Il più personale dei piaceri. Qualche libro che potete regalare o regalarvi a Natale (2)

  

 

I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito.
Marguerite Yourcenar

 

SIMONA ALMERINI

 ‘Trilogia di New York’ di Paul Auster (ed. Einaudi)

Pubblicati per la prima volta tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi Città di vetro, Fantasmi, La stanza chiusa, che compongono Trilogia di New York, sono diventati classici della letteratura americana contemporanea.

In una città stravolta e allucinata, in cui ogni cosa si confonde e chiunque è sostituibile, i protagonisti di queste storie conducono ciascuno un’inchiesta misteriosa e dall’esito imprevedibile. Tutto può cominciare con una telefonata nel cuore della notte, come nel caso di Daniel Quinn (Città di vetro), autore di romanzi polizieschi che accetta la sfida che gli si presenta e si cala nei panni di uno sconosciuto detective. Ma può anche capitare che chi debba pedinare si senta a sua volta pedinato (Fantasmi); o, ancora, che ci sia qualcuno che s’immedesima a tal punto nella vita di un amico da sposarne la vedova e adottarne il figlio (La stanza chiusa). Tre detective-stories eccentriche e avvincenti in cui Paul Auster inventa una sua New York fantastica, un «nessun luogo» in cui ciascuno può ritrovarsi e perdersi all’infinito. Ed è proprio nell’invenzione di questa solitudine che i personaggi della Trilogia misurano il proprio io e scoprono il loro vero destino.

‘Norvegian Wood’ di Murakami Haruki (ed. Einaudi)

«La costruzione della scrittura di Murakami è cosí impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivere vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermaglio a forma di farfalla».

«The Guardian»

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel che costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere.
O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

‘La casa dell’incesto’ di Anais Nin (ed. SE)

Nell’aprile del 1932, facendo riferimento a “La casa dell’incesto”, Anais Nin annota nel proprio diario: “Ho scritto le prime due pagine del mio nuovo libro in uno stile surrealista. Sono influenzata da ‘Transition’, da Breton e da Rimbaud, che danno alla mia immaginazione l’opportunità di scorrere liberamente”. Testo, in effetti, di natura audacemente sperimentale, sospeso com’è tra il romanzo e la prosa lirica, “La casa dell’incesto” rappresenta il felice e per molti aspetti irripetibile punto d’incontro tra i due momenti fondamentali dell’ispirazione di Anais Nin: da una parte, la ricerca di una totale e potente naturalezza nell’esprimere la vita e l’emozione dei sensi; dall’altra, il proposito di “procedere dal sogno per entrare nel dato sensibile”, cioè di immergere l’esperienza onirica nel flusso della vita quotidiana, accostandosi così alle ricerche del gruppo surrealista. Nasce in questo modo quello che è, forse, il libro letterariamente più elaborato e intenso della Nin: un racconto allucinato, “stratosferico”, caratterizzato da una prosa sontuosa e musicale, da una ragnatela sottile ma fortissima di immagini e di suoni, “la mia stagione all’inferno”, come ebbe a definirlo l’autrice stessa.

MATTIA ALOI

‘Imparare l’ottimismo – Come cambiare la vita cambiando il pensiero’ di Martin E. P. Seligman (ed. Giunti)

Ottimisti non si nasce, ma lo si può diventare apprendendo a guardare alla vita in modo da trarre il massimo vantaggio dalle lezioni dell’esperienza, dalle proprie capacità e dalle opportunità dell’ambiente. In questo volume Seligman presenta alcune semplici tecniche utili a risorgere dal pessimismo e dalla depressione. In particolare, ci insegna a riconoscere il nostro “stile esplicativo”, cioè quello che diciamo a noi stessi di fronte alle avversità, a neutralizzare l’abitudine di pensare “mi arrendo”, a migliorare l’umore e lo stato del sistema immunitario e ad aiutare i nostri figli, fin da piccoli, ad utilizzare quelle modalità di pensiero che incoraggiano l’ottimismo.

