Firenze Teatro Nuovo Sentiero | ‘Acre odore di juta’, un 8 marzo speciale con la Compagnia degli Evasi

  

ACRE ODORE DI JUTA

Spettacolo vincitore di 12 premi nazionali 2017 2018 2019

ACRE ODORE DI JUTA

scritto da Marco Balma

liberamente ispirato al libro

“Noi, le donne della filanda: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio

Regia: Vanessa Leonini e Mafalda Garozzo

Cast: Carolina Sani – Figlia, Giulia, Futurista, Dora Fidolfi, Operaia

Mafalda Garozzo – Madre, Futurista, Teresa, Operaia

Sabrina Battaglini – Filandina voce narrante “scena con i futuristi”, Operaia

Laura Passalacqua – Adelina, Futurista, Operaia

Francesca Lopresti – Elvira Fidolfi, Futurista, Operaia

Canzone originale: Livio Bernardini e Egildo Simeone

Luci e audio: Lugi Gino Spisto

Tematica: teatro storico/sociale, il lavoro, la sicurezza, le morti bianche, gli scioperi, e la resistenza.

COMPAGNIA DEGLI EVASI Via Canaletto 41 – 19033 Castelnuovo Magra (Sp) – C.F. 90018410119 Tel.335 8254436 – alevanello@libero.it – compagnia@evasi.it – www.evasi.it

TEATRO NUOVO SENTIERO | 8 MARZO ORE 21.15

Via delle Panche, 36 – 50141 Firenze – Tel: 338.366.35.26   (lun-sab 9:00-19:00) – Email: teatronuovosentiero@libero.it

In un luogo abbandonato che è luogo di memorie ormai dimenticate, vengono narrate le storie delle donne che lì hanno vissuto e lavorato quando ancora era una fabbrica, lo Jutificio di Fossamastra (La Spezia). Sono le storie delle filandine, madri, figlie, operaie, staffette partigiane, lavoratrici in sciopero, donne coraggiose che hanno combattuto per conquistare i diritti fondamentali legati alla sicurezza sul lavoro, all’uguaglianza e alla libertà di espressione in quanto lavoratrici al pari degli uomini. Lo scenario, inizialmente desolato e vuoto dello jutificio che oggi non esiste più, si anima quando in mezzo alle macerie e ai detriti abbandonati compaiono le ombre di chi è rimasto lì nell’attesa che il ricordo delle donne della filanda venga riportato alla luce ed onorato come merita. La voce di una sola donna si moltiplica quindi in quella di tutte le donne, diventando una fitta trama di narrazioni, storie e vicende accadute nello spezzino in un arco temporale di più di mezzo secolo, dai primi del ‘900 fino agli anni ‘70, da quando lo jutificio venne fondato fino a quando smise di essere una fabbrica e fonte di lavoro per moltissime donne e uomini della nostra città.

Lo spettacolo “Acre odore di juta”, scritto da Marco Balma e liberamente ispirato al libro “Noi, le donne della filanda”: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio, propone, in un’atmosfera quasi onirica e sospesa in un tempo indefinito, la rievocazione dei momenti più significativi della storia della città della Spezia e delle filandine, che è anche la storia delle donne di oggi “lavoratrici a metà ma con un peso doppio da portare”. In scena cinque attrici che, in un energico quanto incessante movimento di costruzione e frammentazione anche della scenografia, fanno emergere e poi nuovamente seppelliscono la memoria degli eventi, delle vite e delle morti delle filandine che, nonostante un’esistenza modesta, hanno lottato e fatto conquiste di cui noi generazioni successive ancora godiamo.

Per non dimenticare.

Durata dello spettacolo: atto unico 60 min. circa

Fotografo ufficiale: Paolo Rocchi – Realizzazione artistica e produzione: Compagnia degli Evasi

Premio ‘Miglior Regia’ e nomination al ‘Miglior spettacolo’ al Concorso Nazionale L’ora di teatro 2017, Montecarlo di Lucca, al Teatro dei Rassicurati

Un’attenta chiave di lettura scenica ci regala un lavoro corale dove si fondono insieme il testo, la recitazione e l’uso dello spazio per dar vita ad un unico ed intenso flusso emotivo che coinvolge lo spettatore sin dal primo minuto. Una regia essenziale e attenta alle complesse problematiche di vita e lavoro delle cinque donne protagoniste, le quali, seppur rappresentanti di un’epoca storica ben definita, diventano forti esempi “universali” grazie alla potenza della parola e della recitazione che al regia sapientemente calibra, fino a trasformare magicamente i cinque personaggi in uno solo. Le due registe dimostrano, con la loro sintetica essenzialità, che basta poco per fare dell’ottimo teatro.

