Un anno fa in difesa dei ‘Guardiani del Galaxy’ a Primavalle

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Un anno fa lo storico del cinema Ugo G. Caruso fu invitato in qualità di relatore all’incontro ‘Un futuro senza cinema?’. Pubblichiamo con piacere le riflessioni à côté del convegno inserite sul suo profilo facebook.

 

UN ANNO FA IN DIFESA DE “I GUARDIANI DEL GALAXY” A PRIMAVALLE

I CINEMA COME LUOGHI DELLA MEMORIA. LA MAPPA PERDUTA DELLE SALE ROMANE NEI RICORDI DI UNO SPETTATORE OSTINATO

 

Sollecitato simpaticamente dai Guardiani del Galaxy, venerdì 17, alla Biblioteca “F. Basaglia“ di Roma, a partire dalle ore 16, nella mia relazione introduttiva che aprirà l’incontro intitolato “Un futuro senza cinema?” ripercorrerò sul filo dei ricordi la mia ultraquarantennale avventura nelle sale cinematografiche romane, un mondo in gran parte scomparso oppure fortemente mutato, al punto da essere spesso irriconoscibile. Quello che, provenendo da Cosenza, mi appariva alla fine del 1974, data d’inizio della mia “second life” a Roma e della vicenda universitaria, era un panorama ricco, vario, direi sterminato di circa 150 sale disseminate lungo una superficie immane per un giovane provinciale quale ero, situate spesso in quartieri lontanissimi e dai nomi bizzarri che componevano tutti insieme un labirinto attraente e sgomentevole da esplorare con i già inadeguati mezzi pubblici romani, essendo io all’epoca sprovvisto di automobile.

Capii ben presto che c’erano le sale di prima visione, principalmente situate in centro, poi quelle di seconda visione nella cerchia dei quartieri circostanti, poi le residue terze visioni, un tempo numerosissime, prevalentemente in periferia e ancora i cinema d’essai, un pò ovunque, che cambiavano titolo ogni giorno e la rete capillare delle sale parrocchiali che negli anni ’50 poteva contare un centinaio di esercizi e poi i cineclub, i cineforum, i cinecircoli, le associazioni culturali e gli istituti esteri, un tempo attivissimi ed altri soggetti ancora meno definibili nelle categorie appena dette. Abituato ed allenato già durante l’infanzia e l’adolescenza cosentine a frequentazioni intense della sala buia, fui felice di tuffarmi in questo oceano e di esplorarne l’inesauribile arcipelago arrivando a vedere per molti anni anche tre film al giorno, spostandomi freneticamente da un capo all’altro della città, dapprima da solo, in seguito anche insieme a compagni d’avventura conosciuti sul campo.

Ovviamente, data la peculiarità tipica del cinema conobbi falangi di tipi bizzarri, cinephiles, attratti dallo schermo illuminato come falene e fui protagonista e testimone di situazioni buffe e insolite. Gli aneddoti a riguardo potrebbero costituire tema per gustosi memoriali. Finchè iniziai a frequentare anche le anteprime per la stampa, le proiezioni riservate ai giurati dei premi, le kermesse riservate agli esercenti e ovviamente i festival in tutt’Italia e anche fuori. Per caso dopo alcune esperienze radiofoniche mi ritrovai a scrivere di cinema, prima per diletto su riviste di critica poi professionalmente ed infine a svolgere la professione di cinecritico in vario modo, nei giornali, su riviste, nell’editoria, in radio e in televisione, come consulente di enti pubblici, collaborando con istituti esteri in Italia.

A questa attività molto intensa seguì quella di storico del cinema e poi di filmologo.
Sul finire degli anni ’90 quando compresi che il panorama era radicalmente cambiato e non c’era più spazio per la critica, ormai totalmente fagocitata dall’informazione, saturato dai nuovi scenari con grande sorpresa di amici e colleghi, dismisi i panni del critico, lasciai ogni impegno professionale e recuperai pienamente le mie altre passioni mescolandole al cinema in una felice e feconda convivenza. Da allora ancor più di prima mi dedico alla parte di cinema che più mi piace e quindi oltre a frequentare festival e kermesse d’ogni genere lavoro con regolarità all’organizzazione di eventi, rassegne, retrospettive e curo apposite rubriche in riviste online e sui social network.

Dopo gli “early days” cosentini, la frequentazione delle sale romane coincide per gran parte con la mia biografia professionale. E a differenza dei miei ex colleghi che ormai si fanno inviare dvd o link in modo da vedere comodamente il film a casa propria, lasciando le affollate anteprime a stuoli di nuovi cinecritici peones, ostinatamente io continuo, insieme ad altri tipi di fruizioni più contemporanee, a frequentare la sala buia. Nel pur breve tempo concessomi rievocherò quel mondo da cui sono stato attratto sin da bambino e che continuo, pervicamente ad abitare. Oggi lo stesso è fortemente minacciato, sempre più ridotto e marginale, al punto di essere minacciato di estinzione. Ma forse, non so, ancora qualcosa di può fare. E in tal caso si deve fare, perchè a dispetto delle tecnologie e dei nuovi modi di fruizione un mondo senza cinema sarebbe irrimediabilmente più brutto. Direi invivibile. Anche per questo è giusto e necessario non lasciare nulla d’intentato, pur con i nostri pochi mezzi e le nostre sparute forze di fronte ad un rivolgimento epocale e planetario. Questa sarà l’utopia che elaboreremo insieme venerdì con ‘I Guardiani del Galaxy’ e con chi voglia unirsi sotto la bandiera del cinema-sala.

Autore: Redazionale

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