Arte e “Contrasto”. Luce, ombra, astrazione…nell’opera di G. Caserta

  

Contrasto Arte

 

LA LUCE, L’OMBRA, L’ASTRAZIONE, LA FORMA GEOMETRICA

 IL NUMERO ALLA RICERCA DELL’INFINITO

 

Incontro con Giuseppina Caserta

 

  • Come nasce contrasto ?

L’opera nasce dall’idea di plasmare lo spazio, di creare un rapporto tra il fare arte e la sua percezione.

 

  • Quali sono le forze che lo animano ?

pieno-vuoto, luce-ombra sono le “forze” che dialogano in una reciproca opposizione, in un rapporto dialettico teso al coinvolgimento di chi guarda.

 

  • Le dinamiche che si intrecciano ?

Le dinamiche che si intrecciano nel discorso plastico sono le tensioni che si generano tra la materia, il volume, la concretezza e il vuoto, l’assenza che mentre svuota la materia la ridefinisce.

La tensione creativa per liberare il pensiero, per rendere concreta un’astrazione comporta uno sforzo fisico, una lotta con la materia. Da questo esercizio mente – mano si genera un movimento interno al lavoro creativo che nel suo svolgersi rivela l’affascinante gioco della mente verso la conquista di uno spazio infinito che nel caso di Contrasto si moltiplica al variare della luce e dell’ombra.

In questo contesto assume un ruolo rilevante l’Islam che per secoli ha influenzato il patrimonio della storia e della cultura italiana.

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Note dell’artista

Nell’età medievale l’arte occidentale mostra elementi di continuità sia con l’ambiente bizantino, quanto con il mondo islamico subendo la fascinazione di quell’evoluta civiltà. Nel nostro umanesimo Gentile da Fabriano  è un esempio di come la cultura araba affascinasse l’arte italiana: nella Madonna dell’Umiltà (1423) il lembo del panno che avvolge il Gesù riporta in arabo il versetto del Corano “non v’è altro Dio al di fuori di Allah” e l’ampia aureola della Madonna è abbellita da fantasie geometriche arabizzanti. Le medesime astrazioni figurano nelle bellissime aureole della “Pala della adorazione dei Magi”.

Nel David di Donatello (1472-1475) nei lacci che fermano l’armatura è riprodotta una grafia di intonazione islamica. Le forme geometrizzanti, il numero, l’astrazione rimandano oltre lo scibile e danno rappresentazione di quegli archetipi cioè a quelle forme che, secondo Jung, presiedono agli istinti primordiali profondi e radicati nella psiche dell’Umanità.

Nella cultura araba l’idea di infinito e di Dio si manifesta in un ordine cosmico governato dal numero. Contrasto nasce da questo bisogno di dare forma ad uno spazio continuamente in trasformazione verso un’idea di assoluto: il cerchio, la forma circolare della scultura nel suo svolgersi al variare della luce e dell’ombra si replica in infinite altre forme che incatenano lo sguardo. Così nella preghiera del musulmano fedele il cerchio, nel suo ripetersi in infinite allegorie ed intrecci, lo conduce verso una sorta di catarsi, di liberazione della mente che non più vincolata alle forme del reale si spinge verso un eterno infinito ove è possibile, plausibile  immaginare esserci solo suoni e geometrie di perfezione assoluta.

Giuseppina Caserta

 

L’opera Contrasto ha partecipato alle mostre:

  • 3^ edizione Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma Vittoriano (2017) 
  • Mostra internazionale d’Arte Contemporanea Padiglione Europa Palazzo Albrizzi Capello Venezia (2018)

Ed è stata “pubblicata” su:

  • “Percorsi d’Arte in Italia” – Rubbettino  Editore  (2018)
  • Troverà ampio spazio anche su “Atlante di Arte Contemporanea”- De Agostini Edizioni (2019)

Pagina curata da Luisa Mariani

Autore: Redazionale

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