Piccolo Teatro di Milano | “Uomini e no”, regia di Carmelo Rifici, dal 13 al 23 novembre

  

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Piccolo Teatro Studio Melato

UOMINI E NO

Lo spettacolo è stato pensato – spiega il regista Carmelo Rifici – «per dare a un gruppo di giovani l’opportunità di mettersi alla prova su una drammaturgia di Michele Santeramo e tratta dal romanzo pubblicato da Elio Vittorini nel 1945». Il testo racconta le vicende di un gruppo di partigiani durante l’occupazione nazifascista di Milano.

Durata: due ore e 18 minuti compreso intervallo

Diretto da Carmelo Rifici, Uomini e no è stato pensato e creato – spiega il regista – «per dare a un gruppo di giovani attori l’opportunità di mettersi alla prova in un repertorio non tradizionale, con una drammaturgia scritta da Michele Santeramo e tratta dal romanzo che Elio Vittorini pubblicò nel 1945».
Ambientato a Milano tra la primavera e l’autunno del 1944, il testo racconta le vicende di un gruppo di partigiani impegnati in una serie di azioni di contrasto all’occupazione nazifascista della città. «La scelta di Uomini e no – continua Rifici –, condivisa con Stefano Massini e Sergio Escobar, si inserisce nella proposta di drammaturgia contemporanea del Piccolo Teatro. Eravamo interessati a un testo che parlasse di Milano e fosse anche fertile terreno di lavoro sulla lingua italiana, dal momento che doppiaggio, cinema e tv hanno spesso snaturato il rapporto delle ultime generazioni di attori con la lingua letteraria. Milano è il luogo realistico e metaforico insieme in cui svolgono sia gli eventi storici narrati sia la vicenda umana di Enne 2, il protagonista – dietro al quale si intuisce il pensiero dello stesso Vittorini – impegnato a combattere contro un se stesso sempre meno umano».
I protagonisti di Uomini e no sono ragazzi intorno ai vent’anni, scaraventati nella tragedia della guerra civile, in un mondo reso talmente caotico dal conflitto. Eppure, incredibilmente, gli eventi tragici da cui sono travolti regalano a quei giovani una sorta di stupore.

«I venticinquenni di oggi– conclude Rifici – hanno quello stesso stupore? Volevo che recuperassero un elemento immaginifico, antico, scaturito da una realtà storica che dovrebbe ancora toccarci. Vittorini ci aiuta a riscoprire una sorta di meraviglia, nell’amore, nell’amicizia, nei rapporti umani, che apparteneva a un’epoca così complessa come la prima metà del Novecento ma oggi è inesorabilmente andata perduta».
All’uscita del romanzo Elio Vittorini fu oggetto di forti critiche, a partire dal titolo stesso che sembrava dividere le due parti coinvolte nel conflitto in “umana” e “disumana”. In realtà l’opera di Vittorini, tutt’altro che banalmente manichea, è complessa, a tratti ambigua, e perciò estremamente attuale.
«Il testo – conclude Rifici – ha il dono di mostrare il contagio della violenza, malattia che ammorba entrambe le fazioni nella direzione di una pericolosa somiglianza. Oggi è molto difficile rintracciare contrapposizioni ideologiche tanto estreme: purtroppo quel germe di indifferenziazione cui allude Vittorini è esploso in tutta la sua evidenza».

Platea:
Intero € 33,00 | Ridotto giovani e anziani € 21,00 | Bambini € 12
Balconata:
Intero € 26,00 | Ridotto giovani e anziani € 18,00 | Bambini € 12

L’acquisto dei biglietti e degli abbonamenti a prezzo ridotto riservati ai bambini fino ai 12 anni, ai giovani under 26 e agli anziani over 65 si può effettuare esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Strehler (largo Greppi, M2 Lanza) oppure tramite biglietteria telefonica al n. 02.42.41.18.89.
On line si possono acquistare soltanto i biglietti a prezzo intero oppure accedere alle eventuali promozioni in corso.

Informazioni e prenotazioni
Servizio telefonico 02.42.41.18.89
da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17.
Teatro Strehler
da lunedì sabato 9.45-18.45 continuato; domenica 13-18.30
Nelle serate di spettacolo la prevendita dei biglietti è sospesa a partire da un’ora prima della rappresentazione

Autore: Redazionale

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