DANILO AMIONE

‘Viaggio al termine della notte’ di Louis-Ferdinand Céline (ed. Corbaccio)

Viaggio al termine della notte si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento, illuminandone con provocatoria originalità espressiva gli aspetti fondamentali. «Céline è stato creato da Dio per dare scandalo», scrisse Bernanos quando nel 1932 il romanzo diventò un successo mondiale, suscitando entusiasmi e contrasti feroci. Lo «scandalo Céline», che dura tuttora, è la profetica lucidità del suo delirio, uno sguardo che nulla perdona a sé e agli altri, che ha il coraggio di affrontare la notte dell’uomo così com’è. L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della «folla solitaria», le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Totalmente nuovo, nel panorama francese ed europeo, è stato poi il suo modo insieme realistico e visionario, sofisticato e plebeo con cui Céline ha sputo trasfigurare questa materia incandescente. Per lui, in principio, è l’emozione, il sentimento della vita: di qui l’invenzione di un linguaggio che ha tutta l’immediatezza del «parlato» quotidiano, capace di dar voce, tra sarcasmi e pietà, alla tragicommedia di un secolo. Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del Novecento: è in realtà un’opera potentemente comica, esilarante, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo. Oggi il Viaggio, nella classica traduzione di Ernesto Ferrero, scrittore particolarmente attento al «colore» dei linguaggi, si offre a nuove generazioni di lettori con l’intatta freschezza di un «classico» che non finisce di stupire per la sua modernità.

UGO G. CARUSO

‘Compulsion’ di Meyer Levin (ed. Adelphi)

Siamo a Chicago, maggio 1924. Due ricchi studenti ebrei, Nathan Leopold e Richard Loeb (che qui si chiamano Judd Steiner e Artie Straus), progettano un delitto perfetto e uccidono un dodicenne (ebreo e di famiglia ricca, come loro). Ma come chiunque indulga a questo genere di fantasticheria finirono per commettere un imprevedibile errore, che li mise rapidamente al centro di un clamoroso processo. Processo che rivive nelle pagine scritte da Levin, amico dei due imputati e giovane reporter. Un true crime dove c’è tutto: gli inizi della psichiatria, Freud, il superomismo nietzschiano, l’antisemitismo, il garantismo, la lotta contro la pena di morte, l’atteggiamento verso l’omosessualità. Sullo sfondo la Chicago del proibizionismo, i primi passi di Al Capone, i traumi della Prima guerra mondiale e la crisi del 29 ancora alla finestra.

‘Compromesso’ di Sergej Dovlatov (ed. Sellerio)

«Dovlatov semplicemente ride. Senza secondi fini, senza sottofondo». «In Dovlatov il lettore occidentale riconoscerà anche se stesso. In questa universalità dell’umorismo dovlatoviano risiede, forse, la qualità fondamentale della sua prosa». Vanno assunti pressoché testualmente, come guida alla lettura, questi giudizi di critici su uno scrittore russo contro ogni corrente, morto prematuramente nel ’90, da sempre dissidente ed emigrato in America con l’ultima ondata, molto amato dalla critica, meno dai suoi colleghi dell’emigrazione. E ad essi va utilmente aggiunta l’esclamazione di Kurt Vonnegut alla presentazione newyorkese di un libro di Dovlatov: «siamo felici che lei sia tra di noi». Poiché infatti a spiegare l’amore che suscita questo che è ormai da considerarsi un caso letterario internazionale bisogna ricorrere al ritemprante senso di felicità che esala dalle sue commedie quotidiane, lo splendente umorismo che filtra dai suoi infiniti aneddoti (paragonato senza mediazioni all’umorismo di Čechov). Tanto che, se il lettore astraesse dal luogo e dal tempo del loro svolgimento (la repubblica estone dell’URSS, nell’era di Breznev), questi compromessi potrebbero benissimo raccontare come nasce universalmente una non-notizia, come è fatto veramente il mondo della non-comunicazione.

