Palco Off Catania | Teatro del Canovaccio | ‘Sugnu o non sugnu 2.0’ 25-29 ottobre

  

Settima Rassegna Teatrale Palco Off Catania
Teatro Del Canovaccio, via Gulli 12- Catania

25/26/27//29 ottobre alle 21.00/ domenica 28 ottobre alle 18.00 “SUGNU O NON SUGNU 2.0”

 

Giovedì 25 ottobre, alle ore 21.00, al Teatro del Canovaccio, si alza il sipario sulla settima stagione teatrale di Palco Off con lo spettacolo Sugnu o non Sugnu 2.0, per la regia di Nicola Alberto Orofino, di e con Francesca Vitale e con Francesco Foti e Daniele Bruno.

Sugnu o non Sugnu2.0, che ha già debuttato a Catania e a Milano due anni fa, quest’anno ritorna in una nuova edizione e con una riscrittura. Da qui nasce la dicitura 2.0:una nuova evoluzione, sia della storia, sia dei due protagonisti.

Francesca Vitale, attrice e autrice dello spettacolo, vuole così suggerire che il teatro è un luogo di scambio in continua trasformazione.

Sugnu o non sugnu 2.0 racconta la storia di una affiatata coppia, William e Anne e delle loro consuetudini all’interno della loro casa di Stratford; ogni notte i due si intrattengono ripercorrendo la loro vita inevitabilmente intrecciata con le importanti e numerose storie create dal marito drammaturgo. Anne Hathaway è una moglie attenta e ama quest’uomo, che al tempo stesso rimprovera perché ha consegnato al mondo, attraverso la scrittura, i segreti e le sensazioni anche più intime di coppia; ma allo stesso tempo lo sprona e incoraggia, dopo tre anni di assoluto riposo, a riprendere la penna e tornare a dare vita alla sua fantasia.

Idue attori improvvisano così una notte insonne dei coniugi Shakespeare, rivelando le vere origini del Bardo… perché, forse, Shakespeare era siciliano! Una tematica basilare dello spettacolo è infatti l’adozione di uno Shakespeare siciliano, attraversola storia sulle sue origini che si è ricostruita da più parti negli ultimi tempi: e così questo nostro Shakespeare ha le caratteristiche caratteriali di un siciliano e un improvvisato dialetto del 500.

Uno spettacolo divertente e pieno di sorprese che regalerà un ritratto inedito della vita del grande drammaturgo e della sua dolce metà.

Note di regia di Nicola Alberto Orofino

Identità. E’ l’insieme dei caratteri particolari che individuano una persona, una cosa, un luogo, distinguendolo dagli altri. Identità di genere, identità nazionale, identità europea… se ne fa un gran parlare oggi…Il nostro documento di riconoscimento si chiama carta d’identità e contiene i dati strettamente personali di ciascuno. Si dice poi stabilire, verificare, scoprire, riconoscere l’identità di qualcuno. Operazione non sempre facile. In molti casi la ricostruzione è ardua. In un solo caso è ardua e futile…E’ il caso di quel tale di cui tutti hanno certezza del nome… e basta. A dire il vero qualcuno mette in dubbio anche il suo nome. Di lui non conosciamo nessun dato strettamente personale, ma tutti lo abbiamo studiato, imparato, assimilato in ogni parte del globo terrestre. Qualcuno dice che quel tale ha insegnato a tutto il mondo come comprendere la natura umana. Qualcun altro si è spinto ad affermare che ci ha addirittura inventati, che senza di lui non conosceremmo l’umano come lo comprendiamo oggi. Per me la cosa più rilevante è che quel tale è stato senza alcun dubbio un uomo di teatro, il più grande uomo di teatro, e che ha inventato una quantità gigantesca di personaggi giganteschi. E in ognuno di questi giganti ha racchiuso la vita. Oserei persino dire che questi personaggi hanno cambiato la vita del genere umano. Per questo quando ci riferiamo a quel tale parlare d’identità è futile. La sua è un’identità universale, globale e multiculturale. In altri termini lui appartiene a tutti. E se così è, puoi divertirti a pensare che è (stato) tuo concittadino, tuo connazionale o tuo parente. E su questo pensiero ci puoi anche costruire un gioco sì. Come in Sugnu o non sugnu 2.0 il gioco di un gruppo di teatranti siciliani che si divertono a far finta che quel tale sia stato loro conterraneo (plausibilissimo), che abbia avuto una vita comune, con una grande donna al suo fianco che l’ha aiutato e sostenuto sempre, sia nei momenti di gloria che nei momenti di crisi, che nonostante qualche scappatella extraconiugale, lo ha amato pienamente facendo di tutto pur divederlo felice e realizzato. Una coppia come tante, che magari ha avuto un cane che si divertiva a cacciare conigli, e che per questo spariva sempre, tanto che ad un certo punto i due hanno cominciato a metterne in dubbio l’esistenza:

il cane esiste davvero o no…c’è o non c’è…essere o non essere…to be or non to be…sugnu o non sugnu…

La ricerca di un cane in una notte insonne, come le madeleine della Recherche proustiana, scatena pensieri, emozioni, memorie sepolte. L’interrogativo esistenziale del vivere (to be/essere/sugnu) o morire (not to be/non essere/non sugnu) incupisce e cambia il gioco.

Riaffiora il ricordo di un figlio morto e la consapevolezza di un patrimonio letterario, culturale e umano (teatrale) immortale.

NOTE D’AUTORE

“Sugnu o non sugnu” è arrivato come apoteosi di una ricerca che doveva coniugare, per me, tante cose: la dimensione di William e sua moglie Anne, coppia non qualunque in un quotidiano qualunque, che paga lo scotto di non potersi liberare mai da quegli scritti, tragedie, sonetti, commedie che divengono parte integrante del loro dialogo comune.

Poi, ho pensato al teatro con le sue eterne problematiche. E poi alle origini di William…

Vero è che Shakespeare rimane Shakespeare chiunque sia stato veramente, ovunque sia nato, uno o molteplice che sia stato. A questo punto mi è sembrato che ogni possibilità fosse percorribile.  Inclusa quella che due attori tra tanti, presi nel gioco delle centinaia di pièce sul bardo nei palcoscenici di tutto il mondo, possano usare-osare la gustosissima tesi per cui William sarebbe stato ….un siciliano!

E allora divertitevi con noi e poi, se volete …  fate la vostra scelta! (Francesca Vitale)

Autore: Redazionale

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