Sulle onde jazz di Tamara Obrovac

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Sulle onde jazz di Tamara Obrovac

Tamara Obrovac@foto di Dinko Bažulić

Saliamo sulla barca di Tamara, cantante, compositrice e flautista: il pubblico non conosce esattamente l’approdo, ma ne conosce l’orizzonte. Si parte il 10 giugno prossimo per la presentazione del nuovo album Transadriaticum, dove il ciacavo (dialetto istriano-croato) si sdogana in linguaggio internazionale e la musica popolare istriana va a braccetto con la melodia italiana. Tamara, che trova la sua cifra artistica nel jazz miscelato alle sonorità folk istriane, pluripremiata (ha ricevuto otto Porin, premio musicale croato, ed è stata nominata per il BBC Radio 3 World Music Award nel 2004), sperimenta il suo patrimonio personale e locale in diverse formazioni. Particolarmente apprezzato questa volta il quartetto con cui si è esibita al concerto di Poreč, con Stefano Battaglia, Salvatore Maiore e Krunoslav Levačić. Le fibre popolari della sua ispirazione musicale si incorporano nella sua anima, sfruttano la tendenza cannibalistica del jazz e la tentazione latente a sempre nuove variazioni. In Tamara la libertà si costruisce di continue reiterate sperimentazioni verso un’identità. I cromatismi delle sue note ci parlano di una strega delle notti insonni, la mora, che il piede di Tamara sembra voler inseguire e calpestare. E mentre il granoturco protagonista di una canzone in italiano,  racconta la sua lunga storia di genti e di cibo, il mare non parla, ma urla nel suo rombo, trascinando con sé una umanità dimenticata e travolta come granelli di sabbia. Krunoslav Levačić fa riecheggiare sui piatti gorgoglii e risacche: conchiglie, reti da pesca, bottiglie, sassi; chissà cosa stride o ride il suo gesto, mentre rotea le bacchette in imprevedibili fraseggi. Contro ogni barriera razziale e culturale, gli elementi poliritmici di Transadriaticum creano sempre nuove suggestioni nella sfida tra passato e presente: Tamara innesta la voce sul filo di ogni emozione. Non veste costumi, lancia piuttosto la sua voce a vestire i pensieri di chi l’ascolta: c’è chi trova se stesso, la guerra, la terra, i suoi figli, chi perde se stesso, chi insegue il ritratto di un tempo, chi spera invece nel futuro… La gente, la storia, i toni, i modi, i ritmi della sua terra, tutto si confonde e si riplasma. Tamara non è solo canto e concerti, compone musiche per cinema e teatro: la ricordiamo per la colonna sonora del film “Što je muškarac bez brkova?” (Che cosa è un uomo senza baffi?), dramma romantico del 2005 diretto da Hrvoje Hribar, a sua volta adattamento dall’omonimo romanzo di Ante Tomić.

OKOLO Living Culture Week, Pilot Action di Archeo. S. project.

Casa discografica Alessa Records, Austria.

Autore: Ludovica Radif

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