‘Incidente notturno’ di Patrick Modiano (ed. Einaudi)

Parigi. Durante una notte di foschia un giovane viene investito da un’auto e si ritrova in ospedale insieme alla donna che era al volante, anche lei leggermente ferita, e a un uomo bruno robusto dall’aria losca che, dopo avergli consegnato una busta, si allontana. Una volta dimesso, nonostante la gamba dolorante e la mente ancora un po’ confusa, il ragazzo decide di ritrovare la Fiat verde acqua e la ragazza dell’incidente, di cui conosce solo il nome, Jacqueline Beausergent. Un incidente piuttosto banale apre cosí un canale misterioso con il passato e dà vita a una serie di domande: chi è Jacqueline? Si tratta forse della stessa donna che lo aveva accompagnato da bambino in ospedale, quando aveva avuto un incidente simile uscendo da scuola? E cosa vuole da lui quell’uomo dall’aria losca? Ma prima di tutto il ragazzo conduce un’inchiesta su se stesso: nulla sappiamo di lui, neppure il suo nome di battesimo. Il suo ritratto prende forma partendo da una scarpa troppo stretta, persa durante l’incidente, da un vecchio giaccone sporco di sangue e da un passaporto con una data di nascita falsificata per diventare maggiorenne prima del tempo. In una Parigi misteriosa e notturna, fra i caffè del centro e una periferia in rovina, il giovane va alla ricerca del padre, un padre che già una volta lo ha abbandonato e che di nuovo scompare nel silenzio e nella nebbia.

SERGIO CERVINI

‘Le anime morte’ di Nikolaj Gogol’ (ed. Einaudi)

La storia di Chichikov, geniale artista del raggiro, antieroe plebeo che insegue il pallido miraggio degli ideali borghesi: il suo viaggio alla ricerca di «anime morte» per ottenere aiuti finanziari dallo Stato è un’avventura in cui tutti i valori sono capovolti in un paradossale realismo negativo: il benessere, la famiglia, la rispettabilità, ciò di cui Chichikov, aspira di piú si tingono di grottesco, e la sua storia e quella dei personaggi da lui incontrati si rivelano come tappe di un epos mancato, di una gigantesca parodia omerica che anticipa le avventure di altri illustri antieroi del romanzo moderno, dal Leopold Bloom di Joyce al Josef K. di Kafka.

GIUSEPPE CONDORELLI

Berlin. La città della luce. Libro terzo’ di Jason Lutes (ed. Coconino Press, Fandango)

Si conclude, dopo vent’anni, la straordinaria trilogia dell’autore canadese dedicata agli anni cruciali tra Weimar e l’avvento di Hitler. Un “fumetto” capitale.

Dalle fondamenta’ di Paolo Lisi (ed. Le Farfalle)

Solo perché scrivo versi non vuol dire che sia immune dall’inganno”. “Dalle fondamenta” svela anche la funzione (e una finzione) di sostegno e di baluardo contro la dissipatio dei giorni che solo la poesia può concedere senza essere mai né ammiccante né consolatoria, “un passo più in là/ vicinissimo e distante”, nell’azzardo del salto che è consentito solo alla vertigine della scrittura.

Trittico dell’Infamia’ di Pablo Montoya (ed. e/o)

Le Moyne, Dubois e De Bry: attraverso le vite di tre artisti, lo scrittore colombiano traccia un affresco epocale che abbraccia, sul tramonto del XVI secolo, il genocidio dei nativi d’America, le riflessioni sul destino degli uomini, la violenza, l’amore e la religione. Poetico e straziante.

MARCO D’ALESSIO

‘Il sale della vita’ di Françoise Héritier (ed. Rizzoli)

 

Un’eminente studiosa, stimolata da una cartolina ricevuta da un collega, si pone la sfida di raccontarsi attraverso le istantanee di una vita: un semplice elenco di brevi momenti di felicità, di sorpresa, di ispirazione. E subito diventa un caso letterario che coinvolge migliaia di lettori perché, scomposta nel gioco degli attimi, la sua vita è quella di tutti. Perché tutti abbiamo immagini, emozioni, aspirazioni, ricordi che nutrono la nostra anima e che spesso ci è capitato di condividere: le vacanze, i libri, gli amici, un pranzo in riva al mare, la maionese fatta in casa, un film con Audrey Hepburn, la tromba di Chet Baker, un caffè al sole, le dune di Dakar, una foto in bianco e nero di tanto tempo fa, una serata speciale sotto la pioggia sottile di Parigi… Spostandosi con grazia tra l’intimo e l’universale, tra il comune e lo straordinario, tra il sensuale e lo spirituale, Héritier ci regala una riflessione unica e commovente sull’essenza della vita. Un gioco di rimandi e associazioni condotto con l’ironia e la finezza della grande intellettuale, e con la forza di chi ha vissuto e vinto la malattia, addentrandosi dove il buio è più fitto senza smarrire il senso di quanto sia fragile, ma pervicace, la felicità.

