Festival della Cultura e del Giornalismo Opulentia / 6 ottobre ore 21 ‘Io, mai niente con nessuno avevo fatto’

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VUCCIRÌA TEATRO

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IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO

drammaturgia e regia Joele Anastasi

con

Joele Anastasi

Enrico Sortino

Federica Carruba Toscano

scene e costumi Giulio Villaggiscene e costumi Giulio Villaggio

“Lo abbraccio e gli dico che gli devo dire delle cose molto importanti. Gli dico che io per lui, pure la femmina avrei fatto e che in ospedale mi hanno detto che ho l’Aids”.

Un paesino di Sicilia, fine anni ‘80. Due cugini crescono come fratello e sorella e giocano per cancellare la solitudine ancestrale di una famiglia senza padri. Sono prede troppo vulnerabili senza nessuno che dia loro consapevolezze o difese: dietro le persiane è nascosto un paese che spia, giudica e non vive. Tentano di combattere il loro destino per sognare, lei di lasciare quell’isola che li culla e li affoga, lui di amare liberamente un uomo. Come in una tragedia antica va espiata la colpa di chi si ribella e il giovane puro è sporcato dallo spettro dell’Hiv. Lui che ‘mai niente con nessuno aveva fatto’ s’infetta d’amore. Mentre tutti piangono già la sua morte, il suo istinto alla vita esplode candido e redime il paese.

SINOSSI

Sicilia. Io, mai niente con nessuno avevo fatto è la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere della conoscenza e dell’ignoranza: un pezzo unico di anima che dice tutto quello che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto. Giovanni è la forza e il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di note da danzare. L’istinto alla vita, alla sopravvivenza. Al di là della malattia. Al di là del male. L’universo in cui gravitano i tre personaggi di questa pièce è un universo popolare. Uno scenario pieno di brutalità e d’istinto. Dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso del corpo. Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni. La violenza si scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità, dove Rosaria, cugina di Giovanni, è tutto per lui. Sorella, fidanzata, madre e figlia.

C’è spazio per l’amore, c’è spazio per la rivalsa. Ma tutto ha un prezzo. Giovanni lo sconterà attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe, insegnante di danza, unico amore-amante di Giovanni. E se è vero che tutto il peso ricade proprio su Giovanni, ingenuo e puro, lui sarà l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentirne addosso la minima pressione riscattandosi proprio attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e Giuseppe. Ma saranno tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai. Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di ricordare e ora di dimenticare.

NOTE DI REGIA

Giovanni, il protagonista dell’opera, è un ingenuo, è la felicità, è una purezza che genera un contatto empatico con il pubblico che riconosce nel suo dramma, il dramma di ogni atto di tradimento. E’ la speranza che viene minata, è la luce che vuole essere chiusa a pressione dentro una scatola, è un ricordo che vuole essere dimenticato ma che esplode con immediatezza e genuinità con tutta la sua forza. In “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” utilizziamo la Sicilia per raccontare il passato. Come fosse uno sguardo alle origini. E così viene fuori un universo cristallizzato e quasi mitico, reso mitico proprio da quegli stessi personaggi che urlano il loro disperato bisogno di ritagliarsi un posto nella (S)toria, di esistere a tutti i costi, di appartenere a sé stessi.

Joele Anastasi

ESTRATTI RASSEGNA STAMPA

Stefano de Stefano – Il Corriere

L’impudica, integrale, opima eppure innocente nudità di una giovane donna cala lo spettatore subito in un’atmosfera che confonde sacro e profano, tipica del Sud e della Sicilia in particolare. D’altra parte lo spettacolo si intitola “Immacolata Concezione” e riporta subito alla memoria alcuni passaggi del teatro di un’altra grande siciliana come Emma Dante. Ma con una differenza; dalla nevrosi urbana, fisica e mentale della regista palermitana si passa con Vucciria Teatro a un registro più affabulatorio, rurale e simbolico […] Avvolgenti infine la drammaturgia e la regia di Joele Anastasi.

Mario Bianchi – KLP Teatro

“Immacolata Concezione” porta in scena un teatro fortemente connotato, in qualche modo perduto nel tempo, ma ancora capace di porre domande e di entrare nelle viscere di una terra per certi versi rimasta immobile.

Antonella D’Arco – PAC

E il tremare del pubblico si è tradotto nei molti applausi che hanno accompagnato l’uscita degli attori. Partendo dalla narrazione particolare di una precisa vicenda e al di là di essa, la capacità autoriale di Anastasi, a cui si coniuga la potente visione registica allusiva e attenta al ruolo dell’attore, fa di Immacolata Concezione un archetipo, l’ archetipo di una storia di amore.

Nicla Abate – Armadillo Furioso

Questo equilibrio sensoriale, questa percezione, questa dimensione onirica cullata da lievi note in sottofondo viene bruscamente spezzata dal vociare confuso e dallo stridio di un campanaccio: lentamente dal fondo della sala gli attori entrano in scena attraversando ai lati il pubblico. Si tratta di un momento solenne in cui l’intera compagnia non solo fa il suo ingresso in sala ma presenta al pubblico il suo intento: la trasfigurazione del corpo quale mezzo cardine dell’artista; il lavoro dell’attore inteso come lavoro sul corpo dell’attore.

Rodolfo Di Giammarco

La Compagnia Vucciria Teatro, una formazione del 2012 scoppiata da noi e anche oltreoceano, a San Diego, con il suo bagaglio di lingua siciliano-italiana,  e con le radici di uno studio umano che accosta l’isolamento intimo a quello territoriale, propone Io, mai niente con nessuno avevo fatto di Joele Anastasi un dramma di tre voci che scavano nell’ingenuità e nella passione, nell’istinto di un universo popolare, nella poesia dura e ingrata di omosessualità, violenza e malattia sullo sfondo di un panorama palermitano senza filtri.

 

Autore: Redazionale

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