‘Un nemico che ti vuole bene’, il thriller (?) macchiettistico di Denis Rabaglia

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‘Un nemico che ti vuole bene’, il thriller (?) macchiettistico di Denis Rabaglia

 

La black comedy è un sottogenere amato dalla cinematografia internazionale ma non necessariamente da quella italiana. Seguendo quello che è stato il battage pubblicitario che lo presenta come divertente noir, ci si avvicina al film con la speranza si possa annoverare, tra i tanti film di produzione nazionale presentati nel corso di un anno, tra i pochi in grado di stupire o, quantomeno, convincere.

Così non è o, meglio, l’inizio fa sperare in un qualche cosa che mai appare bene delineato, capace di coinvolgere e, perché no, divertire. Le due anime della storia, tinte nei colori della commedia all’italiana e del nero del thriller, mai riescono ad amalgamarsi e, spesso, cozzano una con l’altra dimostrando l’incapacità della pletora di sceneggiatori (Abatantuono, probabilmente, ha scritto le sue battute che appaiono un po’ stridenti col resto) a cui si devono buone intenzioni mai risolte in un risultato soddisfacente. La tendenza è quella di privilegiare la commedia, ma l’assoluta assenza di occasioni per sorridere danneggia il risultato finale. L’emozione più frequente che si vive è quella della noia.

Il film è diretto dal cinquantaduenne italo svizzero Denis Rabaglia che non riesce a sfruttare tutte le potenzialità di un cast sufficientemente ben scelto che affianca volti televisivi noti con attori di maggiore spessore. Pomposamente, si dice di essersi ispirati ad un racconto di Krzysztof Zanussi ma senza citarne il titolo: non siamo in grado di controllare se questo è davvero capitato. Così fosse, o il grande sceneggiatore e regista polacco era in un momento di scarsa ispirazione, o i cinque responsabili dello script sono riusciti a banalizzare quanto di buono da lui scritto.

Ragaglia ha debuttato nel lungometraggio nel 2000 con Azzurro, un discreto film interpretato da un credibile Paolo Villaggio in cui raccontava di un settantacinquenne pugliese che dopo 30 anni di lavoro in Svizzera torna al suo paesello dove erano rimasti la moglie ed i figli e dove lo attendono drammatiche situazioni da affrontare.

Dopo questo, il volenteroso Marcello Marcello (2008) e poi fino a Un nemico che ti vuole bene nessun altro titolo per il cinema. Affrontando la visione di questo suo ultimo lavoro, si ha l’impressione che non sia ancora nelle sue corde la realizzazione di lungometraggi, soprattutto se deve cercare di rendere fluida e credibile una sceneggiatura complessa nella struttura ed assolutamente carente nei contenuti. I personaggi sono più detti che non fatti vivere sullo schermo, i luoghi comuni sono all’ordine del giorno, lo sviluppo narrativo è inconsistente e, a tratti, privo di un’autentica credibilità.

Si parla di famiglia allargata (il protagonista vive assieme ai figli del primo matrimonio della moglie) con la presenza pressoché continuativa del ex marito, ufficialmente lì per non fare mancare la presenza paterna. Ma anche di un fratello sacerdote di cui poco si sa e che si occupa di orfani in Brasile. Incombe su tutti l’anziana madre despota che pretende molto senza mai concedere nulla, nemmeno il suo affetto. Assolutamente di maniera la scelta di dare spiccata identificazione napoletana al killer, per unire il luogo comune di partenopei delinquenti ma anche di persone dal cuore d’oro. Il peggio, forse, lo si raggiunge nel cercare di rendere interessanti i due figli di primo letto, con la maggiore stonatissima cantante lirica che fa le bizze perché non riesce ad avere successo e il più giovane che tradisce la fiducia della famiglia. Patetica la figura del Rettore che sperpera i soldi per la Ricerca utilizzandoli per i propri divertimenti. C’è anche un collega del protagonista, astrofisico che gli ha ‘rubato’ la paternità della scoperta di una stella, che lavora in California e giunge all’Università italiana per ricevere onori e, probabilmente, una prestigiosa cattedra.

Dall’idea di partenza che sembrava volere condurre il film a mostrare e censurare il mondo universitario, il disagio giovanile, il microcosmo familiare e tutte le sue incongruenze, il tutto visto da un’angolazione politicamente scorretta e amorale, rimane pochissimo, forse solo le intenzioni. Manca il coraggio di trattare temi delicati con cattiveria o, più probabilmente, non era intenzione di fare questo da parte di regista e sceneggiatori.

Diego Abatantuono ha una recitazione altalenante che meglio funziona nei passaggi da commedia, la ‘moglie’ Gisella Donadoni non la si nota più di tanto, il Rettore Ugo Conti dà il volto ad una poco decorosa macchietta, il fratello prete Roberto Ciufoli non crede a quello che gli fanno dire, l’ex marito Massimo Ghini dona una prova che sarebbe perfetta per un cine-panettone, la madre Sandra Milo è una bella presenza ma anche le sue battute non sono bene calibrate; il figlio infido è il poco convinto Mirko Trovato (tra gli interpreti del televisivo Braccialetti rossi (2014), la figlia stonata è l’inconsistente Annabella Calabrese, il collega traditore ha il volto di un poco convinto Antonio Catania.

L’osservato speciale doveva essere il sicario, quell’Antonio Folletto noto per le sue performance televisive in Gomorra: La serie (2014) e L’attesa (2015). Qui tenta il passaggio alla commedia più leggera ma il risultato è quanto mai deludente, con un personaggio mai reso in maniera credibile: una spalla che tale non è mette in difficoltà Abatantuono.

 

SCHEDA FILM:

Titolo: Un nemico che ti vuole bene

Genere: Thriller, commedia

Regia: Denis Rabaglia

Paese/Anno: Italia, Svizzera, 2018

Sceneggiatura: Denis Rabaglia, Heidrun Schleef, Luca De Benedittis, Diego Abatantuono, David McWater da un soggetto di Denis Rabaglia, Heidrun Schleef, Luca De Benedittis basato su di un racconto di Krzysztof Zanussi

Fotografia: Markus Hürsch

Montaggio: Claudio Di Mauro

Scenografia: Fabrizio Nicora

Arredamento: Daniela Manzo, Catharina Strebel

Costumi: Cristina Francioni

Colonna sonora: Andrea Farri

Interpreti: Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Mirko Trovato, Sandra Milo, Roberto Ciufoli, Annabella Calabrese, Gisella Donadoni, Massimo Ghini, Antonio Catania, Ugo Conti, Andrea Preti, Ernesto Lama

Produzione: Mauro Preti, Michael Steiger, Anita Wasser, Falkor Production, Turnus Film, Viva Production, RSI Televisione Svizzera, TeleClub, Armeni Ges Productions, La Petite Enterprise in collaborazione con Medusa Film, Sky Cinema Productions, Tramp Ltd.

Distribuzione: Medusa Film

Durata: 97 minuti

Data uscita: 04/10/2018

 

 

Autore: Furio Fossati

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