Teatro Ambra Jovinelli, Roma. Dal 3 aprile, “Dracula” di Bram Stoker. Con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini

  

Teatro Ambra Jovinelli, Roma

3 -14 aprile 2019

Nuovo teatro diretta da Marco Balsamo

in coproduzione con FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

presenta

LUIGI LO CASCIO, SERGIO RUBINI

in

DRACULA

di Bram Stoker

adattamento teatrale

Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi

con

LORENZO LAVIA, ROBERTO SALEMI,

GENO DIANA, MARGHERITA LATERZA

scena GREGORIO BOTTA

costumi CHIARA AVERSAN

musiche GIUSEPPE VADALÁ

progetto sonoro G.U.P. ALCARO

luci TOMMASO TOSCANO

fonica CARMINE ACCONCIA

regista collaboratore GISELLA GOBBI

regia

SERGIO RUBINI

 

Dopo il successo di “DELITTO/CASTIGO”, ancora una volta in una produzione di Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi si cimentano nella riscrittura di un altro capolavoro della letteratura, l’ultimo grande romanzo gotico: DRACULA, in scena all’Ambra Jovinelli dal 3 al 14 aprile 2019, e già segnalato al suo debutto alla Pergola di Firenze.

Dracula è prima di tutto un viaggio notturno verso l’ignoto. Non solo un viaggio tra lupi che ululano, grandi banchi di foschia e croci ai bordi delle strade. Ma è anche un viaggio interiore che è costretto ad intraprendere il giovane procuratore londinese Jonathan Harker, incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra effettuato da un nobile del luogo.

Il giovane avvocato non immagina la sciagura che lo attende, ma immediatamente, appena ha inizio il suo viaggio, sprofonda in un clima di mistero e di scongiuri. È proprio in questo clima di illusione, di oscurità e paura che il giovane Harker verrà calato prima ancora di conoscere il Conte e quando si accosterà al cancello del Castello, come chi sopraggiunto nell’Ade comprenderà di essere finito in una tomba.

Ma il viaggio che compie il giovane Harker non si limita a quell’esperienza fatta di angoscia e paura. L’orrore di ciò che ha vissuto al Castello deborda e finisce con l’inghiottire tutta quanta la sua esistenza, diventa un’ossessione che contamina tutto ciò che ha di più caro, destabilizzando irrimediabilmente ogni certezza. Di questo contagio ne è vittima in primo luogo sua moglie Mina, a cui Jonathan inizialmente non ha il coraggio di raccontare quanto accaduto.

È dalla lettura del diario redatto durante il soggiorno-prigionia di Jonathan al Castello che Mina viene a conoscere l’origine di quel malessere, che sembra essersi impossessato del suo giovane sposo e averlo mutato profondamente.  Un malessere che come una malattia incurabile finirà per consumare anche lei. Una dimensione dove il buio prevarrà sulla luce, il chiarore ferirà come una lama lo sguardo, il cupo battere di una pendola segnerà il tempo del non ritorno, uno scricchiolio precederà una caduta e il silenzio l’arrivo della bestia che azzanna e uccide. Una realtà malata dove sarà impossibile spezzare la tensione e da cui sembrerà difficile uscirne vivi.

Bram Stoker (Clontarf, Dublino, 1847 – Londra, 1912) fu sin dall’infanzia molto cagionevole di salute, una condizione che favorì la sua fascinazione nei confronti della malattia e della morte. Un’amicizia lunga una vita con il grande attore inglese Henry Irving lo porterà al centro della vita teatrale londinese. Il suo capolavoro, Dracula (“Classici” Feltrinelli, 2011), fu scritto in sette anni dopo approfonditi studi sulla cultura e la religione dei Balcani e sulla figura storica di Vlad Tepes.

 

Sede del Teatro
Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
Orari repliche: Dal martedì al sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – sabato 13 aprile doppia  replica ore 16:30 e ore 21.00

Info 06 83082620 – 06 83082884
 
Ufficio promozione tel. 06 88816460
www.ambrajovinelli.org

Ufficio stampa: Benedetta Cappon 3475878846 – benedettacappon@gmail.com

www.ambrajovinelli.org

Ufficio stampa Compagnia

Francesca Doati | francesca.doati@agidi.it | 328.8408968

Autore: Redazionale

Condividi