A Catania “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”: 200 capolavori a Palazzo Platamone

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Percorsi e segreti dell’Impressionismo” si è aperta il 20 ottobre per restare aperta fino al 21 aprile 2019 nei prestigiosi spazi museali del Palazzo Platamone di Catania

La mostra, a cura di Vincenzo Sanfo, Fiorella Minervino e con un testo in catalogo di Maïthé Vallès-Bled, è un progetto di Sicilia Musei in collaborazione con Dietro le Quinte e Diffusione Italia International Group, con il patrocinio del Comune di Catania e con la collaborazione del Musée d’Agen. Le mostre, che nel tempo sono state dedicate agli impressionisti, sono sempre state realizzate attorno ai nomi di Pissarro, Degas, Monet, Renoir e Manet. “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, pur presentando questi grandi artisti è la mostra più completa, mai realizzata in Italia su questo movimento. Per la prima volta si potranno ammirare i lavori di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo. L’esposizione farà scoprire tutte le ricerche che questi artisti portarono avanti in un’epoca di grandi sconvolgimenti, dalla pittura ad olio al pastello, dalla ceramica alla scultura, dal disegno alla grafica; sconvolgimenti che costrinsero gli impressionisti ad inventare nuove tecniche di stampa e nuovi metodi espressivi. In mostra vi sarà un ampio panorama delle tecniche usate da questi artisti che si trovarono a dover combattere con un nemico temibile, subdolo e mai affrontato in precedenza da altri: “la fotografia”, che con la sua forza prorompente cambiò la concezione della pittura. L’impressionismo accettò inconsapevolmente la sfida della fotografia divenendo, suo malgrado, la spinta propulsiva e liberatoria dell’arte del ‘900 e dei secoli a venire. Il progetto per la città di Catania parte dalle opere di Ingres, Delacroix, Courbet, Corot, Millet, che dal realismo alle bucoliche espressioni della scuola di Barbizon dettarono i canoni di un gusto estetico che trovò nella pittura “en plein air” la sua giusta dimensione per arrivare infine alla rivoluzione impressionista. L’esposizione presenta in un percorso straordinariamente unico quasi 200 capolavori. 

Scrive Vincenzo Sanfo: “Questa mostra e queste opere prendono la mossa dalla grande stagione dell’Impressionismo che, sul finire del 1800, sconvolse il mondo dell’arte portando di fatto, la pittura, la scultura ma soprattutto le tecniche dell’incisione e del disegno, verso nuove strade e nuove prospettive. Gli artisti si trovarono così liberi da dogmi e stili preordinati e preconcetti che da un lato avevano dato loro la possibilità di rivelare grandi personalità ma dall’altro ne avevano nel contempo bloccato la creatività. Dopo il ciclone impressionista l’arte non sarà più la stessa e agli artisti si apriranno mondi nuovi; la fantasia, non più schiava del tecnicismo accademico permetterà di far spaziare la mente in modo libero, creativo nella pittura ma in particolare nell’uso inedito e contraddittorio della tecnica dell’incisione. Pensando alla pittura impressionista, abitualmente abbinata nell’immaginario collettivo ad una festa del colore e della luce, può sembrare antitetico e poco pertinente parlare della rivoluzione della tecnica dell’incisione. L’incisione e il disegno, abitualmente apparentati nella opposizione del bianco e del nero, possono sembrare poco consoni all’idea che normalmente si accredita alla pittura impressionista. Bisogna però pensare che proprio in quegli anni nasceva la tecnica della fotografia che condizionerà in maniera irreversibile tutta l’arte rendendo inutile molta parte della pittura descrittiva e realista dell’epoca e, in primis, toglierà alla tecnica dell’incisione il lucroso primato nella riproduzione delle opere d’arte, sino ad allora usata per divulgazione a mezzo stampa. L’arrivo della fotografia sostituirà l’incisione con la riproduzione fotografica più fedele e facile da utilizzare.”

Autore: Redazionale

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