“Avevo un bel pallone rosso” regia Carmelo Rifici – dal 30 ottobre al 4 novembre al Piccolo di Milano

  

Avevo un bel pallone rosso

nuovo allestimento del testo di Angela Dematté

dal 30 ottobre al 4 novembre 2018

Piccolo Teatro Studio Melato

Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo

Un padre, una figlia. Lei è Margherita Cagol, ragazza cattolica nata in una città di montagna, diventata in pochi anni leader delle Brigate Rosse – nome di battaglia Mara –. Lui è suo padre, che la ama di un amore assoluto. Torna in scena il testo di Angela Demattè diretto da Carmelo Rifici.

«…Avevo un bel pallone rosso e blu, ch’era la gioia e la delizia mia. S’è rotto il filo e m’è scappato via, in alto, in alto, su sempre più su. Son fortunati in cielo i bimbi buoni, volan tutti lassù quei bei palloni». Così scriveva la piccola Margherita Cagol nei suoi quaderni di bambina, a Trento, prima di diventare Mara, la brigatista rossa, moglie di Renato Curcio, uccisa in uno scontro a fuoco con la polizia.

Dopo essere stato applaudito in Francia, Svizzera, Lussemburgo e Belgio per quattro stagioni, Avevo un bel pallone rosso torna in scena in una nuova edizione, nel 50° anniversario del 1968. «Lo spettacolo parla di un padre e di una figlia che si amano – spiega Angela Dematté –. C’è una cosa che ci fa tremare, oggi, alla vigilia della nuova ripresa dello spettacolo. Perché Margherita Cagol era una terrorista».
«La storia delle BR – continua Rifici – è un pretesto usato dall’autrice per addentrarsi in un terreno più fecondo e misterioso: quello delle relazioni umane profonde e dell’impossibilità di quella relazione».

 

Autore: Redazionale

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