Il Piccolo Teatro di Milano al Cenacolo di Leonardo: “Il miracolo della cena”, Sonia Bergamasco interpreta Fernanda Wittgens, 25-27 settembre

  

Una donna eccezionale e la sua battaglia per sottrarre il Cenacolo alla follia della guerra. Sonia Bergamasco legge Fernanda Wittgens.

Sonia Bergamasco legge scritti, appunti e note di Fernanda Wittgens, storica e critica d’arte, donna determinata che sempre antepose l’amore per l’arte e il proprio senso etico e civile a scelte di convenienza.

Raffinata studiosa, prima donna Soprintendente alle Gallerie di Milano e prima donna in Italia a vincere tale concorso nel 1940, Wittgens partecipò con tempestività ed energia alla salvaguardia di numerosi monumenti milanesi contro il rischio di irreparabili danni di guerra.

Anche l’Ultima cena di Leonardo da Vinci venne riparata dai colpi d’arma da fuoco, dalla violenza delle esplosioni e sottratta miracolosamente alla distruzione: “Il Cenacolo è salvo!“ Si legge negli appunti e nelle relazioni dopo i bombardamenti.
Nella Milano del dopoguerra, ferita nei principali luoghi e monumenti della sua storia e cultura, dopo anni di conflitto mondiale e di guerra civile, Wittgens operò un nuovo miracolo: agì con determinazione e forza perché la ricostruzione dei monumenti fosse ritenuta necessaria e prioritaria, al pari di quella di fabbriche, ospedali e scuole.
Così la fine degli anni Quaranta vide raccogliersi intorno al sindaco Greppi uomini e donne straordinari: tra gli altri, oltre a Wittgens, Arturo Ghiringhelli, che fino al maggio 1946 coordinò la ricostruzione della Scala di cui sarebbe divenuto sovrintendente, Paolo Grassi e Giorgio Strehler, che il 14 maggio 1947 inaugurarono il Piccolo Teatro.

È anche questa la ragione della sintonia che ha guidato il Piccolo e il Museo del Cenacolo Vinciano a progettare insieme una serata di letture, a cura di Marco Rampoldi, dagli scritti di Fernanda Wittgens.

Sonia Bergamasco dà corpo e voce a una donna che interpretò nel modo più nobile la missione del servizio pubblico a tutela del bene comune, fu sempre fedele ai propri ideali – anche nel terribile contesto delle leggi razziali – e votò tutta se stessa alla conservazione e valorizzazione di un patrimonio di Milano e del mondo.
Al miracolo dell’Ultima Cena di Leonardo, al restauro dopo le profonde ferite belliche, diede un tributo fondamentale che descrive con “una quantità di forza vitale” sacrificata, per otto anni, per Leonardo.

Autore: Redazionale

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