RAFFAELLA DE BIASI

‘Crocevia’ di Mario Vargas Llosa (ed. Einaudi)

 

Dall’autore de La città e i cani e Premio Nobel per la letteratura, un romanzo erotico e politico, una riflessione tagliente e provocatoria sull’informazione, sul potere che sfrutta a fini politici gli istinti viscerali della popolazione facendo leva sul moralismo e la facile indignazione.

«L’idea di questo romanzo nacque con l’immagine di due amiche che all’improvviso una notte, in un modo del tutto inatteso, vivono un’avventura erotica. Poi si andò trasformando in una storia poliziesca, quasi un thriller, e il thriller pian piano divenne un’affresco della società peruviana negli ultimi mesi della dittatura».

Mario Vargas Llosa «In Crocevia confluiscono i cinque assi portanti della vita letteraria di Vargas Llosa: l’analisi del giornalismo, il Perú, il potere, l’ipocrisia e l’erotismo.

Al centro e intorno a tutto, sempre, lei: la libertà».

«El País» Lima, anni Novanta: nel paese infuriano gli attentati terroristici di Sendero Luminoso e del Mrta (Movimiento Revolucionario Túpac Amaru) mentre il regime del presidente Fujimori diventa sempre piú autoritario. Ma tutto questo sembra non impensierire troppo Marisa e Chabela, amiche da una vita e amanti dalla notte in cui il coprifuoco le costrinse a dormire insieme. Anche i loro mariti, Enrique e Luciano, sono amici di infanzia: il primo è un benestante ingegnere minerario che un giorno riceve la visita di un inquietante personaggio. È Rolando Garro, direttore della rivista scandalistica «Destapes», che lo ricatta minacciando di pubblicare le foto che lo ritraggono durante un’orgia a base di escort e cocaina. Luciano, che è anche avvocato, consiglia a Enrique di rivolgersi al «Doctor» (Vladimiro Montesinos, responsabile dell’intelligence del presidente Fujimori), presunto manovratore alle campagne denigratorie condotte da «Destapes», che oltre a infangare la reputazione dei personaggi, piú o meno famosi, del mondo dello spettacolo, decreta la rovina degli avversari politici di Fujimori.

Ma coinvolgere «l’intelligenza grigia» del regime vuol dire avvicinarsi al cuore di tenebra che sta avvolgendo nell’oscurità tutto un paese: una scelta che avrà inaspettate e drammatiche conseguenze.

ANNA DI MAURO

‘Horcynus Orca’ di Stefano D’Arrigo (ed. Rizzoli)

La nuda fabula implicita di questo vastissimo romanzo riguarda alcuni “fatti” avvenuti principalmente nell’arco di otto giorni, dal primo all’8 ottobre 1943 (naturalmente ci sono anche diverse ‘puntate’ narrative al tempo precedente, addirittura fino al 1860). Ma la narrazione esplicita questi fatti nell’intreccio annodando la successione temporale nei modi tipici dell’epos. Il romanzo, infatti, inizia in medias res con l’arrivo del protagonista (un nocchiero della «fu regia Marina»), la sera del 4 ottobre, nel paese delle Femmine (Bagnara, sulla punta meridionale della Calabria), e recupera via via il tempo precedente con una complessa trama di analessi, affidate ora al ricordo e al racconto del protagonista e di altri personaggi ora ai flashback del narratore stesso.

Pur essendo di una vastità e di una difficoltà di lettura a volte scoraggianti (soprattutto per via della particolare ‘lingua’ in cui è scritto), il romanzo non presenta alcuna suddivisione in capitoli titolati ‘dall’esterno’ che possano consentire pause di riposo per il lettore o fornire appigli di ritmo per la lettura: il testo si snoda ondeggiando e rifluendo in un unicum narrativo di rara densità, simulando l’aspetto del mare dello Stretto in rema, con i suoi “bastardelli”, i suoi “spurghi” e i suoi “rifiuti” (cioè le correnti secondarie che si dipartono dai flussi e dai riflussi della corrente principale del mare nell’alternarsi delle maree). Il mare del testo di questo testo di mare, in tal modo, procede avanzando e retrocedendo, e la corrente della narrazione principale si spezza e rallenta producendo correnti secondarie costituite dai ‘ritorni’ del narratore, dalle digressioni e dalle rievocazioni del passato da parte dei vari personaggi, ai quali spesso, in un uso calcolatissimo e abbondante del discorso indiretto libero, il narratore cede la parola.

