“Noi” di Jordan Peele, ‘gore’ con velleità politiche

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‘Noi’ di Jordan Peele, gore con velleità politiche

Difficile trovare un film che faccia davvero paura. “Noi” in alcuni passaggi riesce a farci rabbrividire. Non si tratta di mostri, o sadici assassini, o esseri posseduti, o persone reincarnate: è la normalità che fa paura, è vedere persone che si sono sdoppiate senza colpa, una che per una serie di circostanze fortuite ha avuto tutto dalla vita e l’altra condannata al timore di non riuscire a sopravvivere. Tutto per Caso. Presentato come horror (anche se per un terzo della sua durata poco fa prevedere quello sviluppo) è anche un thriller, film politico ricco di connotazioni sociali, opera rigorosamente afroamericana. Non è un caso che la prima scena del film si svolga davanti a un televisore che sta trasmettendo durante il notiziario un servizio sull’Hands across America, una grandissima manifestazione popolare che riuscì a convincere 6,5 milioni di statunitensi a tenersi per mano per creare idealmente una catena umanitaria da Santa Monica a New York, organizzata per protestare contro Reagan ed il suo governo che stava affamando milioni di persone.

E’ domenica 25 maggio 1986 e in quella stessa notte accade qualcosa di misterioso che trasforma una ragazzina felice in una persona che, anche da adulta, avrà un’esistenza difficile. Il taglio del film, che lascia molto spazio a uno sviluppo narrativo con parecchi temi su cui riflettere – ad esempio, gli Stati Uniti che dopo 30 anni sono tornati all’oscurantismo dell’era Reagan – delude la maggior parte degli appassionati del sotto-genere ‘gore’ perché non è un banale prodotto di intrattenimento. Intendiamoci, c’è il sangue copiosamente sparso, le gambe fracassate e quant’altro, anche le urla lancinanti non mancano, ma la robusta sceneggiatura vivrebbe anche senza le incursioni nello splatter. Al timone di questa complessa operazione c’è il quarantenne Jordan Peele, nome molto considerato (e coccolato) dalle major che in lui vedono un autore geniale ma in grado di non deludere il box office. Ha ottenuto l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale grazie a Scappa: Get Out (Get Out, 2017), altro horror atipico. Come se questo non bastasse, è attualmente produttore esecutivo della nuova stagione di The Twilight Zone (finora sono stati realizzati 10 episodi).

Qui adotta uno stile diverso, e non necessariamente più serioso. In Noi ci sono anche momenti dove l’humour si avventa su un possibile futuro dominato dai robot: il massacro inizia nella lussuosa villa della famiglia bianca in cui tutto è coordinato dalla perfetta assistente domestica Ophelia. Le vittime urlano all’androide di chiamare la Polizia e… lei mette un brano dei Police che li accompagna verso la morte. Nelle quasi due ore del film di occasioni per meditare ce ne sono tante, anche se esiste un livello di fruizione ludico tipico dei dignitosi film commerciali. Lupita Nyong’o è molto equilibrata nel tratteggiare un personaggio problematico che deve affrontare con freddezza (che non sapeva di possedere) situazioni al limite dell’impossibile. Ma ancora più interessante (forse scene e battute studiate più attentamente per lei?) è la piccola Madison Curry, che interpreta il ruolo di Lupita 30 anni prima.

Una giovane donna ritorna nella casa d’infanzia al mare con il marito e i due figli per trascorrere le vacanze estive. Lei in realtà non vorrebbe perché in quel luogo da bimba aveva subito un trauma tuttora irrisolto legato a una quindicina di minuti trascorsi al Luna Park in una casa degli specchi. Mentre accadono fatti strani che risvegliano in lei fantasmi sopiti, sente materializzarsi la sua ossessione e capisce che qualcosa di terribile sta per accadere anche ai suoi cari. Tornano a casa dopo l’intensa giornata trascorsa in spiaggia con i loro amici, bianchi e ricchi. Mentre cala l’oscurità vedono sul vialetto di casa la sagoma di quattro figure che si tengono per mano ed assomigliano terribilmente a loro.

Il film, da questo momento, accelera in una direzione drammatica con continui colpi di scena inframmezzati da prevedibili massacri. Si rilevano la velata, ma non troppo, critica alla politica statunitense e una satira fin troppo esibita e semplicistica contro i bianchi ‘stupidi’ (i loro vicini faranno una brutta fine).

Scheda film:

Titolo                        Noi

Titolo originale       Us

Genere                     horror, thriller

Regia                         Jordan Peele

Paese/Anno                        USA, Giappone – 2019

Sceneggiatura        Jordan Peele

Fotografia                Mike Gioulakis

Montaggio               Nicholas Monsour

Scenografia                         Ruth De Jong

Art Direction                       Cara Brower

Costumi                    Kym Barrett

Musica                      Michael Abels

Interpreti                 Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Yahya Abdul-Mateen II, Anna Diop, Evan Alex Cole, Shahadi Wright Joseph, Madison Curry, Cali Sheldon, Noelle Sheldon, Kara Hayward

Produzione: Jason Blum, Ian Cooper, Sean Mckittrick, Jordan Peele per Monkeypaw Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 116 minuti

Data uscita: 04/04/2019

cura redazionale della recensione: Anna Di Mauro e Lucia Tempestini

Autore: Furio Fossati

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