Spazio Diamante di Roma. Dal 23 novembre, “La chiave dell’ascensore” di A. Kristof. Regia di F. Arcuri

  

SPAZIO DIAMANTE

Roma

 Dal 23 AL 25 Novembre

“LA CHIAVE DELL’ASCENSORE”

Di Agota  Kristof

Regia di Fabrizio Arcuri (nella foto)

Nella traduzione di Elisabetta Rasy. Con Anna Paola Vellaccio. Allestimento  di Fabrizio Arcuri. Una coproduzione Florian Metateatro/Accademia degli Artefatti.

 #SPAZIODIAMANTE   

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Scritto  nel  1977, La chiave dell’ascensore è  la  storia, drammatica  e  crudele di  una  donna  tenuta  sotto sequestro  dal  proprio  marito  che,  con  l’aiuto  di  un  medico  compiacente,  infierisce  su  di  lei  sottoponendola  a  orrende  mutilazioni.  I  due  uomini  arrivano  al  punto  di  privarla  dell’uso  delle  gambe  e  a  renderla  cieca.  Il  testo  teatrale  si  costruisce  sulla  figura  della donna  straziata,  alla  quale  rimane  solo  la  voce  per  gridare  al  mondo  la sua  orribile  storia  e  denunciare  i  soprusi  subiti.

 L’azione  accade  fuori,  altrove:  la  scena  di  Agota  Kristof  è  un  luogo  di  reclusione,  uno  spazio  chiuso, nel quale  agiscono,  mascherati  da  piccole  situazioni  intimiste,  ampi  cerimoniali  di  tortura  e  messa  a  morte.  Alle  vittime  non  resta  che  una  chance,  nel  claustrofobico  spazio  che  sono  condannate  ad  abitare:  far  sapere  che  c’è  un’altra  versione  dei  fatti.

“Regia,  testo  e  recitazione – afferma Fabrizio Arcuri –  si  incontrano  su  di  un  terreno  che  prevede  il  coinvolgimento  graduale  ma  inesorabilmente  vibrante  dello  spettatore,  per  un  lavoro  che  farà  sicuramente  parlare  di  sé.  Il  soggetto  di  Agota  Kristof  invita  alla  meditazione  più  cruda  su  temi  basilari  come  il  male  e  la  relazione  uomo-donna,  ma  forse  ancor  meglio  permette  di  elaborare  con  profondità  personale  ed  aperta  l’universale  del  bene  e  la  sua  impegnativa  ricerca.” 

Ágota  Kristóf,  nata  nel  1935  a  Csikvánd,  un  villaggio  dell’Ungheria  nel  1956,  in  seguito  all’intervento  dell’Armata  Rossa  per  soffocare  la  rivolta  popolare  contro  l’invasione  sovietica,  fugge  con  il  marito  e  la  figlia  in  Svizzera  e  si  stabilisce  a  Neuchâtel,  dove  vivrà  fino  alla  morte.  Non  perdonerà  mai  al  marito  la  decisione  di  allora,  presa  per  paura  di  essere  arrestato  dai  sovietici,  tanto  che  in  una  intervista  dirà:  «Due  anni  di  galera  in  Urss  erano  probabilmente  meglio  di  cinque  anni  di  fabbrica  in  Svizzera». 

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Spazio Diamante  Via Prenestina 230   Info e prenotazioni: dal lunedì al venerdì ore 9-18

promozioni@salaumberto.com   tel. 06.6794753 orario spettacoli: serali ore 21, pomeridiana ore 17

Ufficio stampa brizzi comunicazione-Monica Brizzi 3345210057   

Aggiornamento a cura di Luisa Mariani

Autore: Redazionale

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