Premio ‘Miglior spettacolo’ , Premio ‘Miglior Regia’ e ‘Menzione speciale a tutte le attrici’ al Concorso Nazionale Deviazioni Recitative 2017 di Formia (LT) al Teatro Remigio Paone:

Miglior spettacolo: Per l’alto valore civile e rievocativo della rappresentazione. Le lotte per l’emancipazione, la rivendicazione e l’affermazione dei diritti basilari della donna vengono rappresentati dalla Compagnia degli evasi in uno spettacolo che cattura dall’inizio alla fine, con un ritmo deciso e incalzante e una forte espressività corporea, che rende lo spazio denso, vivo e vario. Sapientemente concatenato nel l’insieme, per la coralità espressa dalle cinque attrici protagoniste nei movimenti scenici, come fossero anch’esse parte di un ingranaggio del le macchine dell’opificio in cui l’azione di svolge.

Miglior regia: Per aver saputo coniugare la densità del testo (sulla difesa dei diritti delle lavoratrici dai primi del ‘900 fino agli anni ’70) con il minimalismo dell’impianto scenico usato con accorta scelta dei tempi (semplici parallelepipedi che diventano elementi di strutture vive nell’azione); per la sapiente direzione di un gruppo di attrici che si fanno personaggio unico e corale; per la passione trasmessa insieme al forte sentimento di impegno civile.

Menzione speciale: Cinque protagoniste in scena che diventano un corpo con un’anima sola, facendo ciascuna del proprio personaggio un simbolo della lotta operaia unitaria, per un lavoro che renda libere da condizionamenti e sopraffazioni, e facendolo in maniera corale, all’unisono, immedesimate tutte nella vicende rappresentate, bravissime e molto precise nei movimenti, nel canto e nel ballo.

Premio ‘Miglior allestimento’ e ‘Menzione speciale a tutto il cast’ al Concorso Nazionale Folle d’Oro 2017, Fossano(CN) al Teatro comunale “I Portici”:

Miglior allestimento: Lavoro corale in cui corpo, voce e colore, in un flusso incessante, tessono storie di donne coraggiose. Con pochi ed essenziali elementi ricreano efficacemente e animano spazi, tempi e ritmi dell’opificio.

Menzione speciale: Per il grande lavoro di squadra che attrici e registe hanno svolto su un testo difficile con l’utilizzo di elementi scenografici essenziali, ma di grande potenza evocativa. In poco meno di 60 minuti hanno catturato ed emozionato il pubblico ripercorrendo 60 anni di storia, con un risultato assolutamente efficace e convincente-

Premio teatrale Nazionale “Portici in teatro” 2018:

Premio miglior attrice non protagonista a Carolina Sani

Per aver conferito al suo personaggio la forza, la dignità, il coraggio che gli appartiene, e averlo fatto con grande sensibi lità e coerenza, dando valore a ciascun gesto, movenza, parola pronunciata. Per aver permesso agli spettatori, con la sua interpretazione potente e misurata al contempo, di dimenticare la finzione in nome di una veridicità che emoziona.

“Premio miglior testo inedito”

Per aver dato voce e corpo a una storia vera che parla di diritti, di lavoratori e di donne. Che pone al centro la dignità e l’orgoglio. Che regala a una fabbrica volti, storie e umanità. Perpetuando il ricordo di chi ne è stato protagonista. Per aver trasformato la memoria di un luogo, in memoria collettiva. Per averlo fatto con grandissima eleganza stilistica, attraverso un testo che unisce sapientemente rigore storico e poesia. Realtà e finzione. Memoria e lotta.

“Premio speciale Antonio Allocca”

Alla compagnia tutta, in grado di conoscere in maniera eccelsa la materia su cui agisce, gestendola con forte e mai scontata personalità. Va sottolineata la scelta e l’approccio ad una tematica particolarmente ardua, la bravura delle attrici tutte ed il loro impegno nel rispetto indiscusso dell’arte teatrale.

