Teatro di Roma. Al Teatro Lido di Ostia, 11 e 12 gennaio, “4.48 Psychosis” di S. Kane. Regia di E. Frattaroli

  

Teatro di Roma Teatro del Lido di Ostia

Enrico Frattaroli  e la  ‘messa in concerto’ dell’ultimo testo di Sarah Kane.

La musica dei suoi versi in risonanza

con musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey. Protagonista è la poesia

nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della scrittura dell’autrice.

4.48 PSYCHOSIS

di Sarah Kane
in forma di Sinfonia per voce sola

elaborazioni musicali, video, scena, regia Enrico Frattaroli
con Mariateresa Pascale
edizione digital-live con Patrizia Polia (soprano)Diego Procoli (pianoforte)
Produzione Frattaroli – Pascale
in collaborazione con Florian Metateatro e con il sostegno di Festival Castel dei Mondi

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Venerdì 11 e sabato 12 gennaio (ore 21) al Teatro del Lido di Ostia in scena 4:48 PSYCHOSIS di Sarah Kane in forma di «sinfonia per voce sola», con la regia di Enrico Frattaroli. Una ‘messa in concerto’ dell’ultimo testo dell’autrice, i cui versi verranno messi in risonanza dalle musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey. Sul palco l’interprete Mariateresa Pascale, il soprano Patrizia Polia e, al pianoforte, Diego Procoli. «Scriverlo mi ha uccisa» annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata a Mal Kenyon, la sua agente letteraria, il giorno del suo suicidio. Il suo ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico.

Una scrittura che noi ereditiamo, un atto poetico assoluto di cui ci chiede di essere testimoni, spettatori, amanti: Convalidatemi / Autenticatemi / Guardatemi / Amatemi. «Addio! Addio!» scrive Mahler sui pentagrammi vuoti delle pagine manoscritte dell’Adagissimo. Ventisette misure i cui pianissimo conducono la Nona Sinfonia alle soglie del silenzio e che qui si intonano con le parti più liriche del poema, mentre Rid of me, To bring you my love, The slow drug, le composizioni di P. J. Harvey – coeve alla scrittura drammaturgica di Sarah Kane e dal sapore decisamente rock – ne sostengono le invettive più aspre e graffianti. Una distanza che non ha escluso simmetriche intersezioni, ibridazioni, convergenze.

 

Ufficio Stampa a cura di Amelia Realino

Autore: Redazionale

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