Dalla Brexit alla Tav: la minestra che puzza come il manico

  

Società

REFERENDUM O REFERTO?

 

Dalla Brexit al TAV: quando la minestra puzza come il manico.

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Nella primavera del 2016 pochissimi potevano immaginare la vittoria di Trump. Qualcuno, in quei giorni, prefigurò nell’ordine: Brexit, Trump e affondamento di Renzi (nel referendum!), L’elettorato sulle due sponde dell’Atlantico aveva capito che il marcio è nella politica, ma non sempre il popolo è nelle condizioni di poter scegliere bene. O forse il mestolo (la politica) è marcio, ma la società forse già puzza un po’.

La strabiliante vicenda Brexit dimostra che la “volontà popolare” non è, di per sé, garanzia di buoni risultati politici, soprattutto se chi si appella al popolo non ha le idee chiare. Nel chiamare il popolo al referendum, l’incauto Cameron non ha dato agli inglesi la evidenza degli effetti pratici della sconfitta del suo “remain”. L’incredibile è che lui, favorevole all’Europa, non ha neanche lontanamente capito  in quali enormi difficoltà si sarebbero trovati i suoi nemici: un salto nel buio, che se ben stigmatizzato prima, lo avrebbe certamente fatto vincere al referendum. Scomparso Cameron è apparsa la May, che basta guardarla bene, per capire che non è più intelligente del suo predecessore.

In Italia si parla di fare un referendum sulla TAV. Ora anche Toti vuole il suo referendum, per fare approvare il ponte di Genova. Non entriamo nel merito tecnico, ma le proposte referendarie hanno dell’incredibile, un’opera che si vuole sbloccare avrebbe un allungamento dei tempi (elettorali) insostenibile. Ma soprattutto sarebbe una dichiarazione di incapacità politica. Sovviene la fantasia di un ufficio tecnico di una grande città siciliana: accettò per buono l’assegno di linea e livello (inesistente in concessione!), per come stabilito da un’assemblea di una cooperativa edilizia. Il popolo (tecnico) sovrano.

Fero, fers, tuli, latum, ferre: portare. Forse il verbo latino, nella sua multiforme irregolarità, contiene il vulnus dell’assurdo. Pare che il termine referendum provenga appunto da questo vocabolo, in quanto questo “plebiscito” dovrebbe “riportare” la sua volontà. Ma forse, per la politica europea, potrebbe usarsi un altro termine proveniente da “fero”: referto. Nel caso della politica continentale si teme che il referto possa diagnosticare un… elettroencefalogramma piatto.

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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