Festival Teatrale Ligure 2018 Nena Taffarello

Teatro Sipario Strappato – Arenzano GE

Premio miglior spettacolo

Premio miglior regia

XXIII Edizione Concorso Teatrale Nazionale Estate di San Martino 2018

Premio Città di San Miniato al teatro amatoriale – PI

Premio miglior spettacolo

Uno spettacolo bello, ben diretto ed interpretato, dove scenografia, luci, musica, movimenti scenici, capacità attoriali e registiche hanno saputo dare voce e corpo ad una storia toccante e spietatamente vera: una storia che è la storia di molte donne, una finestra sul mondo femminile dello scorso secolo. Uno spettacolo che commuove e fa riflettere, nel quale tematica sociale e narrazione biografica si uniscono perfettamente. Cinque bravissime attrici hanno saputo dar voce ad un intero universo di donne, quelle donne che hanno abitato la filanda di Fossamastra e sulle quali si basavano tante altre realtà industriali del nostro paese: madri, figlie, mogli, mamme, lavoratrici con il loro carico di preoccupazioni, ansie, difficoltà ma anche momenti di toccante solidarietà, senso del dovere e voglia di indipendenza.

PREMIO TRE CARAVELLE FITA LIGURIA 2018

Premio miglior spettacolo

Quando molte donne si incontrano a volte può nascere una rete forte e resistente come la vecchia juta, quel tessuto grezzo ormai lontano nella memoria dall’odore acre eppure così familiare. Succede anche a teatro. Sondra Coggio, coraggiosa giornalista d’inchiesta e scrittrice pubblica un libro-documento sulle “filandine” dello jutificio spezzino di Fossamastra. Con testimonianze, documenti, fotografie ne ripercorre la traiettoria dagli inizi del ‘900 fino alla chiusura negli anni ’70. Sono storie di donne, spesso quasi bambine, legate a spole e telai, sfruttate, sottopagate, voci perdute che riemergono con prepotenza tra le mura della fabbrica ormai abbandonata, flash che attraversano storie minute di vite comuni e la Storia con la S maiuscola che si butta a capofitto dentro la carneficina di due guerre mondiali. Con “Acre odore di juta” le cinque attrici e le due registe della Compagnia degli Evasi, danno vita alle vicende, alle emozioni, ai sentimenti della drammatrugia limpida e controllata di Marco Balma. Ne abbiamo apprezzato la coralità, l’essenzialità dell’azione scenica raccolta in una semplice scatola nera animata da pochi elementi praticabili, l’uso sapiente dell’illuminotecnica, la gestualità incisiva, il discreto intervento musicale di Livio Bernardini e Egildo Simeone e la professionalità complessiva.

Spettacolo vincitore del

XVII CONCORSO NAZIONALE “PER UN TEATRO DI VALORI – PREMIO BAGAGLI – L’UOMO IN FRAMMENTI”

Castelfranco di Sotto – PI

SPETTACOLO FINALISTA AL GRAN PREMIO DEL TEATRO F.I.T.A. 2019 in attesa di responso

Marco Balma, autore regista attore:

da 20 anni sulla scena teatrale, Marco Balma collabora con la Compagnia degli Evasi fin dalla sua fondazione, nel 2002, nelle vesti di autore, attore, regista ed insegnante di teatro.

Come regista ha vinto due volte il Festival teatrale di Castelfranco di Sotto con ‘Molto rumore per nulla’ di W. Shakespeare e con “Estate e fumo” di T. Williams. Ha vinto lo stesso festival come autore-attore dello spettacolo “Sepolti vivi – memorie della miniera” che è stato premiato anche al Festival di S. Miniato, la città dei teatri.

Per gli Evasi è autore dei testi di molti degli oltre quaranta spettacoli prodotti dalla compagnia.

Ha preso parte a numerose produzioni video su temi come la resistenza con ”I ragazzi del ’43-44” recitando con Ottavia Piccolo, o per il centenario della CGIL che ha visto la partecipazione di Ivana Monti, scrivendone le drammaturgie, fino ad arrivare ad essere chiamato come autore-attore per la messa in scena al Teatro Studio del Piccolo di Milano di “Dodici dodici ‘69” per il quarantennale di Piazza fontana al fianco di Laura Marinoni e Marco Balbi.