FURIO FOSSATI

Guida tascabile per maniaci dei film di The 88 Fools (ed. Clichy)

«La fotografia è verità. Il cinema è verità ventiquattro volte al secondo» Jean-Luc Godard

«Il cinema è uno dei tre linguaggi universali. Gli altri due sono la matematica e la musica» Frank Capra

«Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce» Jean Cocteau

«Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli eroi» John Wayne

Settecento pagine di nomi, date, numeri, elenchi, classifiche: vite, filmografie, citazioni, frasi, ricette, premi, suggestioni, idee, aperture. Tutto ciò che chi ama il cinema vorrebbe leggere, rileggere, scoprire, trovare. Tutto ciò che farà impazzire chi di cinema vive. Diciannove diverse sezioni, ognuna legata e sovrapposta e intrecciata inscindibilmente all’altra, per sprofondare senza poterne più uscire nell’abisso della passione cinefila. I film imperdibili, le citazioni, le biografie di registi, attori, attrici, sceneggiatori, musicisti, i premi, una storia dei generi più particolari e strani, film e cibo, film e drink, le accoppiate vincenti del cinema, i campioni di botteghino, la censura, i più bei baci sullo schermo, cani, gatti e animali, i film sul cinema, i remake, i prequel e i sequel, le frasi sul cinema e infinite altre curiosità divertenti, intelligenti, inattese, imperdibili…

LISA TROPEA

‘Stoner’ di John E. Williams (ed. Fazi)

Postfazione all’edizione italiana di Peter Cameron

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato; mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita; per quasi quarant’anni è infelicemente sposato alla stessa donna; ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo; per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante.

Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stonertre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti.

La prima volta che l’ho letto sono rimasto sbalordito dalla qualità della scrittura, dalla sua pacatezza e sensibilità, dalla sua implacabile chiarezza abbinata a un tocco quanto mai delicato. Dio si nasconde nei dettagli e in questo libro i dettagli ci sono tutti: la narrazione volteggia sopra la vita di Stoner e cattura ogni volta i momenti di una realtà complessa con limpida durezza […], e attraversa con leggera grazia il cuore del lettore, ma la traccia che lascia è indelebile e profonda.

Peter Cameron

 

‘101 film per ragazze e ragazzi eccezionali’ di Sebastiano BarcaroliFederica Lippi (ed. Newton Compton)

Tutto il cinema per crescere alla grande!

Che film guardiamo stasera?

Dai classici senza tempo ai capolavori dell’animazione, dalle pellicole che hanno segnato un’epoca fino ai più recenti blockbuster: 101 grandi film scelti, raccontati e illustrati, perfetti da vedere in famiglia, da soli o con gli amici. Il cinema è la porta spalancata sulla meraviglia, dove possiamo scoprire nuovi mondi, vivere emozionanti avventure e conoscere eroine ed eroi da portare per sempre nel cuore. È il luogo speciale in cui crescere alla grande o ritrovare la nostra infanzia. 101 brillanti recensioni piene di curiosità, 101 illustrazioni realizzate da 24 celebri artisti, un libro unico per ragazze e ragazzi eccezionali! Preparate il pop-corn e mettetevi comodi… lo spettacolo ha inizio!

Harry Potter e la pietra filosofale – Hunger Games – Wonder – Mary Poppins – Il signore degli anelli – Ritorno al futuro – Casper – Chi ha incastrato Roger Rabbit? – Guerre stellari – Coco – Piccole donne – Frozen – Pinocchio – La bella e la bestia – Rocky – Jurassic Park – Spiderman – La storia infinita – Jumanji – Guardiani della galassia – L’attimo fuggente – Hugo Cabret – La città incantata – Il piccolo principe – Mamma, ho perso l’aereo

…e tanti altri film eccezionali!

 

Autore: Redazionale

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