Milano Teatro Elfo Puccini | ‘Tamburi nella notte’ di Brecht 25 febbraio – 10 marzo

  
sala Fassbinder | 25 febbraio – 10 marzo 2019
mar-sab: 21:00 / dom: 16:30  

Tamburi nella notte

di Bertolt Brecht
versione scenica di Emanuele Aldrovandi
diritti del testo Suhrkamp Verlag
regia Francesco Frongia
scene e costumi Erika Carretta
luci Fabrizio Visconti
con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Irene Urciuoli, Daniele Vagnozzi
assistenti alla regia Giacomo Ferraù, Gianpiero Pitinzano
coproduzione Teatro dell’Elfo / Teatro Filodrammatici di Milano, si ringrazia l’Accademia del Filodrammatici
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Tamburi nella notte è la seconda opera teatrale di Brecht ma la prima a essere messa in scena negli anni difficili del primo dopoguerra. Inizialmente il testo viene definito dramma dallo stesso Brecht. Tuttavia, nella successiva revisione, diventa commedia. L’azione si svolge in una notte del novembre 1918 mentre a Berlino si prepara la rivolta spartachista. È una commedia ambigua in cui la ribellione contro le convenzioni dipinge una vicenda che spezza ogni possibile idealizzazione romantica dei fatti.

Ho sempre pensato che per essere rivoluzionari fosse necessario essere romantici e che per fare la rivoluzione bisognava saper sognare. Ma cosa succede quando il privato si scontra con il pubblico? Cosa spinge i personaggi di quest’opera giovanile di Brecht a non aderire ai moti rivoluzionari per richiudersi nel luogo più intimo per una coppia di giovani amanti? In Tamburi della notte con ironia e sarcasmo, Brecht ci mette di fronte a questa scelta. Il reduce che torna dalla guerra scopre di essere stato rimpiazzato con un candidato migliore, più ricco, ma soprattutto più sano e questa situazione lo spinge in un primo tempo a rifiutare la ragazza per unirsi alla rivolta spartachista, ma poi, in un impeto di romanticismo, a lottare per riaverla, se pur “disonorata”. E così dice addio ai sogni e alle utopie rivoluzionarie per costruirsi un privatissimo sogno piccolo borghese dove rifugiarsi e costruire un futuro più convenzionale ma, forse, più sicuro. Questa decisione finale, così inusuale per un autore “ideologico”, pone lo spettatore davanti a una scelta molto contemporanea: decidere se “passare dalla simpatia all’antipatia nei confronti del protagonista, senza il soccorso di appropriati effetti di straniamento”. A distanza di molti anni questo testo poco frequentato ci permette di confrontarci con il nostro bisogno di ribellione, con la necessità che abbiamo di rifiuta-re un mondo che non ci assomiglia e di provare a costruire il nostro ideale. Cercando di raggiungere quel luogo impossibile che è l’utopia dobbiamo imparare a guardare dentro di noi, ad accettare chi siamo e quello che vogliamo essere nella società. La costruzione dell’utopia parte da noi e forse le nostre scelte private possono migliorare poco alla volta il mondo che ci circonda.
Francesco Frongia

 

• Orari: mar-sab 21:00 / dom 16:30
• Durata: 95′ senza intervallo
Prezzi: intero € 32.50 / martedì posto unico € 21.50 / rid. <25 anni – >65 anni € 17 / under 18 € 13.50 / scuole € 12
Repliche per le scuole

Autore: Redazionale

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