‘Romeo Q Giulietta’, i due celebri amanti diventano fricchettoni

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‘Romeo Q Giulietta’, i due celebri amanti diventano fricchettoni

CATANIA – Un testo classico resiste all’usura del tempo, ad essere rivisitato, trasposto, tradotto in una lingua dialettale? Manterrà intatta la sua arcana bellezza? La più tragica delle storie d’amore di tutti i tempi: “Romeo e Giulietta”, divenuto “Romeo Q Giulietta” in questa versione ambientata a Catania, traslata in lingua siciliana da Alessio Patti e adattata e diretta da Francesca Ferro, pone quesiti e riflessioni. Non è la prima volta che Shakespeare viene rappresentato in lingua siciliana, dunque ambientato in Sicilia. Un omaggio alle sospette (illusoriamente) origini sicule del nostro celebrato drammaturgo? L’esigenza di sottolineare che dal Medioevo nulla è cambiato? Il desiderio di misurarsi con il Mostro sacro e riappropriarsi delle proprie radici linguistiche sulle ali del sogno shakespeariano? Al di là delle svariate ragioni (ce ne saranno ancora altre) per cavalcare una tigre, la passione per Shakespeare della signora Ferro aveva già prodotto “Sogno di una notte a Bicocca”, frutto di un laboratorio da lei condotto in carcere sul testo della celebre commedia “Sogno di una notte di mezza estate”. Spostare la cultura alta ai protagonismi delle classi diseredate è certamente un’allettante intenzione artistica e umana, anche se non sempre deve necessariamente passare per la diagonale dell’arrondissement.

In questa versione, attualizzata da una tristemente baldanzosa giovinezza in abbigliamento fricchettone contemporaneo, riverberata da presenze significative, come la sanguigna e grottesca Principessa di Guia Jelo, o l’allucinato Mercuzio, o ancora l’ambigua nutrice, si scendono gli scalini di un disinibito inferno terreno che qui indossa ammiccante luccicanti guepière e calze a rete. I protagonisti, Romeo e Giulietta, lontani dai conformismi del canonico physique du rôle, con sciatteria fuor di retorica, velando i toni della tensione erotica e struggente dei due infelici amanti, vivono con toni dimessi il loro impossibile amore, miracolosamente sbocciato tra i rancori di due famiglie rivali. Intrisa degli umori di una lingua verace e materica, la pièce tende a spostarci dal piano della storia a una carrellata di personaggi sullo sfondo di Catania, in atmosfere suburbane, in preda alle passioni e al vizio, simbolo di un’umanità corrosa, riproponendo l’eterno conflitto tra odio e amore in ghetti dove, tranciati i buoni sentimenti e la saggezza, rimane il vuoto, ieri come oggi.

Ma Romeo e Giulietta è molto di più di una città che diventa teatro, accogliendo nel suo grembo dolente le efferatezze di una storia che si ripete, in un territorio complesso e farraginoso, tra droghe, violenza, emarginazione, ferite suppurate di un presente deprivato. Romeo e Giulietta è pura poesia. “Il resto è silenzio”.

ROMEO Q GIULIETTA

Traslazione in lingua siciliana di Alessio Patti da ”Romeo e Giulietta” di William Shakespeare

Con Giovanni Arezzo, Francesco M. Attardi, Verdiana Barbagallo, Giuseppe Cosentino, Fabio Costanzo, Domenico Gennaro, Mansor Gueye, Loredana Marino, Giovanni Maugeri, Mario Opinato, Maria Chiara Pappalardo, Pasquale Platania, Renny Zapato

Con l’amichevole partecipazione di Guya Jelo

E con gli allievi dell’Accademia del CAMS Studios

Regia e adattamento di Francesca Ferro

Aiuto regia Teresa Spina

Musiche Massimiliano Pace

Costumi Giusi Gizzo

Produzione Teatro Mobile di Catania

Al Centro Zo di Catania

Autore: Anna Di Mauro

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