La morte differita dell’armatore. ‘Colpi di timone’ al Teatro della Corte di Genova

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La morte differita dell’armatore. ‘Colpi di timone’ al Teatro della Corte di Genova

GENOVA – Ogni volta che si pensa di riproporre qualche cavallo di battaglia di Gilberto Govi, i dubbi sono tanti e le paure ancora di più. Se ci si limita a mettere in scena la commedia coi ritmi, le battute, gli ammiccamenti che l’hanno resa famosa, i rischi sono limitati e anche se interpretata da compagnie dilettantistiche, difficilmente manca il divertimento. Discorso diverso se si decide di entrare nel costrutto della pièce, la si adegui ai ritmi odierni riducendola nella lunghezza e dovendo scegliere quali battute tenere e quali eliminare. Se il lavoro è fatto con amore e competenza, ci si trova di fronte a una commedia in cui nulla si è perso, permettendo allo spettatore di godere un lavoro teatrale suddiviso inizialmente in tre atti condensato in breve spazio di tempo.

Il quarantottenne di nascita napoletana Jurij Ferrini ma sempre vissuto nel basso Piemonte o in Liguria, dopo avere frequentato dal 1991 al 1994 la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova si è diplomato nel 1994. Un percorso artistico in cui ha prediletto la commedia in lingua con molte esperienze nate spesso sotto la Lanterna e l’apprezzamento di registi del livello di Marco Sciaccaluga. Ha creato nel 1997 il Progetto U.R.T., una Compagnia Teatrale Indipendente che gli permette di spaziare a 360 gradi nel mondo del palcoscenico. Con questa struttura artistica si è cimentato nel 2014 nella riduzione e messa in scena di Colpi di Timone, la bella commedia scritta da Enzo La Rosa e che nel 1942 era stata portata sullo schermo da Gennaro Righelli – regista di ottimo livello attivo sia durante il muto che durante il sonoro – segnando il debutto cinematografico di Gilberto Govi.

Presentato durante il Festival di Borgio Verezzi e poi durante la rassegna teatrale Ridere d’Estate nel 2015, aveva piacevolmente convinto per essere costruita lasciando in disparte l’interno borghese semi-realistico che si usava alla fine degli anni ’50, concentrandosi sui rapporti fra i personaggi (bella la figura della segretaria). La commedia era già stata aggiornata – per adeguarla al suo stile recitativo – da Gilberto Govi che aveva reso un testo basato sia su elementi comici che poetici anche un ritratto di certa società di quegli anni. Jurij Ferrini non scimmiotta Govi, ha una recitazione più secca che utilizza il genovese più come sonorità che quale lingua in cui realmente si recita, lasciando il collegamento alla parlata goviana solo attraverso due personaggi, il fattorino e la serva.

Il suo Colpi di Timone raggiunge con facilità qualsiasi tipo di pubblico, anche chi non conosce il dialetto: è una scelta vincente, anche se ogni tanto è impossibile non pensare a Govi, ad Anna Caroli, a quei grandi attori che hanno saputo far conoscere questo testo in molte parti del mondo. Ferrini ha coinvolto in questa ripresa del testo soprattutto attori giovani, pieni di buona volontà e alcuni anche di bravura, dimostrando che la forza dei dialoghi è capace di fare dimenticare certe differenze d’età tra il personaggio e chi lo interpreta. Lo sviluppo della storia avviene in un tempo unico, con cambi di luce che fanno intendere che un atto è finito: soluzione semplice ed efficace, come efficace l’ambientazione unica nell’ufficio del protagonista da cui gli attori entrano ed escono, ma che alcuni sviluppi e dialoghi li fanno immaginare con gli stacchi tra le quinte.

Piccolo armatore genovese 55enne e scapolo, mentre governa una delle sue navi a causa del mare agitato riceve un ritorno di barra e il timone lo colpisce al petto; dopo qualche mese, accusando sempre dolori, si fa fare una radiografia dalla quale il medico ipotizza gravi problemi e affermando che gli rimane poco da vivere. Decide di prendersi qualche soddisfazione dicendo in faccia alla gente quello che pensa; comincia dai dirigenti della Provveditoria Ligure accusati di volersi approfittare dei lavoratori del porto. Scoppia uno scandalo, a lui viene proposto di divenire amministratore delegato, è onorato ma non accetta perché sa di dovere morire presto. Ma forse c’è stato uno sbaglio…

 

Al Teatro della Corte di Genova

Colpi di Timone

Jurij Ferrini innovatore nella tradizione di Gilberto Govi

Scheda spettacolo:

Jurij Ferrini

Rebecca Rossetti

Paolo Rocca

Claudia Benzi

Angelo Tronca

Matteo Alì

Igor Chierici

Andrea Peron

Colpi di Timone

di Enzo La Rosa, Gilberto Govi

Musiche Bruno Coli

scene Laura Benzi

costumi Pasquale Napolitano

supervisione costumi Neva Viale

regia Jurij Ferrini

regista assistente Flaminia Caroli

Co-Produzione Progetto U.R.T. E 48° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Compagnia teatrale Compagnia Jurij Ferrini

 

 

Autore: Furio Fossati

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