“Mirandolina” per voce sola al Teatro del Canovaccio di Catania

  

“Mirandolina” per voce sola al Teatro Canovaccio di Catania

Il secondo appuntamento con la nuova stagione del Teatro del Canovaccio vede in scena “Mirandolina”, tratto da “La Locandiera” di Carlo Goldoni e riadattato e diretto da Nicola Alberto Orofino. Archetipo di donna forte, dominatrice, sicura e volitiva, Mirandolina è una vera rivoluzionaria: non vuole sposarsi, vuole godersi la propria libertà e a innamorarsi non ci pensa nemmeno. Lei, infatti, vuole avere tanti amanti, ma solo per vincerli e abbatterli, perché sono loro i peggiori nemici della donna, e la donna è la miglior cosa che madre natura abbia mai prodotto. Mirandolina si presenta cosi, anche se poi, alla fine, rinuncia ai propri propositi, si sposa e rinnega così quel programma politico e femminista annunciato al primo atto: una vera debàcle, un passo indietro che dichiara fallimento su tutti i fronti, senza mai svelare veramente le ragioni di questo cambio di stato. La storia che Carlo Goldoni ci riferisce nella sua Locandiera, per la prima volta in scena nel lontano 1753, ci viene raccontata nell’inconfondibile stile leggero, ironico e sagace di cui Messer Carlo era l’ideatore. Mirandolina in un’ottica illuminista (e maschilista) appassiona, stupisce, incanta, seduce. Fa ridere, e anche molto, il pubblico del tempo, poiché i nuovi valori di libertà e razionalità, la fiducia incondizionata nel progresso economico e commerciale, l’esaltazione di una nuova umanità liberata dalle incrostazioni del potere e fondata sul rispetto dei diritti naturali, riguarda soltanto il genere maschile. Le donne dovranno infatti aspettare ancora qualche tempo prima di poter affermarsi a pieno titolo come soggetti capaci di rivendicare diritti. E quando Goldoni in questa storia ci tratteggia una donna che tenta la scalata libertaria e ribelle, lo fa (e non potrebbe essere altrimenti) con lo sguardo del maschio del tempo, e ne ride. Tanto è vero che fa poi pentire la sua protagonista, annientandola, schiacciandola, umiliandola. E oggi? Com’è possibile leggere questa storia oggi, in un contesto completamente diverso, anzi addirittura opposto a quello in cui questa storia è stata pensata, scritta e messa in scena? Lo spettacolo, partendo da una riscrittura per una sola attrice del capolavoro Goldoniano, intende ragionare sull’universo femminile che ieri come oggi e come sempre, contribuisce in misura determinante alla definizione culturale del nostro vivere. In scena Carmela Buffa Calleo, attrice di rara sensibilità, la migliore possibile per un ruolo di così tale portata umana e teatrale. Adattamento e regia: Nicola Alberto Orofino.

Orario spettacoli

13-14-15 dicembre: ore 21.

16 dicembre: ore 18.

Autore: Redazionale

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