Al Teatro Carignano di Torino, di scena “La Bella e la Bestia”, regia di Alba Porto

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Teatro Stabile di Torino

 

Storie di presunta diversità

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Una voce rauca e distorta intona una canzone di Elvis, Love me tender, proviene dall’inconscio della Bestia come un attaccamento alla vita e a quel sentimento estremo rappresentato dall’amore. La Bella e la bestia è una storia sulla diversità, sulle fittizie leggi che la regolano e su questo punto si caratterizza la regia della giovane Alba Porto, che assieme a Giulia Ottaviano ne ha firmato anche la riduzione per il pubblico di giovanissimi del Teatro Stabile di Torino.

Giustamente viene tralasciato l’aspetto orrorifico e si dà spazio alla dialettica dualistica tra bene e male, bello e brutto, buono e malvagio, cercando l’interazione e la riflessione nel pubblico di bambini e genitori che affollavano la sala del teatro Carignano. Mentre la Bestia vive la sua trasformazione ferina come un’espiazione per il suo egoismo e la sua freddezza, Bella è ostinata a perseguire la bontà d’animo che prescinde dall’aspetto fisico.

Rimarrà sorpresa quando la Bestia svelerà la sua reale bellezza, che passa in secondo piano, fagocitata dalla vera identità che viene dal cuore. Amami teneramente come cantava il Re del rock and roll, e che richiama versi più celebri di dantiana memoria Amor, ch’a nullo amato amar perdona. La Porto che aveva portato in scena Arte di Yasmina Reza lo scorso anno- sempre per lo stabile torinese- della celeberrima fiaba sfrutta l’afflato umano che ci riporta a vicende attuali di integrazione ed accoglienza, anche quelle, purtroppo, segnate dal pregiudizio della diversità e della non conoscenza.

*In scena, Federica Dordei, Andrea Fazzari, Marco Imparato, Camilla Sandri, Valentina Spaletta Tavella. Fino al 12 maggio nei weekend al teatro Carignano di Torino.

Autore: Domenico Trischitta

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