“Mario Carbone, il fotografo con la macchina da presa” ad Altrevie per “Il samovar di Ugo G. Caruso”

  

“IL FOTOGRAFO CON LA MACCHINA DA PRESA” 

UN INCONTRO CON MARIO CARBONE IDEATO E CONDOTTO DA UGO G. CARUSO È IN PROGRAMMA GIOVEDÌ 13 DICEMBRE ALLE ORE 21 A ROMA, AL TEATRO ALTREVIE  
(V. CAFFARO,10, ZONA GARBATELLA)
Giovedì 13 dicembre alle ore 21 per “Il samovar di Ugo G. Caruso” è in programma l’imperdibile incontro  dal titolo “Mario Carbone, Il fotografo con la macchina da presa”. Si parte infatti con l’omonimo documentario del 2012 di Giuseppe D’Addino che, parafrasando il titolo del capolavoro di Dziga Vertov del 1929, racconta la singolare vicenda artistica di uno degli indiscussi protagonisti della fotografia e del documentario nell’Italia del secondo Novecento.
Cosentino, classe 1924, Carbone nel dopoguerra si trasferì giovanissimo prima a Napoli, poi a Milano ed infine a Roma, dividendosi appunto tra la sua passione per la fotografia e il suo mestiere di documentarista.
La fuga dalle campagne e l’occupazione delle terre, l’industrializzazione e le lotte operaie ma anche le avanguardie artistiche cui era legato da motivi di vicinanza culturale, sono i temi principali della sua opera.
Il suo approccio etnografico alla realtà e la sua visione moderna ed innovativa del ruolo del regista lo porteranno ad essere scelto come  partner artistico ideale da Carlo Levi per il suo ritorno in Lucania nel 1960 e da Cesare Zavattini per “I misteri di Roma” nel 1963.
Ma sarà pure accanto a Beppe Ferrara per un reportage in India prodotto dall’Eni ed autore di uno straordinario servizio sulla drammatica alluvione di Firenze del 1966, insieme a Vasco Pratolini e Giorgio Albertazzi. Parteciperà all’avventura della Unitelefilm collaborando con i maggiori scrittori e giornalisti dell’epoca e fonderà più tardi con la moglie Elisa Magri, storica dell’arte, la DARC, per la quale realizzeranno pregiate serie per la televisione dedicate alle arti figurative.
La sua curiosità inesauribile lo porterà a filmare le prime provocatorie performances di Marina Abramovic e Ulay e a raccontare l’evolversi delle nuove tendenze artistiche.
All’incontro, introdotto da Francesco Castracane e condotto da Ugo G. Caruso, oltre allo stesso Mario Carbone e al regista del documentario, Giuseppe D’Addino, parteciperanno storici e critici dell’arte e della fotografia, tra quanti hanno seguito e studiato negli anni il lavoro di un testimone eccezionale del nostro tempo, tra questi, il celebre direttore della fotografia, Blasco Giurato che fu suo allievo e la storica dell’arte, Paola Scremin. Se nel corso della sua attività lunga mezzo secolo Mario Carbone è stato insignito dei premi più prestigiosi ed ultimamente intorno ad essa si sono moltiplicati gli eventi espositivi, il suo straordinario archivio foto-cinematografico attende tutt’ora di essere adeguatamente valorizzato in maniera organica.

Autore: Redazionale

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