‘La notte ha mille occhi’ (USA 1948) tratto da Cornell Woolrich al Cinema Santa Chiara di Rende il 13 maggio ore 21

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“LA NOTTE HA MILLE OCCHI” (USA 1948), UN NOIR TESO, MISTERIOSO ED IMPREVEDIBILE INTERPRETATO DA UN GRANDE EDWARD G. ROBINSON, TRATTO DA CORNELL WOOLRICH E DIRETTO DA JOHN FARROW È IN PROGRAMMA LUNEDÌ 13 MAGGIO (H. 21) AL CINEMA SANTA CHIARA DI RENDE PER LA RASSEGNA “L’ORA DEL LUPO” IDEATA E CURATA DA UGO G. CARUSO E ORAZIO GAROFALO

In una rassegna come “L’ora del lupo” presto o tardi non poteva mancare Cornell Woolrich, uno dei più grandi evocatori di atmosfere tenebrose, inquietanti ed ossessive dell’era contemporanea. L’incontro era ineluttabile, proprio come certi eventi preconizzati dal protagonista del romanzo del 1945 firmato come George Hopley (l’altro pseudonimo più utilizzato era William Irish), pubblicato in Italia per i tipi del Giallo Mondadori nel 1957. Questi, John Triton, è un illusionista di varietà finchè non scopre di avere capacità paragnostiche che presto lo faranno trovare coinvolto in casi controversi, spesso inesplicabili sul piano razionale, nei quali, non senza difficoltà, dovrà spiegare di aver sempre agito a fin di bene. Lascia il lavoro ma le sue preconizzazioni gli fanno intravedere una sciagura imminente che incombe sulla figlia della donna amata. Triton si sposta allora a San Francisco nel tentativo di evitare l’inevitabile, anche a rischio della propria vita. Nonostante l’allarme trasmesso alla polizia, come sempre nessuno crede alle sue previsioni, men che meno a questa, incomprensibile ed oscura finchè durante la notte fatidica…

Un noir teso, incalzante, ai confini con il mistery per le implicazioni occultiste del plot, interpretato con la consueta intensità da un grande Edward G. Robinson, bene affiancato da Gail Russell, John Lund, Virginia Bruce e William Demarest. Il film si avvale di un ricercato gioco di luci ed ombre creato da John F. Steitz e dello stile asciutto ed essenziale di John Farrow, un regista ancora sottovalutato ed invece particolarmente versato nel genere, basti pensare a “Il tempo si è fermato” (“The Big Clock”), girato poco prima.

La proiezione sarà preceduta da un intervento filmato di Ugo G. Caruso che oltre trent’anni fa dedicò diversi scritti all’opera originalissima del tormentato Cornell Woolrich e alla sua fortuna cinematografica che conta tra i tanti titoli diverse trasposizioni importanti, da Jacques Tourner ad Alfred Hitchcock, da Jean Delannoy a Francois Truffaut, da John Frankenheimer a Rainer Werner Fassbinder, solo per citarne alcuni. Insomma, al solito, un appuntamento da non perdere!

Autore: Redazionale

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