La scomparsa di Michel Legrand, musicista e Premio Oscar. Aveva 86 anni, amava il jazz e Macha Meril (che sposò quattro anni fa)

,   

La scomparsa di Michel Legrand*

Il musicista francese si è spento all’età di 86 anni a Parigi. Ha scritto le musiche per film come ‘Il caso Thomas Crown’, ‘Quell’estate del ‘4’ e ‘Yentl’ vincendo tre statuette. Lavorò anche con Orson Welles e Costantin Costa-Gavras. Ma la sua vera passione fu il jazz.

°°°

A scorrere la filmografia di Michel Legrand, si comprende come il musicista e compositore francese nato a Parigi il 24 febbraio del 1932 e morto ieri a 86 anni, abbia attraversato da protagonista assoluto e incontrastato la storia del cinema e della musica del ventesimo secolo. Si pensa a Michel Legrand e scorrono immediatamente davanti agli occhi e nella testa frammenti di temi e immagini indissolubilmente legati alla sua musica.

Legrand amava il jazz, e lo conosceva profondamente. Apparteneva alla generazione di europei che vedevano in quello stile la musica della Liberazione, della fuga dalla stupidità del fascismo, del nazismo, del collaborazionismo. Su quelle note si aprivano orizzonti inauditi. Legrand ha sempre avuto un gusto swingante per il jazz. I suoi arrangiamenti, segno di un gusto erudito ma mai ripiegato sull’idea di un presunto classicismo che ha impedito ad altri musicisti di talento di dialogare con le innovazioni della musica afroamericana, fanno parte ormai non solo parte della storia della musica, ma sono diventati essi stessi parte integrante del canone.

Per Comprendere l’importanza e la portata del musicista, basti citare il cast stellare che ha guidato nel suo capolavoro Legrand Jazz (1958). Ben Webster, Herbie Mann, Art Farmer, Donald Byrd, Phil Woods, Miles Davis, John Coltrane, Bill Evans sono alcuni dei nomi che si sono stretti intorno a lui per incidere nuove rendition di classici come Wild Man Blues, Jitterbug Waltz e Nuages. La medesima vertigine la si prova ripassando il suo lavoro per il cinema.

Solo a citare, infatti, i nomi dei registi con i quali Legrand ha collaborato si potrebbero riempire pagine e pagine. Eppure, come tacere le sue collaborazioni con Orson Welles (F For Fake, e per un curioso destino il suo ultimo lavoro è stata la colonna sonora di The Other Side of the Wind, il film di Welles completato e distribuito nel 2018), Clint Eastwood (Breezy), Joseph Losey (Messaggero d’amore) e altri ancora del valore di Richard Lester, Sydney Pollack, Robert Altman e tanti altri? Con Jean-Luc Godard collabora per Questa è la mia vita e Bande à part, segnandoli irrimediabilmente.

Niente, però, niente, può oscurare la sua collaborazione con Jacques Demy, regista per il quale ha scritto pagine immortali come come Les parapluies de Cherbourg, Les demoiselles de Rochefort, La favolosa storia di Pelle d’asino, Lady Oscar e Niente paura, suo marito è incinto. Grazoe a Agnes Varda (per la quale aveva composto il magnifico tema di Cleo dalle 5 alle 7), compagna di Demy, autrice di L’univers de Jacques Demy, si può gettare uno sguardo nella collaborazione fra Demy e Legrand, osservare come i due misuravano sul pentagramma ritmo ed emozione, in un perfetto lavoro di decoupage.

Nessun altro cineasta può vantare con Legrand la medesima collaborazione, complicità, intimità e amicizia. Tant’è vero che quando Norman Jewison gli commissiona la musica per L’affare Thomas Crowne, Legrand scrive un’ora e mezzo di musica sull’onda di poche informazioni e senza rivedere il film. Processo lavorativo inaudito per Hollywood ma che conquista al francese il suo primo Oscar. Il secondo arriverà nel 1983 per la musica di Yentl di Barbra Streisand. Senza dimenticare le collaborazioni con Frank Sinatra, Sarah Vaughan (un intero album nel 1972), Ray Charles, Lena Horne, Sting. E una sfumata – a metà anni ’70 – con Mina.

leggere J’ai le regret de vous dire oui, la sua autobiografia (redatta in collaborazione con Stéphane Lerouge), si comprende ulteriormente la portata di una personalità ricchissima, geniale e complessa che nel 2014, dopo quasi cinquant’anni, sposa finalmente l’adorata Macha Méril. (*giona.a.nazzaro\il manifesto)

Autore: Redazionale

Condividi