L’intervista. Incontro con la scultrice Giuseppina Caserta (apprezzata alla Triennale di Roma)

L’intervista

Giuseppina Caserta, scultrice

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Dopo la pausa estiva ed un paio d’appuntamenti rimandati, rintracciamo la scultrice romana Giuseppina Caserta. La cui biografia, la stima che ella riscuote nell’ambiente artistico  hanno – come si dice in questi casi- un adeguato curriculum di studi e di esperienze maturate ‘sul campo’, alternate alla riflessione teorica.

Docente per tanti anni nei licei, la Caserta ha seguito i corsi della Scuola di Grafica Artistica Veneta gemellata con l’Istituto d’Arte Danese ed ha sperimentato svariate tecniche di “arti applicate” tra cui il cosmatesco presso i marmorari di San Lorenzo a Roma. E’ poi l’incontro con lo scultore francescano P. Andrea Martini a segnare la sua formazione artistica che ricerca nel linguaggio moderno semplicità ed essenzialità espressiva.

Sua precisazione iniziale. “Contesto al panorama artistico contemporaneo  transavanguardie, land art, body art, arte povera, e più in generale a tutte quelle forme di comunicazione telematica, la mancanza del lavoro metodico, l’incapacità di avviare una comunicazione emozionale con chi osserva, la totale indifferenza verso lo studio e la ricerca formale”. Poiché ella  ritiene “che i linguaggi artistici abbiano in tal modo esaurito ogni capacità di rinnovamento emozionale e intellettivo dei fruitori”. Pochi o tanti che siano.

Presente alla 3^ edizione Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma (2017) e alla 41^ edizione Arti Figurative Medusa Aurea Premio Marino Marini, la scultrice ha conseguito il Premio “Medaglia aurea” conferito dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna (2018).

L’opera d’arte richiede una formazione accademica ?

Le accademie sono come un tempio sacro, dove il pellegrino entra per pregare e sentire la presenza dello spirito; ma la conquista della fede è un percorso arduo e tutto in salita. Così l’arte al pari della fede pur servendosi degli strumenti linguistici appropriati per potersi esprimere deve rendersi libera da ogni soggezione accademica.

Cosa distingue un’opera d’arte da un oggetto ?

Non sempre nasce un’opera d’arte, credo che ciò dipenda da quel special dono di sentire le cose e di infondere ad esse la scintilla di vita tale da riscattarle dalla mera funzione    di oggetto e di elevarle a qualcosa di più sublime e più vicino ad un’idea di assoluto, riscattandole così dalla transitorietà.

  Come avviene il processo creativo ?

Attraverso l’intuizione creativa si attua la forma più autentica della conoscenza in quanto capace di coinvolgere processi cognitivi ed affettivi. L’intuizione creativa anticipa l’atto creativo, l’azione o il gesto creativo che si completa nell’immagine in qualcosa che prima non c’era e capace di suscitare meraviglia e stupore (Heegel: l’arte è l’apparire del sensibile).

Che ruolo, quale essenzialità  rivestono la creatività nella sua vita?

La creatività mi permette di esprimermi e di affermare la mia soggettività che si manifesta in modo vivo e dinamico; attraverso il moto vitale dell’intuizione creativa accolgo percezioni e pensieri che attingono alla memoria e che solo il potere dell’immaginazione riesce a fare il miracolo di vedere e fare riaffiorare dal’inconscio il ricordo creando forme e immagini che non esistono eppur son vere.

Una sua definizione, idea di arte….

L’arte è il silenzio interiore che solo la passione può dar forma all’immaginifico all’andare oltre il confine dell’inesprimibile.

Autore: Lu. Mar.

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