Teatro Franco Parenti Milano | ‘Opera panica – Cabaret tragico’ di A. Jodorowsky 31 ottobre – 11 novembre

  

Opera panica

Cabaret tragico

31 ottobre – 11 novembre 2018

di Alejandro Jodorowsky
traduzione di Antonio Bertoli
con Valentina Picello, Loris Fabiani, Christian La Rosa, Fabrizio Lombardo
e con i DUPERDU (Marta Maria Marangoni e Fabio Wolf, autori e interpreti delle canzoni originali)
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
costumi Gianluca Sbicca

produzione Teatro Franco Parenti
Spettacolo vincitore NEXT Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2016/2017

Sala tre, durata 1 ora e 40 minuti

Un testo divertente, assurdo, violento e politico sulla ricerca della felicità. Niente moralismi, solo la grande poesia di Jodorowsky.

Dopo Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto e Bull di Mike Bartlett, Fabio Cherstich che dirige spesso anche opere (l’ultima Figaro – Opera camion è stata prodotta dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Massimo di Palermo), si mette in gioco con un testo del grande scrittore, drammaturgo e regista cileno.

E come in una partitura senza regole e visionaria il regista friulano alterna una selezione delle 26 mini-pièce tra songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e video-pantomime, originali, colorate, dinamiche, esilaranti. Non c’è trucco, non c’è inganno: tutto è rigorosamente dal vivo.

Inevitabile rimanere sedotti e spiazzati dalla comicità e dal paradosso di un’umanità incastrata nella sua stessa esistenza.

«È un testo che ho conservato gelosamente dentro a un cassetto come un sogno da molti anni, da quando ho incontrato Antonio Bertoli, amico e traduttore di Jodorowsky che mi ha regalato la versione ciclostilata del testo dicendomi: “una volta letto non potrai più farne a meno”. Aveva ragione. A distanza di 16 anni da quell’incontro lo metterò finalmente in scena. Lo spettacolo è pensato come un pastiche indisciplinato e visionario, un cabaret tragicomico come la nostra esistenza. Sul palco si alternano una selezione delle 26 mini-pièce che compongono il testo originale con songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e alcune video-pantomime. Quattro attori interpretano i tanti personaggi protagonisti del testo, accompagnati dalla musica composta ad hoc ed eseguita dal vivo dal duo di musicisti milanesi Duperdu. Durante la preparazione dello spettacolo ho incontrato Jodorowsky a Parigi per parlare con lui del testo e mi è rimasta impressa una frase che mi ha detto citando il suo manifesto per un teatro panico “I romani dicevano Io indicandosi la pancia. Per loro il cervello era solo un congelatore delle idee che nascono calde all’altezza dell’ombelico. Il teatro si esprime con l’inconscio. Bisogna permettere ad esso di fluire in scena con la stessa libertà con cui sgorgano i sogni.”»


Fabio Cherstich

Autore: Redazionale

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