Sogni e fallimenti intorno al tavolo da gioco. ‘Poker’ di Patrick Marber al Teatro Duse di Genova

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Sogni e fallimenti intorno al tavolo da gioco. ‘Poker’ di Patrick Marber al Teatro Duse di Genova

 

Può un ex giocatore compulsivo ironizzare su di un mondo che lo ha coinvolto in maniera drammatica e lo ha ridotto ad un pericoloso stato di dipendenza? Se questa persona è il britannico Patrick Marber sicuramente la risposta è positiva. Cabarettista di successo, ha proseguito la sua carriera artistica divenendo drammaturgo e regista del National Theatre con lavori presentati in varie parti del mondo. Non contento di questo ulteriore successo, si è dedicato al cinema scrivendo la sceneggiatura di Note su uno scandalo (Notes on a Scandal, 2006) candidata all’Oscar ma è anche coautore del bel Closer (2004) diretto da Mike Nichols e interpretato da Julia Roberts, Jude Law e Natalie Portman.

Il titolo originale forse rende meglio lo spirito della pièce, Dealer’s Choice (La scelta del mazziere) e fa capire che i meccanismi di questa partita di poker che occupa tutto il secondo atto sono legati a chi in quel momento dà le carte. Non si parla unicamente delle innumerevoli variazioni sul tema del poker, ma della psicologia, delle frustrazioni, dei sogni di chi in quel momento tiene le redini del gioco.

I sei personaggi hanno lo stesso peso nella drammaturgia, sono protagonisti a rotazione, hanno qualcosa da raccontare di se stessi, si comportano in una maniera tale che è facile capire quali siano i loro problemi. Cinque sono collegati al ristorante dove avviene la partita (il padrone, il figlio, due camerieri e il cuoco) l’ultimo è un cliente misterioso che si unisce ai giocatori abituali: è sconosciuto a tutti tranne che ad uno di loro che praticamente lo invita a vincere la cifra che lui gli deve. E’ un dialogo a più voci, la confessione dei loro fallimenti in cui il poker è unicamente un collante utilissimo per meglio addensare la storia.

C’è un cameriere un po’ tonto (soprannominato Pollo) che sogna di aprire un proprio ristorante, un altro cameriere che vorrebbe andare a Las Vegas per diventare giocatore professionista, il cuoco divorziato che gioca d’azzardo per avere più denaro da potere spendere con la figlioletta, il figlio del proprietario immaturo e pieno di debiti di gioco, il padre che cerca di tenerselo vicino – anche l’uomo è divorziato – ‘rubandolo’ alla ex moglie e pagandogli i debiti solo per vederlo una volta alla settimana durante le partite a carte. L’uomo che si inserisce tra loro quella domenica notte è un giocatore professionista a cui il giovane deve 4000 sterline.

La prima commedia scritta da Patrick Marber è proprio Dealer’s Choice, rappresentata nel 1995 al londinese National Theatre. E’ una dark comedy in cui si alternano risate e crudeltà, giochi scorretti, mancanza di umanità ma anche l’umanità del padrone del ristorante che fa vincere centinaia di sterline ad un suo indebitato dipendente. Il tavolo da poker rappresenta una esemplificazione della vita in cui sopravvivono i lupi ma in cui nessuno, tutto sommato, esce completamente vincitore.

Il lavoro fatto dal regista e attore Antonio Zavatteri è sicuramente interessante, capace di rendere molto movimentata la recitazione con ritmi a tratti impensabili per un testo apparentemente basato su situazioni quasi statiche. La sua direzione tiene ben presente il lavoro degli attori a cui fornisce la possibilità di esprimersi al meglio. Forse perché aiutato dalle battute a lui offerte, il migliore risulta Pollo, un Enzo Paci dalla forte carica comica e dalla malinconia di un uomo che si sente un perdente.

Il primo tempo si sviluppa tra la cucina e la sala da pranzo (ottima l’idea di utilizzarle spesso in veloce alternanza con personaggi che recitano quasi in contemporanea creando un piacevole gioco narrativo) e serve a rendere umanamente i vari caratteri dei singoli: si conoscono, si capisce subito chi sono i vincenti e chi i perdenti.

Il secondo tempo è basato unicamente sulla partita di poker e non riesce a coinvolgere come il primo soprattutto per termini tecnici noti ai giocatori ma non sempre nella conoscenza degli altri: nomi a volte poco conosciuti, smazzate che raccontano le caratteristiche di quel particolare poker, ma dove lo spettatore ha più difficoltà ad essere coinvolto. Le regole sono variegate e, spesso, vengono presentate senza riuscire ad interessare.

Nello scantinato di un ristorante, ogni domenica notte, i dipendenti giocano assieme al titolare partite di poker che durano fino alle 4 del mattino: debiti, scommesse, lavoro, investimenti, sogni, drammi ruotano attorno a quel tavolo.

 

Al Teatro Duse di Genova Poker

 

Scheda spettacolo:

Alberto Giusta

Enzo Paci

Federico Vanni

Fabio Fiori

Daniele Madeddu

Massimo Brizi

Francesco Montanari

Poker

di Patrick Marber

titolo originale Dealer’s Choice (La scelta del mazziere)

versione italiana Carlo Sciaccaluga

scene e costumi Laura Benzi

regia Antonio Zavatteri

Produzione I DUE DELLA CITTÀ DEL SOLE, un Progetto Gank

 

Autore: Furio Fossati

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