Due voci e una radice: la Sicilia e i suoi canti popolari. Per non dimenticare

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Due voci e una radice: la Sicilia e i suoi canti popolari. Per non dimenticare

CATANIA – Voci perdute, dimenticate, oscurate, ritornano potenti e fresche nel concerto proposto dal Raizes World Music Fest al Centro Zo di Catania che ha avuto come protagoniste due prestigiose rappresentanti della ricerca delle tradizioni popolari: la palermitana Matilde Politi e la catanese Simona Di Gregorio.

Il loro repertorio in concerto comprende canti provenienti dalle varie province della Sicilia. I temi prevalenti sono il lavoro e l’amore sacro e profano. Due scie su cui le due voci, rese popolari da lungo studio, ricamano il prezioso tessuto canoro. Forte e pastoso il timbro della Politi, melodico e articolato quello della Di Gregorio, ci restituiscono in un impasto facondo melodie semplici e potenti, scoprono e irrorano radici dimenticate, amorevolmente rinnovate da un‘interpretazione che recupera l’incontro rispettoso con la tradizione.

Quale il senso di questa ripresa del canto popolare? E’ sicuramente un ingresso nella storia da una porta insolita e insieme una ricerca del rapporto culturale tra il patrimonio musicale e il luogo di provenienza. Il canto soleva accompagnare il ritmo della vita dei nostri avi, dalla nascita alla morte. Questa preziosa esperienza perduta rivive grazie al lavoro attento di artisti sensibili alla ricchezza evocativa del patrimonio della tradizione. A risvegliare magistralmente questo canto e a farlo rilucere con appassionato rigore, accompagnate da fisarmonica, tamburello, organetto, marranzano godiamo l’esibizione magistrale delle due artiste, unite dalla passione comune, tese a restituire con energia e accattivante complicità i canti della tradizione, i loro ritmi, il loro impasto multietnico.

Interpreti colte e raffinate, attente alla ricerca della tradizione orale desunta dai testi e/o raccolta nelle lunghe peregrinazioni della ricerca sul campo, provengono da esperienze diverse, ma univoche negli obiettivi. Laureata in Antropologia culturale, la Politi ha curato la sua formazione musicale e teatrale in numerosi workshops e seminari con prestigiosi esponenti italiani ed europei, mantenendo sempre un punto di forza nella musica e nel canto, esperienza altrettanto centrale nella formazione della Di Gregorio a Stoccarda, che dalla Germania è rientrata nell’Isola, approdando alla ricerca e allo studio del canto popolare, in particolare del mondo contadino. Da tempo unite nella collaborazione artistica, ora da una fertile progettualità comune, le due musiciste hanno dato vita a Catania nel 2017 al coro popolare Unicavuci, che dirigono insieme, affinchè il prezioso materiale ritrovato non vada perduto. Con il coro catanese, ora nato anche a Palermo (ma si pensa di allargare ad altre province della Sicilia), le due musiciste hanno progettato infatti di incidere un CD con una prima edizione che ha per soggetto i canti del mare, a cui seguiranno in futuro i canti della terra. Una realtà importante e significativa non solo per il territorio, ma per il mondo della cultura che non ha, ben lo sappiamo, confini territoriali. La magia dei suoni del passato ritorna emozionante, per ricordarci da dove veniamo e per vivere pienamente il presente progettando il futuro. La nozione esistenziale di “progetto” qui rivive in un’azione sincera e concreta.

MATILDE POLITI & SIMONA DI GREGORIO in Concerto

Per la Rassegna Raizes World Music Fest

Al Centro ZO di Catania

Autore: Anna Di Mauro

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