Da oggi in libreria ‘Danilov, il violista’ di Vladimir Orlov, pubblicato per la prima volta in Italia da Carbonio

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Da oggi in libreria

Vladimir Orlov
DANILOV, IL VIOLISTA

Traduzione di Daniela Liberti
Cielo stellato (pp. 464 € 17,50)

Un capolavoro della letteratura sovietica tradotto per la prima volta in italiano. Humour, fantasia e un amaro realismo si mescolano in un romanzo strepitoso, folle, strabiliante.

Danilov prese quota, si slacciò la cintura e si accese una sigaretta. Fumava solo in rari casi e questo era uno di quelli. Sotto di lui, sottomesso alla rotazione della Terra, fluttuava il quartiere di Ostankino (…). Lui se ne stava disteso nelle correnti d’aria come su un’amaca, con le gambe incrociate e le braccia dietro la testa. Per il momento non voleva pensare ad altro che a fumare, con gli occhi chiusi, e aspettava che dal nord-ovest, dai plumbei cieli della Lapponia, si avvicinasse una grossa nuvola gonfia di neve.

“Una satira fantascientifica, allegra e travolgente, che ricorda molto ‘Il maestro e Margherita’ di Bulgakov.”

The New York Times 

“Romanzo duale, a multipli livelli, di culto, esilarante, dal grande fascino, per chiunque sia disposto a godere della combinazione di umorismo, musica e fantasy.”

Lizo’s Bookshelf

Tra gli “spiriti domestici” che si aggirano intorno al quartier generale dei demoni sulla via Argunovskaya a Mosca, c’è Danilov, troppo umano per riuscire a essere veramente demoniaco. Mentre i suoi colleghi provocano terremoti, risse da stadio, scippi e rapine, falsi rimorsi di coscienza, crolli del mercato azionario e altre calamità, Danilov aiuta le anziane ad attraversare la strada.
Soprattutto, Danilov è innamorato della musica. La sua amata viola è un oggetto sacro. Ripetutamente rubata e recuperata, incarna la sua vocazione artistica e gli infonde la sua forza umana.

Danilov è osservato e sorvegliato dalla Cancelleria dei Nove Livelli che gli ha già intimato più volte di ravvedersi. Ora la pazienza della commissione si sta esaurendo, così che il tempo concessogli per restare sulla Terra potrebbe scadere. Danilov però si innamora della bella Nataša….

Tra demoni alati, visioni cosmiche, metamorfosi e voli interstellari, Orlov crea un ingegnoso universo demoniaco con elementi tratti dalla fantascienza, dalla farsa e dal folklore russo, intrecciando una trama densa di allusioni politiche, musicali e letterarie ‒ da Dante a Gogol’, da Dostoevskij a Bulgakov e Thomas Mann ‒ e offrendoci un affascinante ritratto della Mosca della fine del Novecento.

All’insegna di una ironia garbata, un’erudizione che non è mai vezzo e un fascino irresistibile, Vladimir Orlov irride il sistema burocratico sovietico con i suoi apparatchiki e smentisce l’idea di un’Unione Sovietica cupa, uniformata, grigia e priva di guizzi creativi.  Le macchinazioni compiute dalle autorità per governare la vita dei cittadini fanno i conti con una classe intellettuale determinata a cercare rifugio nei valori umani più autentici.

Vladimir Orlov (1936-2014) è nato e vissuto a Mosca, dove si è laureato alla Facoltà di Giornalismo. Negli ultimi vent’anni della sua vita ha insegnato all’Istituto Letterario Maksim Gor’kij.
Dopo numerosi rifiuti per motivi ideologici, nel 1980 pubblica Danilov, il violista, che lo rende celebre e diventa il primo titolo di una trilogia, Le storie di Ostankino, influenzata dal realismo magico di Nikolaj Gogol’, Fëdor Sologub e Michail Bulgakov. Danilov, il violista è anche una suggestiva indagine narrativa sulle origini diaboliche e umane della creatività artistica, ed è stato per questo spesso accostato al Doctor Faustus di Thomas Mann.
Nei primi anni ’80 il romanzo di Orlov era una lettura d’obbligo per i giovani intellettuali russi. Alla sua uscita nel 1987 negli Stati Uniti, seppure in un’edizione ridotta, si rivelò un piccolo cult sotterraneo. Tradotto in 20 lingue, arriva oggi per la prima volta in Italia, occasione per conoscere un autore davvero straordinario.

 

Autore: Redazionale

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