Teatro Lo Spazio di Roma. 20 febbraio, Massimo Napoli interpreta e realizza “Parole burlevoli e fatti sollazzevoli”

  

Teatro Lo Spazio, Roma

presenta

PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI

Recital di Massimo Napoli– 20 febbraio ore 21

°°°

Massimo Napoli, poliedrico artista delle arti visive e del teatro “recitato quand’è indispensabile”, cresciuto dello storicio vivaio della sperimentazione romana degli anni più fulgidi (Giuliano e Lucia Vasilicò, Giancarlo Nanni…) dà vita ad un personale “memorial” in forma di testi, recitativo e canzoni. Vi sono testi dello scrivente e di altri autori.

A iniziare da “La fontana ammalata” di Palazzeschi, Napoli  ho raccolto alcuni testi presentati  quale corollario alle sue opere pittoriche, alle varie inaugurazioni di gallerie, essendo solito “completare un’opera con uno scritto, che io stesso interpreto”

I titoli in programma sono

-La psicologia dell’albero (2010)

-Pezzo di cosa rotta(2011)

-Salomè decollata- il canovaccio (2011)

Il primo monologo affronta il tema, in chiave ambientalista, sociale e ovviamente psicologica, dell’albero; tema che ritengo fortemente attuale e stimolante.

Nel secondo si descrive la scissione interiore di un individuo, il quale- come in un rapporto tra due amici, che si confidano per mezzo di una lettera- descrive il suo stato di totale isolamento (e estraneamento) dal mondo, messo in atto con l’intento di proteggere la propria vulnerabilità. Il protagonista del monologo “si risolve nel riappacificarsi con quella sua parte interiore conflittuale e distruttiva”

Nel terzo è “propriamente un canovaccio, da cui si ricava  un atto unico, non ancora rappresentato”: Il personaggio di Salomè, nel risolvere il forte conflitto familiare con la madre Erodiade e lo zio/patrigno Erode Antipa, diversamente dalla tradizione, intende ed ottiene di farsi decapitare. L’azione della performance prende il via da una fotografia, che ritrae la principessa Salomè con la testa fasciata dalle bende acconciate da Erodiade con le serve. Le bende “dovrebbero contenere la nevrotica stravaganza dell’indole della giovane principessa”. Giovanni Battista sfida la corte di Erode con le sua alte grida accusatorie, mentre Salomè, indotta a danzare controvoglia, sfida i genitori, la corte e i vicini di casa, facendosi tagliare la testa. “Morte pacificatrice, la sua, di una fanciulla in fiore”.

Nel recital sono poi due monologhi di un autore “non conosciuto, ma a mio avviso, molto raffinato”, Luigi Arnaldo Vassallo. Autore attivo a cavallo tra ‘800 e ‘900, aveva scritto per il teatro solo una breve raccolta di  dodici monologhi.

Stimato giornalista, Vassallo divenne anche  direttore del quotidiano “Il Messaggero”. Firmava i suoi articoli con lo pseudonimo di Gandolin. Dai suoi monologhi si può evincere una straordinaria dimestichezza con il mondo teatrale dell’epoca e una sottile abilità nella scrittura teatrale stessa. I due monologhi, inseriti nel mio recital, sono stati da me interpretati nel 2013 per la realizzazione di un video.

I titoli dei monologhi di L. A. Vassallo (Gandolin) sono:

-La voce (1909)

-Un signore che pranza in trattori(1909)

Le canzoni in programma sono:

-“Senti, caro amico Adolfo”, brano satirico e anticlericale dai “Canti dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra”;

-“Entre le Boeuf et l’ane gris” (sec. XVI). Canzone medioevale popolare tradizionale di origini pirenaiche;

-“Le Chant des audieux” (1788)

Il recital prevede anche  “un accompagnamento”  frequente alla chitarra.

 

Aggiornamento a cura di Angelo Pizzuto

Autore: Redazionale

Condividi