Teatro India di Roma | Studio da ‘Le Baccanti’ di Emma Dante, fino al 5 gennaio

  

Dal 22 dicembre al 5 gennaio al Teatro India

in scena il teatro fisico, frontale di Emma Dante, che si confronta con Le baccanti di Euripide,

ultima tragedia del teatro greco. Corpi seminudi, immagini dissonanti, un testo lontano e terribile

sul confronto fra umano e divino, incarnati nei corpi degli attori. Un lavoro plurale, inquieto,

che porta in scena la violenza delle relazioni fra i sessi. 

Studio da

LE BACCANTI

di Euripide
traduzione di Edoardo Sanguineti

regia Emma Dante

con Viola Carinci, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello,
Jessica Cortini, Eugenia Faustini, Angelo Galdi, Alice Generali, Domenico Luca,
Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno,Naike Anna Silipo

e con le allieve del II°Anno Anna Bisciari, Adele Cammarata, Ilaria Martinelli
assistente alla regia Federico Gagliardi – scene Carmine Maringola

movimenti scenici Sandro Maria Campagna – musiche e arrangiamenti corali Serena Ganci

luci Cristian Zucaro direttore di scena Alberto Rossi – fonico Luca Gaudenzi

sarta di scena Francesca De Rienzo – assistente di produzione Daniela Gusmano

Produzione Compagnia dell’Accademia – Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”

Dal 22 dicembre al 5 gennaio al Teatro India Emma Danteaffronta Euripide portando in scena Studio da LE BACCANTI,nel suo stile fisico, sfacciato, possente, confrontandosi con uno dei testi più sanguinari dell’antica tragedia greca. Lo spettacolo nasce da uno studio svolto come saggio di diploma degli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

Nella tragedia di Euripide, Dioniso, in collera con Penteo che non riconosce la sua natura divina, rende folli le donne tebane che si ritirano sul monte Citerone per celebrare i suoi riti. Insistendo Penteo nel non considerare divino Dioniso, il dio lo invita a travestirsi da donna per andare ad assistere ai riti delle baccanti, che infine, invasate, lo sbranano. Emma Dante sceglie di portare in scena la traduzione di Edoardo Sanguineti, che disegna un lavoro dal profilo plurale e dai meccanismi ben congegnati.Lo spettacolo si apre sulle donne fuggite sul monte, ferine e avvolte in pellicce, pericolose. Sopra di loro, una schiera di teste mozzate. L’anima tribale della messa in scena si viene a delineare lungo lo spettacolo nei corpi seminudi, a tratti sgraziati, nelle immagini fortemente dissonanti, nei sentimenti inquieti che attraversano i personaggi, costruendo una struttura punteggiata di sottolineature che evidenziano il tema della violenza delle relazioni fra i sessi. «In un processo creativo dionisiaco abbiamo cercato di esplorare attraverso il corpo l’ebbrezza e l’euforia che le baccanti ci trasmettevano – racconta Emma Dante – È un’opera straordinaria da cui attinge gran parte della nostra cultura, dalla religione alla letteratura. Un’opera del dio dello strepito di cui gli allievi si sono nutriti». Il lavoro si incentra sulla presenza del coro, con un lavoro intenso e puntuale sulla Parodo e sui quattro stasimi, che ha generato una elaborazione drammaturgica soprattutto visiva.

Lo spettacolo conclude il ciclo di proposte della collaborazione fra il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Infatti, Studio da LE BACCANTI si inserisce nell’ambito del percorso condiviso tra le due istituzioni culturali, che ha visto il Teatro India farsi ospite di tre spettacoli della neonata Compagnia dell’Accademia, con l’obiettivo di sostenere la creatività e il perfezionamento degli allievi neodiplomati attraverso la formazione e il confronto con maestri e registi affermati. Hanno fatto parte di questo percorso:Un anno con tredici lune di Rainer Werner Fassbinder, regia di Carmelo Alù; Tiranno Edipo! da Sofocle, di Giorgio Barberio Corsetti.

Autore: Redazionale

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