Teatro Argentina di Roma, dal 4 al 16 dicembre, nuove repliche di “Copenaghen” di M. Frayn

  

Teatro Argentina

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COPENAGHEN


di Michael Frayn
regia Mauro Avogadro traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e con Giuliana Lojodice
scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Siavozzi

dal 4 al 16 dicembre

orari spettacolo
prima ore 21.00
martedì e venerdì ore 21.00
mercoledì e sabato ore 19.00
giovedì e domenica ore 17.00
lunedì riposo
durata 1 ora e 50′ compreso intervallo

produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Compagnia Umberto Orsini
CSS Teatro Stabile Di Innovazione del FVG

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Ritorna per il secondo anno sul palcoscenico del Teatro Argentina Copenaghen, spettacolo pluripremiato di Michael Frayn. A interpretarlo lo stesso cast d’eccezione del debutto del 1999, composto da Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti da Mauro Avogadro.
Un thriller politico a tre voci, che indaga l’incontro avvenuto nel 1941 nella Danimarca occupata dai nazisti fra i fisici, il danese Niels Bohr (fondamentali i suoi studi per la struttura atomica e la meccanica quantistica e Premio Nobel nel 1922), e il tedesco Werner Karl Heisenberger (padre del principio dell’indeterminazione e Premio Nobel nel 1932), al cospetto della moglie del primo, Margrethe.

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, i protagonisti parlano di cose successe in quel lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi, e improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr. Il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate tesi: questo è il fulcro intorno al quale ruota la pièce. La struttura con cui vengono enunciate le diverse ipotesi richiama metaforicamente i Principi di Indeterminazione e di Complementarietà della teoria della relatività di Einstein. “Non è possibile una sola verità o una sintesi efficace delle diverse verità, perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto”.

Ufficio Stampa a cura di Amelia Realino

Autore: Redazionale

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