Teatro di Roma. Al Lido di Ostia, il 27 novembre due recite di “La Bella e la Bestia”, testo e regia di M. Zoppello

  

Teatro di Roma

Martedì 27 novembre (ore 9 e ore 11) al Teatro del Lido di Ostia

StivalaccioTeatro porta in scena La bella e la bestia, su testo e con la regia di Marco Zoppello, alla riscoperta della fiaba classica.

Fiaba come luogo quotidiano dove accade il meraviglioso, fiaba come scoperta dell’extra ordinario,

ma soprattutto fiaba come luogo dove le grandi passioni dell’uomo prendono vita.

LA BELLA E LA BESTIA

testo e regia Marco Zoppello
con Sara Allevi e Giulio Canestrelli e con Matteo Pozzobon
scenografia Alberto Nonnato – ideazione e creazione figure Ariela Maggi
costumi Antonia Munaretti – audio e disegno luci Matteo Pozzobon

Produzione StivalaccioTeatro
con il sostegno di OperaEstate Festival, NataTeatro e Fondazione Teatro Civico di Schio

Teatro Ragazzi – dai 6 ai 12 anni

Martedì 27 novembre (in doppia replica ore 9 e ore 11) al Teatro del Lido di Ostia in scena per i più piccoli la fiaba classica La Bella e la Bestia, per la regia di Marzo Zoppello, con Sara Allevi, Giulio Canestrelli e Matteo Pozzobon. Il tema della Bella sedotta dalla Bestia è senz’altro di quelli che più hanno acceso la fantasia di narratori e di artisti. Mutazioni e incontri impossibili, tormenti e quell’irresistibile attrazione per il lato “nero” dell’Amore, sono alcuni degli ingredienti che hanno reso questa storia immortale. Un topos letterario che ricorre in molteplici tradizioni popolari, dall’originale di Gabrielle-Suzanne di Villeneuve passando per Basile, Perrault, Grimm trasformandosi di volta in volta per arrivare alla trascrizione toscana di Italo Calvino: Bellinda e il Mostro.

Per la realizzazione dello spettacolo, la Compagnia ha attinto in libertà a tutta la letteratura ‘mostrifera’, alla tradizione popolare antica di secoli, nella quale si è stratificato un sottobosco di ricordi, leggende e paure. Un fitto bosco di alberi alti e scuri, i cui rami ricurvi, carezzati dai raggi della luna, formano ombre intricate sul terreno. Laggiù, in fondo, ancora più in fondo: una Luce. Un Castello e, in alto, una finestra. Dorme una fanciulla dai biondi capelli, dorme e sogna. Sogna artigli e peli ispidi ma anche splendidi principi e luoghi fatati. Esistono sogni più veri del vero, verosimili come uno specchio…ecco, lo vedo!

Sembra che Lui ci sia, ma non c’è. Dov’è? Chi c’è dentro lo specchio? Lei è Bella. Così bella che tutti la chiamano soltanto: Bella. Ma il castello non è certo il suo, è di Lui. No, non del Principe, ma della Bestia. Così bestia che tutti lo chiamano soltanto: Bestia. Anzi, lo chiamerebbero, se qualcuno lo andasse mai a trovare. Non è cattivo, non è incivile, maleducato, stupido, è semplicemente… Bestia. E come tutte le bestie fa paura. Come fa paura il bosco, come fanno paura le ombre intricate su di un terreno brullo e i castelli sconosciuti. Come fa paura l’amore.  StivalaccioTeatro va alla riscoperta della Fiaba Classica: fiaba come luogo quotidiano dove accade il meraviglioso, fiaba come scoperta dell’extra ordinario, ma soprattutto fiaba come luogo dove le grandi passioni dell’uomo prendono vita.

 

Ufficio Stampa a cura di Amelia Realino

 

Autore: Redazionale

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