Caffè Letterario LiberThè Roma | ‘Il mio migliore incubo’ di Anne Fontaine 6 maggio ore 20.30, per il ciclo ‘Selected by Ugo G. Caruso’

,   

IL MIO MIGLIORE INCUBO (Francia – Belgio 2011), LA DIVERTENTE COMMEDIA DI ANNE FONTAINE CON ISABELLE HUPPERT, BENOÎT POELVOORDE E ANDRÉ DUSSOLIER È IN PROGRAMMA LUNEDÌ 6 MAGGIO ALLE ORE 20.30 AL CINEFORUM DEL LUNEDÌ (Caffè Letterario LiberThè – Domus Città Giardino in V.le Adriatico, 20 Roma) PER IL CICLO “SELECTED BY UGO G. CARUSO”

Una delle più divertenti commedie degli ultimi anni nel ricco e vario  panorama che la cinematografia francese dedica a questo genere, “ll mio migliore incubo” (Mon pire cauchemar), fu presentata alla Festa del Cinema di Roma ma poi distribuita in Italia con un titolo che ne rovescia il senso, probabilmente nell’intento di rendere il film più appetibile per il pubblico.

Diretto nel 2011 dalla versatile regista di origine lussemburghese Anne Fontaine, capace di passare da una prova drammatica come “Agnus Dei” ad una commedia di equivoci come “Gemma Bovery” o alla trasposizione di un romanzo finemente psicologico e vagamente “scabroso” come “Two mothers” di Doris Lessing, sempre con l’incisività del suo tocco personale.

In breve la vicenda narrata è questa: Agathe (Isabelle Huppert) vive con figlio e marito (André Dussolier) in un ricco appartamento di fronte agli eleganti Jardins du Luxembourg. Patrick (Benoît Poelvoorde), invece, vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei è la direttrice di una prestigiosa fondazione di arte contemporanea. Lui vive di lavori occasionali e grazie ai sussidi della previdenza sociale. Lei ha conseguito la laurea universitaria dopo 7 anni. Lui ha trascorso quasi 7 anni dietro le sbarre. Lei ha buoni rapporti con il Ministero della Cultura e delle Arti. Lui ha buoni rapporti con tutte le bevande alcoliche che incrociano il suo cammino. Lei ama le discussioni intellettuali. Lui apprezza il sesso occasionale con compagne di letto dal seno grosso. Sono due persone diametralmente opposte e non tollerano l’uno la vista dell’altro. Non avrebbero mai voluto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili. Alla fine però quell’incontro rivoluzionerà la vita di tutti. Anne Fontaine allestisce un triangolo scaleno, costituito da Isabelle Huppert di cui sa esaltare nevrosi, fobìe, naturale antipatia, ritagliandole addosso il ruolo più leggero della sua straordinaria filmografia, l’irresistibile mattatore belga Benoît Poelvoorde che con la sua irresistibile vis comica crea un rompiscatole memorabile, terrificante quanto alla fine salvifico ed André Dussolier, comedién raffinato che passa da un film all’altro conferendogli ormai una personalissima cifra umoristica precisa e riconoscibile. Il triangolo diventa poi un quadrilatero con l’ingresso in scena dell’attraente biondina Virginie Efira…

Una commedia dai risvolti satirici, ricca di momenti realmente esilaranti ma al contempo fondamentalmente malinconica per la sostanziale solitudine dei suoi personaggi. Sesso e lotta di classe: una partitura per grandi attori dove i personaggi alla fine contano più della storia che si ritrovano a vivere.

Autore: Redazionale

Condividi