Truppo (premio migliore attrice esordiente agli Olimpici 2005), il figlio Francesco Ferrieri, la Madama Pace di Angelica Ippolito, il Giovinetto Cecilia Finetti in opposizione al regista di Cecchi stesso (premiato dal pubblico con il Premio Maschera d’Oro come miglior interprete, promosso dalla rivista Inscena), all’assistente del regista Federico Olivetti, agli attori: Alessandro Baldinotti, Isabella Carloni, Paola Giorgi, Paolo Mannina, Rino Marino, Stefano Tosoni. (alcuni attori nelle tournée successive si sono alternati con altri interpreti: Sabina Vannucchi-La Madre, Joana Pupo-Il Giovinetto, Riccardo Lupo-assistente del regista-, Nadia Santos nel gruppo Attori).

«Al centro di quasi tutte le commedie annegate nel dramma, drammi annegati nella commedia, tragedie annegate nella farsa, farse annegate nella tragedia, ecc. ecc., al centro di tutti questi annegamenti pirandelliani c’è sempre, o quasi sempre, una famiglia – rifletteva Carlo Cecchi Qui di famiglie ce ne sono due; due famiglie ma, una mamma sola. La prima famiglia è costituita dal Padre e dal Figlio, essendosene la Madre andata via con un altro uomo. La seconda famiglia è costituita dalla Madre, presentemente vedova poiché l’altro uomo, nel frattempo, è morto; e dai figli avuti da costui: la Figliastra, il Giovinetto, la Bambina. Le due famiglie si sono riunite in seguito ad un fatto piuttosto scabroso: il Padre stava lì lì per scoparsi la Figliastra in una casa d’appuntamenti travestita da sartoria di lusso per Signora, di cui il padre era cliente; non per i vestiti, beninteso, ma per le ragazzine; e fra queste, appunto, un giorno gli capitò la Figliastra. L’arrivo inopinato della Madre evitò lo svolgersi del fattaccio. Dopo la riunione in casa del Padre, la vita in famiglia delle due famiglie è quanto di più difficile e tormentato: odi disprezzi strazi sdegni ricatti vendette fra padre madre figlio figliastri fratelli fratellastri sorellastre; mancano, purtroppo, suoceri e cognati. Il ritratto che ne viene fuori potrebbe essere atroce se Pirandello, come sempre fa, non annegasse quell’inferno d’irrealtà e d’imbecillità borghese nell’aura dolciastra del dibattito pseudo-filosofico e pseudo-estetico. E la trama nera dei suoi canovacci – così esemplarmente italiani – continua, da quasi un secolo, ad essere nascosta sotto la maschera del conflitto fra finzione e realtà, uno nessuno e centomila, vita che cangia e forma che non cangia».

Oltre alle sezioni permanenti della mostra, che raccontano la celebre prima del 10 maggio 1921 attraverso letture audio, ricostruzioni, testi e disegni, gli spettatori troveranno ad accoglierli per questo quinto allestimento: la locandina originale e alcuni testi sull’universo poetico di Carlo Cecchi; il lavoro di multivisione a firma di Ernani Paterra, proiettato a ciclo continuo sul palcoscenico per un viaggio sonoro e visuale attraverso filmati, recensioni e dietro le quinte della messa in scena del 2003; le letture audio di recensioni critiche e dichiarazioni attorno allo spettacolo nelle apposite postazioni con cuffie nei palchetti.

Il 19 maggio il foyer del Teatro Valle offre ai visitatori una vera e propria colazione (cappuccino e cornetto) per chiacchierare attorno a Pirandello: un ciclo di tre incontri Colazioni con i Sei PersonaggI, a cura del giornalista e critico teatrale Graziano Graziani in dialogo, per questo secondo appuntamento, con lo scrittore Mauro Covacich che “adotterà” due personaggi del testo del drammaturgo siciliano, la coppia padre/capocomico, per presentarli e parlarne assieme al pubblico.

Il percorso espositivo continua il suo viaggio a tappe scandito dall’alternarsi degli allestimenti del capolavoro pirandelliano dal 1921 ai giorni nostri. Fra locandine d’epoca, testi dei più autorevoli critici del tempo e testimonianze lasciate da Pirandello: una mappatura di memorie e riflessioni restituite al pubblico, in sessioni tematiche, con ricostruzioni nello spazio e proiezioni video, oltre che con materiali testuali e fotografici. Si prosegue con la sesta esposizione: In cerca d’autore. Studio sui Sei personaggi di Luca Ronconi con gli allievi dell’Accademia D’Amico nel 2012, che sarà aperta dall’intervento di Roberta Carlotto con Rodolfo di Giammarco per ripercorre il lavoro del grande maestro del teatro (dal 23 maggio al 2 giugno).

TEATRO DI ROMA _www.teatrodiroma.net _ 06.684.000.311/314

TEATRO VALLE _ ingresso libero _ info community@teatrodiroma.net

Orari ingresso: giovedì, venerdì, sabato dalle ore 17 alle ore 20_ domenica dalle ore 11 alle ore 18

Ufficio Stampa Teatro di Roma: Amelia Realino 06.684.000.308 I 345.4465117 ufficiostampa@teatrodiroma.net

Autore: Redazionale

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