‘Un ragazzo di campagna’, commedia agrodolce di Peppino De Filippo

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‘Un ragazzo di campagna’, commedia agrodolce di Peppino De Filippo

BENEVENTO – Pasquale e Giorgio sono due fratellastri, l’uno è sempliciotto, ingenuo e instancabile lavoratore, l’altro scansafatiche e opportunista. Giorgio combina per il fratellastro le nozze con Lucia, per ottenere dal padre di lei del denaro. La giovane è segretamente innamorata di un altro uomo, motivo per cui è contrariata nei confronti di Pasquale che, seppur impacciato, si è affezionato alla ragazza. Nel mezzo ci sono le peripezie di Giorgio con sua moglie Margherita, sedicente cantante e ballerina, che ha un rapporto molto libertino col marito. Lei mostra un carattere deciso nei confronti del partner che emerge durante i momenti tesi della coppia con dialoghi ricchi di verve che sfociano nel comico.

Figura ricorrente nella commedia è Concetta, donna di servizio, che per Pasquale è stata una madre, proteggendolo dalle cattiverie e dagli inganni da parte del fratellastro Giorgio, sospettosa fin dall’inizio per il matrimonio con Lucia. Si giunge al giorno delle nozze, dopo le celebrazioni Lucia passa tutto il tempo a piangere, soprattutto per aver scoperto che il padre ha sequestrato le lettere del suo amato per far credere che fosse sparito, quindi si sente tradita e venduta dalla figura paterna. Alla fine, come annunciato in una lettera inviata a Giorgio, alle nozze si presenta Enrico, amante di Lucia. Dopo uno scontro con l’uomo, i due amanti si ritrovano e scappano insieme. Pasquale trova il velo di Lucia buttato a terra e comprende cosa è accaduto, tenendolo tra le mani viene immortalato dal fotografo, un uomo sgangherato e ipovedente che non comprende la vicenda. Col suo scatto si chiude la scena.

Una pièce intrigante, ironica, ma agrodolce allo stesso tempo, da una parte le comiche e grottesche vicende dei due fratellastri, dall’altra il dramma di Lucia, costretta a sposarsi con un uomo che non ama e venduta da suo padre per soldi. Allo stesso tempo quello che per Pasquale poteva essere un momento gioioso, si rivela drammatico, le sue paure per la ritrosia di Lucia, diventano realtà. La scena è una locanda con cucina, i tavoli, sedie e una pergola con viti rampicanti che rappresentano la ruralità dell’ambientazione e la semplicità e genuinità del protagonista, Pasquale. Il linguaggio tipico della farsa, è immediato, il dialetto è accostato a vani tentativi di parlare in italiano ottenendo degli effetti comici per le vocali messe a caso, sostituzioni di parole complesse con altre affini a livello fonico, ma di tutt’altro significato ecc. I dialoghi offrono un ampio respiro, movimento, in cui spesso la mimica prevarica sulla parola e sulla sonorità per sfociare in sguardi mutevoli, gesti e smorfie. Un teatro leggero e immediato, ma che offre spunti di riflessione, immortale nel suo genere, mai banale nell’intreccio che sancisce un successo che persiste nel tempo.

 

SCHEDA SPETTACOLO

Un ragazzo di campagna

di Peppino De Filippo

regia di Luigi De Filippo ripresa da Rosario Giglio

con Bottega di Teatro di Luigi De Filippo

prodotto da I due della città del sole con Solot Compagnia Stabile di Benevento, la Compagnia Stabile di Agropoli e NFT

20-21 Febbraio 2019

 

Autore: Marco D'Alessio

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