Anche le sue poesie hanno ricevuto riconoscimenti al premio “Olympia” di Montegrotto Terme, ed al concorso “Canta il sogno del mondo” di La Spezia. La commedia “Fuori dalla stanza” ha ricevuto e il 1° premio speciale della giuria al concorso ‘In punta di penna’ di S. Miniato (PI). Delle recenti produzioni ricordiamo la lettura in 5 incontri dell’Iliade di Omero, la messa in scena del musical per ragazzi “Cyrano, spadaccino e poeta” con il coro “Fabrizio De Andrè” di Gloria Clemente e “JACOBS” di cui è autore per la Compagnia degli Evasi. Scrive per Emergency.

Premiato in diversi concorsi nazionali come “Miglior attore” “Miglior regista” “Miglior autore”, fra i tanti ricordiamo nel marzo 2015 premio al “Miglior attore” e “Miglior spettacolo” al Concorso Nazionale F. Rafanelli di Pistoia con lo spettacolo “Tradimenti” di Harold Pinter, nel 2018 “Miglior attore” al Premio Aenaria di Ischia con lo spettacolo “il Re muore” di E.Jonesco.

Il gruppo teatrale della Compagnia degli Evasi, affiliato FITA Federazione italiana teatro amatori, nasce nel luglio 2002 grazie alla volontà di un gruppo di attori, autori e registi provenienti da precedenti esperienze varie di teatro professionistico e non professionistico. La compagnia produce i suoi spettacoli in autofinanziamento negli spazi operativi gestiti a La Spezia ed a Castelnuovo Magra. L’intento artistico degli Evasi è quello di scrivere e mettere in scena spettacoli con testi “originali” scritti dagli sceneggiatori stessi della compagnia, nell’intento di dare libera possibilità di espressione e ricerca teatrale ai propri autori e registi. L’istinto che ha portato a creare la compagnia è quello di poter agire in uno spazio autonomo, dove sperimentare vari modi di fare teatro, d’autore, classico, comico, di ricerca, storico e sociale. In 17 anni di vita la compagnia ha prodotto 44 diversi spettacoli, 21 reading-letture interpretate, e 2 lungometraggi, replicando più di 300 volte, nella provincia di La Spezia e limitrofe, in diverse regioni quali Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Campania, Calabria, Veneto, Lombardia e in piazze come Milano (Teatro Studio del Piccolo Strehler), Pisa Livorno Firenze Prato Genova Imperia Savona. Sono attualmente attivi nella compagnia due laboratori di recitazione teatrale, ed è stato attivo per anni un laboratorio di ricerca teatrale e produzione spettacoli, il “Laboratorio Studio Che Serve? “. La compagnia coinvolge stabilmente 20 attori oltre ai 30 allievi dei corsi di recitazione teatrale.

Dicono di noi:

Da “ateatro” 122.37 – Elogio della provincia “

La Compagnia degli Evasi o del teatro del corpo e del sogno”

A conoscerli c’è in loro qualcosa che nel teatro professionista si è in parte, perso: la volontà coesiva, la curiosità di imparare, il mutuo sostegno, l’ascolto al maestro. Autodefinitisi da sempre “non professionisti” (ma non amatori..) misurandosi con registri e repertori diversi (dal cabaret al teatro sociale) con il tempo Gli Evasi hanno raggiunto tutti indistintamente sia pur con caratteristiche interpretative diverse, un notevole livello attoriale, con oltre trenta produzioni alle spalle e numerosi premi. Come non riconoscere la verve accattivante di Matteo Ridolfi nelle sue impagabili parodie di family comedy all’italiana, quella esilarante di Notarantonio, quella infaticabile di Alessandro Vanello, serio scrutatore degli animi umani ma anche “comico dell’arte”; e in generale, come non riconoscere il valore dell’impegno della compagnia a educare a una coscienza civile più matura che trapela non solo nella scrittura originale, dalla scelta dei testi ma anche nell’organizzazione di un’eccellente Festival di teatro non professionista come Teatrika di Castelnuovo Magra? Gli Evasi hanno una storia interessante che si lega a due presenze fisse di rilievo, quelle dell’attore Marco Balma con un background di tutto rispetto (autore/attore/regista pluripremiato) e quella di trentennale esperienza sul campo di Alberto Cariola, che viene da studi con l’Odin di Barba e al terzo teatro, legato quindi a un’idea di teatro come manifestazione della cultura di un popolo, materia viva che penetra nelle relazioni sociali, non separata dal contesto collettivo.

A. Monteverdi

 

Autore: Redazionale

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