‘Un sogno chiamato Florida’: quando la realtà si trasfigura

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‘Un sogno chiamato Florida’: quando la realtà si trasfigura

Al grido di Moonee e Scooty attraverso la voce di Dicky, ha inizio la pellicola, dove i tre bambini, che vivono in un motel nei pressi del Walt Disney World in Florida, trascorrono le giornate combinando scorrerie contro diversi bersagli. Proprio durante una di queste “avventure”, conoscono Jancey, nipote di una donna la cui auto è oggetto degli sberleffi dei protagonisti.

Al momento della resa dei conti, Halley, madre di Moonee, una giovane dal passato difficile, è indulgente nei confronti dei comportamenti della figlia. Dopo l’accaduto Moonee e Scooty, a seguito della partenza di Dicky che ha terminato le sue vacanze, stringono amicizia con Jancey che diventa compagna delle loro incontrollate avventure quotidiane. Durante una di queste esplorazioni, con movimenti e atteggiamenti quasi da adulti per l’assenza di qualcuno che li sorvegli e per l’intraprendenza mostrata, i tre bambini incendiano un motel abbandonato. Questo episodio porta alla dura separazione, per volontà Ashley, madre di Scooty, dei due bambini per evitare che ci possano essere ripercussioni per l’accaduto e soprattutto per via dell’assenza del controllo di Halley mentre l’altra donna lavora.

Nonostante le difficoltà del contesto, Ashley sceglie la via del duro lavoro, del sacrificio, dell’abnegazione per poter permettere un futuro migliore a Scooty, mentre Halley, per pagare l’affitto, attua degli espedienti come la vendita di profumi dalla griffe fasulla nei parcheggi di hotel o resort di lusso. A seguito del sequestro dei prodotti, la giovane madre per pagare le spese decide di prostituirsi chiudendo la figlia nel bagno durante gli incontri. Nel motel i suoi movimenti sono notati da tutti i coinquilini, ma anche da Bobby, supervisore dell’hotel.

A seguito di un furto ai danni di un cliente di Halley, Bobby esorta la ragazza a smettere con questi affari. Questo la porta, a causa della penuria di soldi per pagare l’affitto, a chiedere aiuto a Ashley che la rimprovera per i suoi comportamenti, mandando su tutte le furie la madre di Moonee al punto da pestare la sua ex-amica in presenza del figlio Scooty. Nonostante l’apparente rifiuto verso i rimproveri di Ashley, il giorno seguente Halley ripulisce sommariamente la stanza e si libera della scorta di cannabis regalandola a un’addetta della lavanderia del motel che l’abbraccia rassicurandole che tutto andrà bene: un rarissimo momento in cui la giovane madre riceve conforto e calore umano da qualcuno. Successivamente porta Moonee a pranzo nel ristorante di un lussuoso resort, facendo mettere la spesa in conto alla camera 323, numero che corrisponde a quella del suo modesto alloggio.

Willem Dafoe in ‘Un sogno chiamato Florida’

Al rientro da questo giornata, alla porta della stanza ci sono la polizia e gli assistenti sociali che devono indagare a seguito del giro di prostituzione in cui è coinvolta Halley e, in attesa delle indagini, Moonee viene affidata a una famiglia. La bambina, sentendosi in trappola, scappa dall’unica amica che si ritrova, Jancey con cui, per la prima volta nel film, piange, simbolo della fine del sogno/realtà che ha vissuto. Le due bambine scappano nel Walt Disney World dirigendosi verso il castello dei cartoons, in fuga dal mondo reale, in cerca di un nuovo sogno.

Suggestivo è il colore del motel, rosa confetto, uno sfondo da sogno, quello che vive Moonee. La bambina si trova in suo microcosmo fatto di avventure, di una cruda realtà trasformata, attraverso la fantasia, in un mondo perfetto. Microcosmo ben simboleggiato dagli oggetti della piccola stanza in cui vive con sua madre: giocattoli, cibo spazzatura e vestiti.

Le inquadrature del film mirano a rappresentare il senso psichico del microcosmo; costanti e ripetitive sono le riprese del motel nelle sterpaglie, quasi a voler far conoscere, a rendere familiare allo spettatore il mondo della bambina, il suo punto di vista. La fotografia è suggestiva, tra i momenti più interessanti possiamo citare la fine della giornata in cui Bobby fuma una sigaretta e lo stabile di cui è custode si intravede sfumato, quasi a voler evidenziare il distacco dalla giornata lavorativa, ma anche l’estemporaneità del luogo. Altra immagine indelebile è il primo piano di Moonee quando piange, negli ultimi atti del film, dove viene messa in luce la fine del suo sogno.

Toccante, ma anche molto significativo, è il saluto, in presenza degli assistenti sociali, tra Moonee, Scooty e Ashley, soprattutto l’abbraccio tra la ragazza e la bambina, una sorta di gesto di conforto, ma anche di addio e di timore per la sorta che le toccherà.

UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 2017
  • REGIA: Sean Baker
  • ATTORI: Willem Dafoe, Bria Vinaite, Brooklynn Prince, Valeria Cotto, Christopher Rivera, Caleb Landry Jones, Macon Blair, Sandy Kane
  • PAESE: USA
  • DURATA: 111 Min
  • DISTRIBUZIONE: Cinema Distribuzione

 

Autore: Marco D'Alessio

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