Perché spiegare la Sicilia e soprattutto perché proprio agli Eschimesi?

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Perché spiegare la Sicilia e soprattutto perché proprio agli Eschimesi?

La famiglia di eschimesi è seduta in prima fila. Fortunatamente questa sera non mangiano pesce crudo. Padre, madre, figlio e una foca al guinzaglio, eccezionalmente fatta entrare dalla signora Ferro, sorridente e comprensiva, sono allettati dal titolo dello spettacolo: “La Sicilia spiegata agli eschimesi” e dalla presenza del cantante Mario Venuti, celebre anche in Alaska e in Groenlandia.

Lo spettacolo, una stand-up comedy di e con Cappellani nel suo consueto stile sardonico, satireggiante e ironizzante o giù di lì, inaugura la terza stagione del Teatro Mobile. Impegnati in scena uno scrittore, un attore, un’attrice, un cantante. Gli attori leggono, lo scrittore parla della Sicilia e dei siciliani alla famiglia eschimese-campione in prima fila. Il cantante episodicamente suona la chitarra e canta. Nonostante un corso accelerato di Italiano, i poverini sono in grande difficoltà. Non capiscono bene alcuni termini come “dominazione straniera” o “mafia” o ancora “corruzione dei politici” “fanatismo religioso e paganesimo della festa di Sant’Agata”, “poche letture” e altre amenità sciorinate con la raffinata nonchalance della sua erre moscia dallo scrittore, sghignazzante e vagante tra un divano verde e le tavole del proscenio, inquieto e traboccante di imprecazioni di classica matrice sicula.

Basti per tutti l’ormai consacrato “M…a” grazie al quale noi siciliani (vanto e orgoglio) siamo ormai celebri in tutto il mondo, anche tra gli eschimesi, che infatti non ridono più all’arcinoto bisillabo. Tra una spiritosa citazione e l’altra e qualche irridente delazione documentata di ex Assessori alla cultura, emergono voci e volti di uno scenario frastagliato. Dal rasoio Cappellani non si salva neanche Goethe. Altro che Occam! Su tutti troneggia l’effigie di Camilleri che sembra ormai essere l’unica fonte di saggezza del popolo siciliano. Gli eschimesi spalancano gli occhietti a mandorla: Montalbano!! Hanno riconosciuto il padre del loro commissario preferito.

Il quadro generale però rimane pesante e i poveri eschimesi stanno per soccombere. Aggrottano la fronte nel tentativo di comprendere e sostenere la spiegazione. Sorridono solo quando Mario Venuti canta le sue belle canzoni. Si sa la musica è linguaggio universale… Finalmente a risollevare il morale dei malcapitati giunge in palco, niente po’ po’ dimeno che (un omaggio al grande Mario Riva) per la prima volta in scena, il regista Guglielmo Ferro in persona, sollecitando in una gag di vago sapore goliardico Ottavio Cappellani a dargli del “coglione” (altro termine celebre nella tundra anche tra alci e renne), ma lo scrittore insiste per essere lui ad esserne insignito. Finiranno per darsi del coglione reciprocamente e in contemporanea. Questa magica parola finalmente ridà il buonumore alla famiglia che ne conviene. Hanno capito? Forse.

Il resto è silenzio” diranno all’uscita, citando Shakespeare, un trascurabile drammaturgo che non spiega nulla, ma si fa capire molto bene… persino dagli Eschimesi.

LA SICILIA SPIEGATA AGLI ESCHIMESI

di Ottavio Cappellani

Regia Guglielmo Ferro

Con Ottavio Cappellani, Mario Venuti, Francesca Ferro, Guglielmo Ferro, Plinio Milazzo, Francesco Maria Attardi

Musiche dal vivo Mario Venuti

Video Film Making Arts Francesco Maria Attardi

Al Teatro ABC di Catania

Autore: Anna Di Mauro

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