Seconda giornata rassegna ‘Il cinema degli Ultimi’: incontro con Michele Placido

  

 

Il cinema degli Ultimi: Michele Placido incanta il pubblico al Museo della civiltà contadina Cosimo Nardi

 

<<Il vero problema dell’epoca moderna è l’obbligo alla scuola. La civiltà contadina ti insegnava a lavorare per vivere. Sto lottando affinché mio figlio di 13 anni possa essere libero di scegliere se studiare o scegliere di imparare un mestiere>>. Così l’attore e regista Michele Placido nel chiudere la seconda giornata della rassegna “Il cinema degli ultimi”, in programma fino a stasera presso il Museo della civiltà contadina Cosimo Nardi di Montefalcone di Valfortore.

Grande partecipazione di pubblico alle tre proiezioni che si sono alternate nel corso della giornata e che hanno fatto da cornice all’incontro dibattito con il celebre attore intorno al tema delle donne nella civiltà contadina, moderato dalla professoressa Gea Palumbo, presidente del Museo delle donne del Mediterraneo.

Michele Placido

Dalla sua prima esperienza dietro la macchina da presa con Pummarò alla storia di Liliana Rossi nel film Del perduto amore: Michele Placido ha parlato dei suoi lavori e dell’universo femminile al centro del mondo contadino interagendo con una sala gremita di persone.

Per la sezione documentari, invece, grande successo per la proiezione di Transumanza Tour, un viaggio musicale – contadino lungo l’Italia alla scoperta del Woofing e delle nuove forme di ruralità.

Ad aprire l’ultima giornata del festival, oggi alle 15, sarà la proiezione per i più giovani de “Il ragazzo di campagna” cui seguirà la proiezione del documentario “Il segreto di Pulcinella” e l’incontro dal titolo “Civiltà contadina, addio” con il regista e direttore artistico del festival Toni D’Angelo. A calare il sipario sulla kermesse saranno due proiezioni: alle ore 21 quella di Nessuno è innocente, ultimo lavoro di D’Angelo e a mezzanotte quella di Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi.

Continueranno nella giornata di oggi le visite guidate al Museo fondato da Cosimo Nardi e che oggi conta oltre 4mila pezzi di storia delle nostre radici, la storia degli “Ultimi”.

 

Autore: Redazionale

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