‘La scortecata’ di Emma Dante al Teatro India di Roma 30 ottobre – 11 novembre

  

La scortecata

Teatro India, 30 ottobre ● 11 novembre 2018

‘La Scortecata’

liberamente tratto da lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
testo e regia Emma Dante
con Salvatore D’Onofrio, Carmine Maringola
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro

orari spettacolo
ore 21.00
8 novembre ore 19.00
domenica ore 18.00

produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo
in collaborazione con Atto Unico, Compagnia Sud Costa Occidentale

Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille di Giambattista Basile, noto anche col titolo di “Pentamerone” (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate, che prendendo spunto dalle fiabe popolari elabora un mondo affascinante e sofisticato. La scortecata è “lo trattenimiento decemo de la iornata primma” e narra la storia di un re che si innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Emma Dante riscrive e dirige la fiaba ambientandola in una scena completamente vuota ed affidando a due uomini il ruolo di due personaggi femminili, come nella tradizione del teatro settecentesco.

Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro misera vita inscenano la favola con umorismo e volgarità, e quando alla fine non arriva il fatidico “e vissero felici e contenti”, la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Il dialetto napoletano dei personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani a delineare una morale forte e sempre attuale: “il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia. Ma, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si dà a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa”.

Autore: Redazionale

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