Reading teatrale di Nicola Costa sul tema immigrazione in scena a Vizzini, sabato 22 settembre – Chiusura Verghiane 2018

  

Sabato 22 settembre a Vizzini il teatro affronta il tema dell’immigrazione

Civiltà ed accoglienza nel reading di Nicola Costa 

Un’insolita ed importante appendice artistica per l’edizione 2018 de “Le Verghiane” è senza dubbio quella con cui Vizzini si prepara ad accogliere  il reading sull’immigrazione ideato dall’attore, regista e drammaturgo catanese Nicola Costa, attuale Direttore Artistico del Centro Studi Teatro e Legalità – Accademia D’Arte Drammatica di Catania e docente del Laboratorio Teatrale Accademico di Drammatizzazione Permanente.

Costa (nella foto in una scena dello spettacolo) è senza dubbio uno degli artisti più affermati e determinati del panorama teatrale isolano, autore pluripremiato in ambito nazionale ma anche attore e regista sensibile dalla cui creatività sono stati prodotti testi di forte spessore contenutistico e dal grande impatto emotivo. Dopo aver firmato testo e regia di “Tutto il resto ha poca importanza” -lo spettacolo messo in scena lo scorso aprile al teatro del Canovaccio di Catania in occasione del trentesimo anniversario della morte di Enzo Tortora – e “Cinque storie“, libero adattamento da “Il lungo inverno” di Stefania Nibbi, adesso è la volta di toccare un altro tema delicato ed attuale: quello dell’immigrazione.
Questo non è uno spettacolo politico né mi interessa produrre un inutile propaganda” – afferma Costa – “Penso al teatro come uno strumento contributivo, evolutivo, con cui è possibile produrre emozione e rilanciare consapevolezza, bellezza, riflessione. Il teatro è per me il mezzo, non il fine. Penso anche che il tema dell’immigrazione sia sin troppo tragico per strumentalizzarlo con ulteriore retorica o con prese di posizione a favore di un orientamento di partito. Considero questo progetto come una porta che è possibile schiudere sul buon senso civile che qualunque comunità dovrebbe mostrare, ma anche come un grande viaggio da compiere attraverso il tempo e la storia. Un tema così delicato – conclude Costa – non può che essere trattato con soluzioni tecniche concrete che in nessun caso possono escludere intese politiche internazionali. Il problema non può rimanere confinato al nostro paese ma, al contempo, gli italiani non devono cadere nell’errore di spaccarsi e di dar vita a faziosità di stampo razzista. La storia insegna tanto. Rileggiamola se è il caso, ma non dimentichiamo quello che il razzismo ha prodotto in ogni tempo ed angolo di mondo”. Sul palco, a far rivivere storie i migranti di ieri e di oggi, anche l’attrice Ornella Benenato. Il pubblico sarà condotto in un viaggio che varrà la pena di vivere all’insegna dell’emozione e di quel buon senso la cui mancanza si fa spesso sentire in un tempo governato da pesanti tensioni. Il teatro è anche una grande opportunità per ritrovarsi.

C. Marino

Autore: Redazionale

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